Economia

Dall'Ue via libera allo split del versamento Iva

Da Bruxelles è arrivato l'ok allo schema di split payment proposto dall'Italia: lo ha detto la portavoce del commissario Moscovici, spiegando che ora la parola passa al Consiglio per la decisione finale

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MILANO - Il ministero del Tesoro può tirare un sospiro di sollievo: dalla Commissione europea è arrivato il via libera allo schema di split payment proposto dall'Italia sull'Iva, lo ha detto la portavoce del commissario Moscovici, spiegando che ora la parola passa al Consiglio per la decisione finale. Lo scorso 22 maggio, infatti, da Bruxelles era stata comunicata al Consiglio l'opposizione alla richiesta italiana di deroga per estendere la 'reverse charge' dell'Iva alla grande distribuzione, perché non è in linea con l'articolo 395 della direttiva sull'Iva. La Commissione Ue spiego però che "split payment" era ancora sotto esame, oggi è arrivata la decisione definitiva.

Il provvedimento italiano prevede che le pubbliche amministrazioni anche se non rivestono la qualità di soggetto passivo dell'Iva sono tenute a versare direttamente all'erario l'imposta che è stata addebitata loro dai fornitori. In sostanza quando riceve una fattura la pubblica amministrazione trattiene l'Iva e la versa. Un provvedimento che a bilancio vale 730 milioni di euro per le casse dello Stato: proprio per cautelarsi da un eventuale stop comunitario, il governo aveva fatto ricorso al classico aumento delle accise della benzina e del gasolio, da far scattare dopo il 30 giugno. L'aumento, per il momento, è rinviato all'autunno.

Per la Commissione "si tratta di una misura temporanea attraverso la quale l'Italia intende affrontare una frode dell'Iva molto specifica". Il sistema proposto dall'Italia prevede che le autorità pubbliche paghino l'Iva per i beni e servizi che comprano in un conto bancario speciale, invece di pagare i direttamente i fornitori. Ai fornitori è pagata ovviamente la somma senza Iva. Attraverso tale schema, l'Italia intende impedire le frodi dei fornitori che non pagano l'Iva alle autorità, problema che l'Italia ritiene di avere molto spesso, spiega la Commissione.

Bruxelles precisa che la misura aiuterà l'Italia a combattere questo tipo di frodi che hanno a che fare con le autorità pubbliche. La misura proposta è temporanea, l'Italia si è impegnata a non chiedere un rinnovo oltre il 31/12/2017. Quindi la Commissione ha proposto che la misura scada in quella data e ha indicato che non saranno accettate estensioni.

La Commissione è molto attenta ai problemi di questo tipo: "Stiamo seguendo la situazione del rimborso dell'Iva molto da vicino. In seguito all'avvio della procedura d'infrazione su tale tema, l'Italia ha riformato le sue procedure che consentiranno di rimborsare l'Iva entro tre mesi. Inoltre, l'Italia ha detto che darà priorità ai rimborsi destinati a fornitori del pubblico. Infine, l'Italia dovrà presentare un rapporto entro 18 mesi alla Commissione riguardo, in particolare, la durata media delle procedure di rimborso in base a questa misura speciale. Questo dovrebbe consentire alla Commissione di dare un seguito più rapido alla situazione italiana".