MILANO - Franco Bassanini passa dalla Cassa depositi e prestiti a Palazzo Chigi. Dopo giorni di indiscrezioni, la comunicazione arriva direttamente dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il posto di presidente della Cdp passa a Claudio Costamagna.
"Ho parlato col Presidente Bassanini dell'esigenza - avvertita dal Governo e dalle Fondazioni bancarie (azioniste della Cdp al 18,4%, ndr) - che tale processo sia accompagnato da una riflessione più ampia sulla governance della Cassa", si legge nella nota del premier. "Gli ho anche prospettato la mia intenzione di continuare ad utilizzare le sue competenze e la sua esperienza al servizio del Paese per altri incarichi. Bassanini si è dichiarato disponibile a favorire questo processo di rinnovamento, scegliendo per il momento di lavorare a Palazzo Chigi con l’incarico di 'consigliere speciale' del Presidente del Consiglio. E’ mia intenzione affidargli di volta in volta il compito di predisporre analisi, proposte e soluzioni su specifici problemi, continuando a dare il suo contributo alla realizzazione del Piano Banda Ultralarga. Nel contempo, Bassanini si è dichiarato disponibile a dare le dimissioni dalla Presidenza, garantendo la continuità della rappresentanza istituzionale di CDP fino alla elezione del nuovo Presidente".
Sul ruolo delle fondazioni bancarie, Palazzo Chigi dice che "si sono a loro volta dichiarate disponibili a una designazione concordata del nuovo presidente di Cdp nella persona di Claudio Costamagna, manager di elevata esperienza internazionale, nell’ambito di un’intesa volta a garantire la massima efficienza operativa, stabilità patrimoniale e adeguata redditività. I soci di Cdp chiederanno alla società una politica dividendi nel 2015 simile a quella del 2014".
D'altra parte il premier Renzi, aveva già detto: "Gli attuali vertici hanno fatto un buon lavoro, ma dobbiamo per forza nominare cinque persone nuove, per motivi tecnici, e questo fa decadere consiglio di amministrazione, pensiamo a interventi per fare Cdp più forte nelle partite del paese".
Con il ricambio alla guida della Cdp, che investe circa 250 miliardi di euro (frutto principalmente del risparmio postale degli italiani), Renzi ha intenzione di rilanciarne il ruolo a sostegno dell'economia nazionale. Il governo, che tramite il Tesoro ha l'81% del capitale della Cassa sta quindi cercando un'intesa con le Fondazioni ex bancarie azioniste al 18% di Cdp e titolari del diritto di nomina del presidente: erano stati proprio loro, nei giorni scorsi, a ribadire la fiducia a Bassanini.
Adesso l'esecutivo insedia dunque il presidente di Salini-Impregilo, Claudio Costamagna. Per il ruolo di amministratore delegato, cui non si fa riferimento nel comunicato di Palazzo Chigi, l'intenzione ventilata era cambiare l'ex banchiere Giovanni Gorno Tempini con l'altro banchiere Fabio Gallia, capo di Bnl (gruppo Bnp Paribas). Gallia, però, è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Trani per un caso di vendita di derivati: lo statuto della Cdp vieta la nomina in caso di rinvio a giudizio, ma sarebbe già pronto il cambio del regolamento.
"Ho parlato col Presidente Bassanini dell'esigenza - avvertita dal Governo e dalle Fondazioni bancarie (azioniste della Cdp al 18,4%, ndr) - che tale processo sia accompagnato da una riflessione più ampia sulla governance della Cassa", si legge nella nota del premier. "Gli ho anche prospettato la mia intenzione di continuare ad utilizzare le sue competenze e la sua esperienza al servizio del Paese per altri incarichi. Bassanini si è dichiarato disponibile a favorire questo processo di rinnovamento, scegliendo per il momento di lavorare a Palazzo Chigi con l’incarico di 'consigliere speciale' del Presidente del Consiglio. E’ mia intenzione affidargli di volta in volta il compito di predisporre analisi, proposte e soluzioni su specifici problemi, continuando a dare il suo contributo alla realizzazione del Piano Banda Ultralarga. Nel contempo, Bassanini si è dichiarato disponibile a dare le dimissioni dalla Presidenza, garantendo la continuità della rappresentanza istituzionale di CDP fino alla elezione del nuovo Presidente".
Sul ruolo delle fondazioni bancarie, Palazzo Chigi dice che "si sono a loro volta dichiarate disponibili a una designazione concordata del nuovo presidente di Cdp nella persona di Claudio Costamagna, manager di elevata esperienza internazionale, nell’ambito di un’intesa volta a garantire la massima efficienza operativa, stabilità patrimoniale e adeguata redditività. I soci di Cdp chiederanno alla società una politica dividendi nel 2015 simile a quella del 2014".
D'altra parte il premier Renzi, aveva già detto: "Gli attuali vertici hanno fatto un buon lavoro, ma dobbiamo per forza nominare cinque persone nuove, per motivi tecnici, e questo fa decadere consiglio di amministrazione, pensiamo a interventi per fare Cdp più forte nelle partite del paese".
Con il ricambio alla guida della Cdp, che investe circa 250 miliardi di euro (frutto principalmente del risparmio postale degli italiani), Renzi ha intenzione di rilanciarne il ruolo a sostegno dell'economia nazionale. Il governo, che tramite il Tesoro ha l'81% del capitale della Cassa sta quindi cercando un'intesa con le Fondazioni ex bancarie azioniste al 18% di Cdp e titolari del diritto di nomina del presidente: erano stati proprio loro, nei giorni scorsi, a ribadire la fiducia a Bassanini.
Adesso l'esecutivo insedia dunque il presidente di Salini-Impregilo, Claudio Costamagna. Per il ruolo di amministratore delegato, cui non si fa riferimento nel comunicato di Palazzo Chigi, l'intenzione ventilata era cambiare l'ex banchiere Giovanni Gorno Tempini con l'altro banchiere Fabio Gallia, capo di Bnl (gruppo Bnp Paribas). Gallia, però, è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Trani per un caso di vendita di derivati: lo statuto della Cdp vieta la nomina in caso di rinvio a giudizio, ma sarebbe già pronto il cambio del regolamento.