Economia

Tra Grecia e ripresa, Visco e Krugman chiudono il Festival dell'Economia

Livetweeting. Il governatore di Bankitalia fa il mea culpa sulla crisi: "Bisogna imparare dagli errori", commessi da tutti, "anche dai supervisori"

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TRENTO - In apertura il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, per chiudere con il premio Nobel dell'economia Paul Krugman. L'ultima giornata del Festival di Trento, tradizionalmente la più "leggera" di impegni cerca di tirare le fila di quanto discusso attorno al tema scelto. Il compito è stato svolto da due protagonisti delle istituzioni dell'economia contemporanea, per due appuntamenti che si sono tenuti al Teatro Sociale.

Nella sua apertura, il governatore Visco ha spiegato che la crisi finanziaria globale, che è nata prima del 2007, è stata "generata da errori in vari campi, da parte dei mercati o meglio dagli intermediari finanziari che operano sui mercati, errori dei regolatori, i supervisori delle banche, che ci sono stati in varie parti del mondo, ma direi meno in Italia di quanto si dice, anche se ci sono stati". L'inquilino di Palazzo Koch ha ammesso che "gli errori sono di tutti", anche "delle politiche economiche e degli economisti. "Errori ci sono stati da parte dei regolatori, i supervisori delle banche, in varie parti del mondo, ma meno in Italia".

La chiusura della cinque giorni tridentina (alle ore 16) è stata affidata alle parole di Paul Krugman. All'economista americano, con i supporto del direttore scientifico del Festival Tito Boeri e di Daniel Gros, il compito di riassumere, le questioni aperte sul declino della mobilità sociale nel mondo occidentale, le sue cause, le possibilità per avere un Vecchio Continente più solidale e con meno disuguaglianze.
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