Tsipras apre su privatizzazioni e crescita, ma sull'Iva non fa marcia indietro
dal nostro inviato ETTORE LIVINIIl documento del governo greco alla ex troika accoglie molte delle richieste, ma Atene non ha intenzione di cedere sulle misure anti austerity
ATENE - Quarantasette pagine fitte fitte di cifre e tabelle. Qualche concessione ai creditori (su privatizzazioni e lotta all'evasione in particolare) ma pure molte misure indigeste all'ex Troika. Atene non molla. E il documento presentato lunedì da Alexis Tsipras ai creditori conferma che arrivare a un'intesa non sarà facile. Il governo ellenico ha tenuto l'asticella molto alta. Sull'avanzo primario ha fissato livelli (0,6% nel 2015, 1,5% l'anno prossimo) su cui forse un compromesso è possibile. Accettabili pure le condizioni sulla vendita di asset pubblici. La Grecia punta a varare 5,3 miliardi di privatizzazioni entro il 2020 e altri 10 miliardi dopo questa data, anche se pone paletti rigidi (salvaguardia posti di lavoro e investimenti in particolare) agli acquirenti.
Il documento.
Anche sul fronte fiscale - Iva esclusa - c'è spazio per un'intesa. Il dossier ellenico prevede una tassa di solidarietà per i grandi …
Il documento.
Anche sul fronte fiscale - Iva esclusa - c'è spazio per un'intesa. Il dossier ellenico prevede una tassa di solidarietà per i grandi …
ATENE - Quarantasette pagine fitte fitte di cifre e tabelle. Qualche concessione ai creditori (su privatizzazioni e lotta all'evasione in particolare) ma pure molte misure indigeste all'ex Troika. Atene non molla. E il documento presentato lunedì da Alexis Tsipras ai creditori conferma che arrivare a un'intesa non sarà facile. Il governo ellenico ha tenuto l'asticella molto alta. Sull'avanzo primario ha fissato livelli (0,6% nel 2015, 1,5% l'anno prossimo) su cui forse un compromesso è possibile. Accettabili pure le condizioni sulla vendita di asset pubblici. La Grecia punta a varare 5,3 miliardi di privatizzazioni entro il 2020 e altri 10 miliardi dopo questa data, anche se pone paletti rigidi (salvaguardia posti di lavoro e investimenti in particolare) agli acquirenti.
Il documento.
Anche sul fronte fiscale - Iva esclusa - c'è spazio per un'intesa. Il dossier ellenico prevede una tassa di solidarietà per i grandi patrimoni, un aumento delle aliquote su barche lunghe oltre 10 metri e altri beni di lusso, un giro di vite sul contrabbando di tabacco e benzina, una sovrattassa biennale sugli utili delle grandi imprese oltre a un'asta per le frequenze tv utilizzate finora dagli oligarchi in maniera un po' garibaldina.
Restano invece le distanze sull'Iva con Tsipras che propone tre aliquote (6,5%,13%, 23%) contro le due (11% e 23%) di Ue, Bce e Fmi e tuona contro l'aumento di 10 punti della tassazione dell'elettricità. Come previsto i problemi maggiori restano su lavoro e pensioni. La bozza prevede il ripristino della contrattazione collettiva (fumo negli occhi di Bruxelles) e l'aumento entro fine 2016 del salario minimo. Sospesa fino almeno a fine 2016 la clausola che impedisce al governo di finanziare con pensioni supplementari quelle minime, mentre Atene accetterebbe di alzare gradualmente a 62 anni l'età per la pensione anticipata. Con risparmi comunque ben lontani dagli 1,8 miliardi richiesti dal Brussels Group.
Atene vuole reintrodurre una moratoria alla confisca e all'asta delle case di clienti morosi sui prestiti riservata solo alle famiglie più povere e si impegnerebbe a fondere i fondi pensione, riformare la giustizia civile e aprire una lunga serie di professioni alla competizione. "Questa è l'unica base realistica per arrivare a un accordo", ha ribadito Tsipras. Sul fronte della ristrutturazione del debito, il premier ha proposto anche che il fondo Salva Stati rilevi i prestiti della Bce e una ristrutturazione del debito con il Fondo monetario internazionale. Si vedrà se i creditori, che hanno presentato una gelida contropoposta di cinque paginette, saranno d'accordo e come nei prossimi giorni sarà possibile trovare la quadra per evitare il default.
Il documento.
Anche sul fronte fiscale - Iva esclusa - c'è spazio per un'intesa. Il dossier ellenico prevede una tassa di solidarietà per i grandi patrimoni, un aumento delle aliquote su barche lunghe oltre 10 metri e altri beni di lusso, un giro di vite sul contrabbando di tabacco e benzina, una sovrattassa biennale sugli utili delle grandi imprese oltre a un'asta per le frequenze tv utilizzate finora dagli oligarchi in maniera un po' garibaldina.
Restano invece le distanze sull'Iva con Tsipras che propone tre aliquote (6,5%,13%, 23%) contro le due (11% e 23%) di Ue, Bce e Fmi e tuona contro l'aumento di 10 punti della tassazione dell'elettricità. Come previsto i problemi maggiori restano su lavoro e pensioni. La bozza prevede il ripristino della contrattazione collettiva (fumo negli occhi di Bruxelles) e l'aumento entro fine 2016 del salario minimo. Sospesa fino almeno a fine 2016 la clausola che impedisce al governo di finanziare con pensioni supplementari quelle minime, mentre Atene accetterebbe di alzare gradualmente a 62 anni l'età per la pensione anticipata. Con risparmi comunque ben lontani dagli 1,8 miliardi richiesti dal Brussels Group.
Atene vuole reintrodurre una moratoria alla confisca e all'asta delle case di clienti morosi sui prestiti riservata solo alle famiglie più povere e si impegnerebbe a fondere i fondi pensione, riformare la giustizia civile e aprire una lunga serie di professioni alla competizione. "Questa è l'unica base realistica per arrivare a un accordo", ha ribadito Tsipras. Sul fronte della ristrutturazione del debito, il premier ha proposto anche che il fondo Salva Stati rilevi i prestiti della Bce e una ristrutturazione del debito con il Fondo monetario internazionale. Si vedrà se i creditori, che hanno presentato una gelida contropoposta di cinque paginette, saranno d'accordo e come nei prossimi giorni sarà possibile trovare la quadra per evitare il default.