MILANO - Il conto alla rovescia per il futuro della Grecia è cominciato e le Borse del Vecchio continente, così come i listini del resto del mondo restano alla finestra in attesa di sviluppi. Il premier greco, Alexis Tsipras è pronto a fare concessioni, ma solo "se sostenibili per il Paese", mentre il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker avverte: "L'uscita di Atene dall'euro sarebbe devastante". Preoccupati anche gli economisti della Bundesbank. I falchi di Berlino avvertono: "E' impossibile calcolare l'impatto che avrebbe l'abbandono dell'Eurozona da parte della Grecia". Gli addetti ai lavori sanno che il giorno decisivo sarà il prossimo 18 giungo con la riunione dell'Eurogruppo. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, avverte: "Senza una soluzione qualcuno potrebbe dire game over". Anche perché a fine mese la Grecia è chiamata a rimborsare 1,6 miliardi di prestiti in scadenza al Fmi.
Il menù delle Borse però è carico anche di altri appuntamenti, a cominciare dalla riunione del Federal Open Market Commitee (Fomc): il braccio monetario della Fed si riunirà il prossimo 17 giugno, lasciando i tassi invariati tra zero e lo 0,25%, ma potrebbe dare le prime indicazioni su quando avvierà la stretta. Il Fmi chiede di aspettare la prima metà del prossimo anno, ma i listini temono che il rialzo inizi già dopo l'estate.
Di certo i mercati stanno attraversando una fase di nervosismo dettata anche dal movimento sui titoli di Stato: le aspettative di inflazione convincono gli investitori a vendere i titoli di debito nazionale, facendo salire i rendimenti e trasformandoli di nuovo in asset interessanti. Basti pensare ai bund tedeschi che sono saliti sopra l'1% nella settimana che si è appena conclusa, livello che non raggiungevano dallo scorso mese di settembre.
Nella prossima settimana saranno diffusi i dati sull'inflazione in Europa e negli Usa. La ripresa economica sembra alle porte anche nel Vecchio Continente, area che finora si è mossa molto più lentamente delle altre, ma proprio per questo i titoli di stato sono destinati a crescere ancora, innescando un meccanismo di instabilità per le Borse almeno nel breve termine. Quanto agli Usa, invece, c'è forte attesa per le previsioni della Fed, che, seppure non nell'immediato, potrebbero preparare la strada al tanto temuto rialzo dei tassi di interesse.
Lunedì.
Italia: inflazione a maggio; precedente: 0,20%
Eurozona: bilancia commerciale (mld euro), aprile; precedente: 19,7
Usa: produzione industriale mensile, maggio; precedente: -0,30%; indice fiducia consumatori, giugno; pecedente: 54
Martedì.
Eurozona: immatricolazioni nuove auto su base annua, maggio; precedente: 6,90%
Germania: inflazione, maggio; precedente: 0,70%; indice zew, giugno; precedente: 65,7
Gran Bretagna: inflazione, maggio; precedente: -0,10%
Usa: nuove costruzioni, maggio; precedente: 20,20%
Mercoledì.
Giappone: bilancia commerciale (mld yen); precedente: -55,8
Italia: bilancia commerciale (mld euro), aprile; precedente: 4,06
Gran Bretagna: Ilo tasso disoccupazione 3 mesi, aprile; precedente: 5,50%
Eurozona: inflazione, maggio; precedente: 0,30%
Usa: scorte greggio (mln), 12 giugno; precedente: -6,812
Giovedì.
Usa: inflazione, maggio; precedente: -0,20%; nuove richieste sussidi disoccupazione (000), settimanali; precedente: 279; indice manifatturiero Philadelphia Fed, giugno; precedente: 6,7
Venerdì.
Germania: prezzi alla produzione, maggio; precedente: -1,50%
Il menù delle Borse però è carico anche di altri appuntamenti, a cominciare dalla riunione del Federal Open Market Commitee (Fomc): il braccio monetario della Fed si riunirà il prossimo 17 giugno, lasciando i tassi invariati tra zero e lo 0,25%, ma potrebbe dare le prime indicazioni su quando avvierà la stretta. Il Fmi chiede di aspettare la prima metà del prossimo anno, ma i listini temono che il rialzo inizi già dopo l'estate.
Di certo i mercati stanno attraversando una fase di nervosismo dettata anche dal movimento sui titoli di Stato: le aspettative di inflazione convincono gli investitori a vendere i titoli di debito nazionale, facendo salire i rendimenti e trasformandoli di nuovo in asset interessanti. Basti pensare ai bund tedeschi che sono saliti sopra l'1% nella settimana che si è appena conclusa, livello che non raggiungevano dallo scorso mese di settembre.
Nella prossima settimana saranno diffusi i dati sull'inflazione in Europa e negli Usa. La ripresa economica sembra alle porte anche nel Vecchio Continente, area che finora si è mossa molto più lentamente delle altre, ma proprio per questo i titoli di stato sono destinati a crescere ancora, innescando un meccanismo di instabilità per le Borse almeno nel breve termine. Quanto agli Usa, invece, c'è forte attesa per le previsioni della Fed, che, seppure non nell'immediato, potrebbero preparare la strada al tanto temuto rialzo dei tassi di interesse.
Lunedì.
Italia: inflazione a maggio; precedente: 0,20%
Eurozona: bilancia commerciale (mld euro), aprile; precedente: 19,7
Usa: produzione industriale mensile, maggio; precedente: -0,30%; indice fiducia consumatori, giugno; pecedente: 54
Martedì.
Eurozona: immatricolazioni nuove auto su base annua, maggio; precedente: 6,90%
Germania: inflazione, maggio; precedente: 0,70%; indice zew, giugno; precedente: 65,7
Gran Bretagna: inflazione, maggio; precedente: -0,10%
Usa: nuove costruzioni, maggio; precedente: 20,20%
Mercoledì.
Giappone: bilancia commerciale (mld yen); precedente: -55,8
Italia: bilancia commerciale (mld euro), aprile; precedente: 4,06
Gran Bretagna: Ilo tasso disoccupazione 3 mesi, aprile; precedente: 5,50%
Eurozona: inflazione, maggio; precedente: 0,30%
Usa: scorte greggio (mln), 12 giugno; precedente: -6,812
Giovedì.
Usa: inflazione, maggio; precedente: -0,20%; nuove richieste sussidi disoccupazione (000), settimanali; precedente: 279; indice manifatturiero Philadelphia Fed, giugno; precedente: 6,7
Venerdì.
Germania: prezzi alla produzione, maggio; precedente: -1,50%