MILANO - Notizie agrodolci per i consumatori, molto buone per l'industria delle assicurazioni. In Italia ci sono stati "progressi considerevoli" sul fronte dell'Rc Auto, ma "da molti anni è il Paese dalle tariffe più alte nel confronto internazionale", soprattutto a causa "dell'enorme presenza di frodi". Così Salvatore Rossi, presidente dell'Ivass, relaziona sull'attività annuale dell'Autorità che vigila le assicurazioni; per il presidente, "poco mancherebbe ad una vera e propria svolta". Intanto i dati certificano il fatto che gli operatori abbiano messo alle spalle il periodo peggiore della crisi
Tariffe Rc Auto. Secondo Rossi, il 'caso' dei premi per assicurare le auto in Italia, il paese con le tariffe più alte al mondo, si avvia a soluzione. Nella relazione annuale dell'Autorità di vigilanza si dice che i dati dello scorso anno mostrano "progressi considerevoli" e "poco mancherebbe a una vera e propria svolta". I prezzi effettivi misurati dall'autorità mostrano un calo medio di quasi l'8% e "si sono fatti progressi anche sul terreno della concorrenza" e dell'offerta diversificata. "Un assicurato su sei ha cambiato compagnia lo scorso anno" con una forte pressione al ribasso sui prezzi. Chi ha cambiato compagnia ha spuntanto una riduzione del premio in media del 22% contro un 5% di riduzione per chi è rimasto fedele alla sua compagnia.
Il motivo della diminuzione dei prezzi è legato alla diminuzione di incidenti e costo dei risarcimenti. "Il rapporto fra sinistri e veicoli circolanti è sceso ancora, al 6%, anche per effetto del protrarsi della recessione; era al 7,4% nel 2011. Il costo medio dei risarcimenti nel 2014 è diminuito dell'1,5%. Notevolissimo il ridimensionarsi del fenomeno delle microlesioni: -17% lo scorso anno; si sono ridotte a un terzo di quel che erano nel 2011. Ma si sono fatti progressi anche sul terreno della concorrenza e della diversificazione dei prodotti offerti, due aspetti che segnalammo lo scorso anno come problematici", ha spiegato ancora Rossi che ha rimarcato quanto sia "abnorme" la presenza di frodi.
L'industria riparte. La crisi che Aveva colpito le compagnie assicurative nel biennio 2010-2011 è definitivamente superata. "Nei tre anni successivi sono tornati i profitti, dell'ordine dei 5-6 miliardi l'anno. Contribuiscono al buon risultato tutti i rami di attività", osserva ancora Rossi alla presentazione della relazione annuale. "Il Roe (return on equity, misura di redditività del capitale investito, ndr) complessivo per l'industria assicurativa italiana è salito al 9,3% (8,2% nel 2013) allineandosi a quello medio europeo". Nel biennio di crisi le compagnie italiane avevano registrato perdite cumulate per 4,4 miliardi. La raccolta premi 2014 è stata decisamente migliore della media Ue: quasi 150 miliardi di euro (+20%). "Si sfiora - ha detto - il 9% del Pil". L'aumento è stato però tutto nel comparto vita.
Tariffe Rc Auto. Secondo Rossi, il 'caso' dei premi per assicurare le auto in Italia, il paese con le tariffe più alte al mondo, si avvia a soluzione. Nella relazione annuale dell'Autorità di vigilanza si dice che i dati dello scorso anno mostrano "progressi considerevoli" e "poco mancherebbe a una vera e propria svolta". I prezzi effettivi misurati dall'autorità mostrano un calo medio di quasi l'8% e "si sono fatti progressi anche sul terreno della concorrenza" e dell'offerta diversificata. "Un assicurato su sei ha cambiato compagnia lo scorso anno" con una forte pressione al ribasso sui prezzi. Chi ha cambiato compagnia ha spuntanto una riduzione del premio in media del 22% contro un 5% di riduzione per chi è rimasto fedele alla sua compagnia.
Il motivo della diminuzione dei prezzi è legato alla diminuzione di incidenti e costo dei risarcimenti. "Il rapporto fra sinistri e veicoli circolanti è sceso ancora, al 6%, anche per effetto del protrarsi della recessione; era al 7,4% nel 2011. Il costo medio dei risarcimenti nel 2014 è diminuito dell'1,5%. Notevolissimo il ridimensionarsi del fenomeno delle microlesioni: -17% lo scorso anno; si sono ridotte a un terzo di quel che erano nel 2011. Ma si sono fatti progressi anche sul terreno della concorrenza e della diversificazione dei prodotti offerti, due aspetti che segnalammo lo scorso anno come problematici", ha spiegato ancora Rossi che ha rimarcato quanto sia "abnorme" la presenza di frodi.
L'industria riparte. La crisi che Aveva colpito le compagnie assicurative nel biennio 2010-2011 è definitivamente superata. "Nei tre anni successivi sono tornati i profitti, dell'ordine dei 5-6 miliardi l'anno. Contribuiscono al buon risultato tutti i rami di attività", osserva ancora Rossi alla presentazione della relazione annuale. "Il Roe (return on equity, misura di redditività del capitale investito, ndr) complessivo per l'industria assicurativa italiana è salito al 9,3% (8,2% nel 2013) allineandosi a quello medio europeo". Nel biennio di crisi le compagnie italiane avevano registrato perdite cumulate per 4,4 miliardi. La raccolta premi 2014 è stata decisamente migliore della media Ue: quasi 150 miliardi di euro (+20%). "Si sfiora - ha detto - il 9% del Pil". L'aumento è stato però tutto nel comparto vita.