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Tlc: giù ricavi e occupazione. Giacomelli: "Sulla banda larga nessun decreto"

Secondo Asstel, l'Italia è indietro sulla banda ultra larga fissa: a maggio scorso  è stato raggiunto il 32% delle abitazioni contro il 62% della media Ue. L'utilizzo è allo 0,5% contro una media europea del 6,8%. Lo scorso anno persi 2,5 miliardi di euro e il 3% dei lavoratori
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MILANO - Ricavi e occupazione in calo rispettivamente del 5% e del 3% nel 2014, mentre gli investimenti sono aumentati del 7%. E' quanto emerge dal Rapporto Asstel sulla filiera delle telecomunicazioni che conferma "l'allargamento della forbice tra copertura e utilizzo delle infrastrutture di rete. La prima accelera, mentre l'utilizzo parte da un livello tra i più bassi della Ue e cresce al minor tasso annuo".

Secondo i dati forniti da Asstel, l'Italia è ancora molto indietro sulla banda ultra larga fissa: a maggio del 2015 infatti è stato raggiunto il 32% delle abitazioni contro il 62% della media Ue. Ancora più negativo il dato sull'utilizzo: solo lo 0,5% degli italiani usa la banda ultra larga fissa contro il 6,8% della media europea. Leggermente migliori i dati sulla banda larga fissa base, con la copertura che raggiunge il 99% della popolazione (la media Ue è del 97%) mentre l'utilizzo è al 23,4% con una…
MILANO - Ricavi e occupazione in calo rispettivamente del 5% e del 3% nel 2014, mentre gli investimenti sono aumentati del 7%. E' quanto emerge dal Rapporto Asstel sulla filiera delle telecomunicazioni che conferma "l'allargamento della forbice tra copertura e utilizzo delle infrastrutture di rete. La prima accelera, mentre l'utilizzo parte da un livello tra i più bassi della Ue e cresce al minor tasso annuo".

Secondo i dati forniti da Asstel, l'Italia è ancora molto indietro sulla banda ultra larga fissa: a maggio del 2015 infatti è stato raggiunto il 32% delle abitazioni contro il 62% della media Ue. Ancora più negativo il dato sull'utilizzo: solo lo 0,5% degli italiani usa la banda ultra larga fissa contro il 6,8% della media europea. Leggermente migliori i dati sulla banda larga fissa base, con la copertura che raggiunge il 99% della popolazione (la media Ue è del 97%) mentre l'utilizzo è al 23,4% con una crescita annua dello 0,1%, la più bassa in Europa.

Sulla banca larga, però, non ci sarà un decreto legge. Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, che a margine della presentazione del rapporto Asstel ha detto: "Ieri è arrivato il parere del dipartimento affari giuridici e legali di palazzo Chigi sulle misure per lo sviluppo della banda larga. Per una serie di strumenti si andrà direttamente al Cipe, mentre per altre misure è difficile motivare i requisiti di necessità e urgenza e quindi vedremo come procedere", probabilmente si farà un ddl. Il Cipe, ha spiegato ancora Giacomelli, deciderà in autunno su: intervento diretto,  intervento a incentivo e partnership. Mentre sui voucher, il credito d'imposta e fondo di garanzia servirà una norma che, ha lasciato intendere Giacomelli, potrebbe essere un ddl.

Tornado al dettaglio del rapporto, il comparto degli operatori delle tlc ha registrato una contrazione dei ricavi del 7% nel 2014, pari a 2,5 miliardi di euro: dal 2007 le entrate sono calate complessivamente di 14 miliardi (-30% sul valore iniziale). Secondo il rapporto, l'anno scorso i ricavi da rete mobile sono diminuiti del 10%, pari a 1,7 miliardi (in 7 anni gli operatori mobili hanno perso quasi 8 miliardi di euro). Nel 2014 i ricavi da rete fissa sono scesi del 5%, con una perdita complessiva di poco meno di 1 miliardo di euro. La contrazione dei ricavi ha avuto un effetto non indifferente sui livelli di occupazione: lo scorso anno, il numero di addetti alla filiera delle tlc in Italia, pari a 119.800 addetti, è calato del 3%.