Economia

Borse in rialzo, ma l'accordo Grecia-creditori resta lontano

Nella serata nuovo vertice tra Tsipras, Hollande e Merkel, ma si è concluso ancora con un nulla di fatto. Intanto S&P ha tagliato il rating ellenico e minaccia default entro dodici mesi. Mercati volatili dopo il rally di ieri, ma scommettono sull'intesa. Lo spread tra Btp e Bund scende a 125 punti, tassi in asta in risalita. La produzione industriale cinese cresce come da attese, Tokyo balza dell'1,7%

3 minuti di lettura
MILANO - L'accordo sulla Grecia ancora non c'è, ma gli investitori sembrano scommetterci. Nella serata di mercoledì, Alexis Tsipras, Angela Merkel e Francois Hollande sono tornati a vedersi, ma non ci sono segnali di passi avanti significativi verso la stesura e sottoscrizione di un'intesa. Le distanze non paiono incolmabili, sia sulla richiesta di surplus primario di bilancio (0,75% del Pil per Atene, 1% circa per la Ue) che dell'extra-gettito da reperire con una manovra sull'Iva (1,4 miliardi per Atene, 1,8 per la Ue), ma la strada è ancora piena di insidie e il Fmi dice: "Siamo ancora lontani". A complicare la situazione ci ha pensato anche l'agenzia di rating S&P, che ha declassato a CCC da CCC+, con outlook negativo, l'economia greca e ha avvertito Syiriza che senza un accordo farà default nel giro di 12 mesi. Ma, anche con un accordo, sarà salva solo per qualche mese, perché l'intesa "non coprirà gli obblighi sul debito al di là di settembre".

I mercati ripartono volatili dopo il rally di ieri, dopo le indiscrezioni filtrate con tempismo incredibile - a una manciata di minuti dalla chiusura degli scambi - secondo le quali Merkel accetterebbe un'estensione del piano (che scade il 30 giugno) per altri nove mesi, anche solo in cambio di una grande riforma strutturale di tutte quelle sul tavolo. Piazza Affari apre in rosso, poi gira in rialzo e dopo essere arrivata a guadagnare quasi l'1,5% chiude in recupero dello 0,35% con una dinamica simile alle altre Borse: Francoforte aggiunge lo 0,6%, Parigi lo 0,74% e Londra lo 0,24%. Balzo di Atene, che sale dell'8,16%. Bene anche Wall Street: quando chiudono i mercati europei, il Dow Jones avanza dello 0,3%, l'S&P 500 dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,1%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in calo in area 125 punti base, con il rendimento dei decennali italiani al 2,13% sul mercato secondario. Il Tesoro ha collocato tutti i 6 miliardi di euro di Btp a 3, 7, 15 e 30 anni, ma con tassi in rialzo. Il rendimento medio del triennale è salito allo 0,5% dallo 0,32% di maggio, quello del 7 anni all'1,76% da 1,31% di un mese fa, quello del 15 anni al 2,77% da 2,32% e quello del 30 anni risale sopra al 3%, al 3,36% dal 2,92%. Andamento in leggero calo per l'euro nei confronti del dollaro che chiude a 1,1247 nei confronti del biglietto verde americano, rispetto alla valutazione di 1,1325 fatta segnare ieri.

Negli Usa intanto, le vendite al dettaglio salgono dell'1,2% mensile a maggio, contro un atteso incremento dell'1,1%. Ad aprile erano rimaste invariate. Crescono, invece, oltre le attese le richieste di sussidio alla disoccupazione, ma il mercato del lavoro mostra segnali di ripresa. In Europa, l'agenda macro si concentra sui dati della Francia, dove l'inflazione accelera leggermente a maggio. L'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,2% rispetto ad aprile portando la crescita annua allo 0,3% (dallo 0,1% di aprile); si tratta di un andamento in linea con le attese. Il Pil dei paesi Ocse frena al +0,3% congiunturale nel primo trimestre rispetto al +0,5% del quarto trimestre, mentre in Italia il Pil registra un rialzo dello 0,3% nei primi tre mesi dell'anno, in  miglioramento rispetto alla stagnazione del quarto trimestre.

Le borse asiatiche hanno trattato in rialzo, in scia all'euforia della chiusura Ue di ieri sulla speranza di un accordo per il debito in Grecia e sul balzo della produzione industriale della Cina: questa è aumentata del 6,1%, battendo leggermente le attese. Le vendite al dettaglio sono invece saliite del 10,1%, sempre a maggio, in linea con le aspettative, e gli investimenti in attività fisse sono avanzati dell'11,45% nel trimestre da gennaio a maggio, sotto l'atteso +12%, ai minimi dal 2000. I dati - in sintesi - hanno confermato la fase di rallentamento in atto in Cina, con una stabilizzazione che si spiega con gli stimoli introdotti dal governo.

La Borsa di Tokyo ha chiuso in netto rialzo, +1,7%, interrompendo così il ciclo di sedute con il segno meno: l'indice Nikkei ha segnato 20.382,97 punti. Le contrattazioni hanno anche beneficiato del ribasso dello yen. Tra le materie prime, il prezzo del petrolio è in calo ma comunque sopra quota 61 dollari. Il prezzo di un barile Wti con consegna a luglio ha ceduto 27 centesimi a 61,16 dollari, mentre il prezzo del Brent del Mare del Nord di pari scadenza è sceso di 19 centesimi a 65,51 dollari. Ieri il greggio aveva fatto registrare un aumento in seguito ai dati sulle scorte usa, più basse delle stime, e al calo del dollaro. L'Aie intanto ha alzato le stime di domanda per il 2015. Quotazioni dell'oro poco mosse in attesa delle decisioni Usa sui tassi di interessi e degli sviluppi della crisi greca: il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.186 dollari l'oncia.