Gli scioperi calano, le sanzioni del Garante aumentano
Il presidente dell'Authority ha presentato la relazione annuale auspicando una maggiore rappresentatività dei lavoratori e chiedendo alla politica di non ridicolizzare i sindacati. Lo scorso anno multe per 320mila euro e 2.084 scioperi proclamati
MILANO - Calano gli scioperi, ma aumentano le sanzioni. E' quanto emerge dalla relazione annuale presentata oggi dal Garante. Lo scorso anno sono quasi triplicate le sanzioni comminate dall'Autorità di garanzia degli scioperi: secondo la Relazione del presidente Roberto Alesse alla Camera dei Deputati, le sanzioni hanno superato i 320mila euro (320.500) contro i 113.700 euro del 2013, mentre i soggetti sanzionati sono stati 48 contro i 32 dell'anno precedente.
Meno manifestazioni, più scioperi generali. Nel 2014 sono state proclamati nei settori dei servizi pubblici essenziali 2.084 scioperi, il 10,86% in meno del 2013 (quando ne furono indetti 2.338), quelli concretamente effettuati sono stati 1.233 contro 1.279 dell'anno precedente. In forte aumento, però, gli scioperi generali nazionali: 17 contro i 7 del 2013. Secondo Alesse, il dato sugli scioperi generali testimonia "la crescente tensione politico-sociale che si è registrata nel …
Meno manifestazioni, più scioperi generali. Nel 2014 sono state proclamati nei settori dei servizi pubblici essenziali 2.084 scioperi, il 10,86% in meno del 2013 (quando ne furono indetti 2.338), quelli concretamente effettuati sono stati 1.233 contro 1.279 dell'anno precedente. In forte aumento, però, gli scioperi generali nazionali: 17 contro i 7 del 2013. Secondo Alesse, il dato sugli scioperi generali testimonia "la crescente tensione politico-sociale che si è registrata nel …
MILANO - Calano gli scioperi, ma aumentano le sanzioni. E' quanto emerge dalla relazione annuale presentata oggi dal Garante. Lo scorso anno sono quasi triplicate le sanzioni comminate dall'Autorità di garanzia degli scioperi: secondo la Relazione del presidente Roberto Alesse alla Camera dei Deputati, le sanzioni hanno superato i 320mila euro (320.500) contro i 113.700 euro del 2013, mentre i soggetti sanzionati sono stati 48 contro i 32 dell'anno precedente.
Meno manifestazioni, più scioperi generali. Nel 2014 sono state proclamati nei settori dei servizi pubblici essenziali 2.084 scioperi, il 10,86% in meno del 2013 (quando ne furono indetti 2.338), quelli concretamente effettuati sono stati 1.233 contro 1.279 dell'anno precedente. In forte aumento, però, gli scioperi generali nazionali: 17 contro i 7 del 2013. Secondo Alesse, il dato sugli scioperi generali testimonia "la crescente tensione politico-sociale che si è registrata nel paese per alcune scelte legislative compiute dal governo". I settori più "stressati da una conflittualità permanente, non governata, a tratti, dalle maggiori organizzazioni sindacali" sono - si legge nella relazione - quelli dell'igiene ambientale, delle pulizie e multiservizi e del trasporto pubblico locale: il comparto ha visto 331 proclamazioni. Aumenti significativi della conflittualità si registrano anche nel settore del trasporto aereo con 182 proclamazioni di sciopero (il 10% in più rispetto al 2013), quale conseguenza dei processi di ristrutturazione delle principali compagnie nazionali. Anche nel settore del trasporto ferroviario c'è stato un incremento delle proclamazioni di sciopero, 143 in tutto, con una crescita del 30% in più rispetto al 2013, un incremento dovuto, secondo il Garante.
Referendum per gli scioperi. Il potere di proclamazione degli scioperi andrebbe collegato al raggiungimento di parametri di rappresentatività. Lo dice ancora Alesse secondo cui "un'auspicata soluzione legislativa" potrebbe consistere ad esempio nel sottoporre a referendum consultivo, tra tutti i lavoratori iscritti ai sindacati, ogni proclamazione di sciopero". Nella relazione alla Camera dei Deputati, inoltre, Alesse chiede di dotare l'Autorità di maggiori poteri ispettivi e sanzionatori: a suggerire tale riforma sono ad esempio quanto accaduto a Roma, una volta con i vigili urbani a Capodanno e un'altra per l'astensione dei macchinisti delle metropolitane durante le fasce di garanzia. Alesse ritiene quindi opportuno "individuare un'apposita tipologia di sanzioni per i singoli lavoratori che si astengono dalle prestazioni in modo illegittimo", ad esempio con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione da un minimo di 2 giorni un massimo di 10. Inoltre, "non appare più rinviabile l'ipotesi di estendere, almeno in parte, i cosiddetti periodi di franchigia (durante i quali non si può scioperare) ad eventi di particolare rilievo nazionale ed internazionale, così come andrebbe recepito in una disposizione di legge il principio che la fruizione del patrimonio artistico è, a tutti gli effetti, servizio pubblico, almeno durante le franchigie".
La politica non ridicolizzi i sindacati. Il sindacato deve dare una grande prova di responsabilità, ma il sistema politico-istituzionale non deve "'ridicolizzare il mondo della rappresentanza sindacale, invocando rischiose 'reductiones ad unitatem', sulla base del presupposto antidemocratico che la pluralità delle articolazioni sociali è un 'lusso' che non ci possiamo più permettere". E' un passaggio della relazione alla camera del presidente della Commisisone Garnazia Sciopero Roberto Alesse.
"Diversa questione, ovviamente - aggiunge Alesse - è quella relativa alla verifica del criterio della rappresentatività sindacale che rimane un'esigenza primaria per il nostro sistema di relazioni industriali".
Meno manifestazioni, più scioperi generali. Nel 2014 sono state proclamati nei settori dei servizi pubblici essenziali 2.084 scioperi, il 10,86% in meno del 2013 (quando ne furono indetti 2.338), quelli concretamente effettuati sono stati 1.233 contro 1.279 dell'anno precedente. In forte aumento, però, gli scioperi generali nazionali: 17 contro i 7 del 2013. Secondo Alesse, il dato sugli scioperi generali testimonia "la crescente tensione politico-sociale che si è registrata nel paese per alcune scelte legislative compiute dal governo". I settori più "stressati da una conflittualità permanente, non governata, a tratti, dalle maggiori organizzazioni sindacali" sono - si legge nella relazione - quelli dell'igiene ambientale, delle pulizie e multiservizi e del trasporto pubblico locale: il comparto ha visto 331 proclamazioni. Aumenti significativi della conflittualità si registrano anche nel settore del trasporto aereo con 182 proclamazioni di sciopero (il 10% in più rispetto al 2013), quale conseguenza dei processi di ristrutturazione delle principali compagnie nazionali. Anche nel settore del trasporto ferroviario c'è stato un incremento delle proclamazioni di sciopero, 143 in tutto, con una crescita del 30% in più rispetto al 2013, un incremento dovuto, secondo il Garante.
Referendum per gli scioperi. Il potere di proclamazione degli scioperi andrebbe collegato al raggiungimento di parametri di rappresentatività. Lo dice ancora Alesse secondo cui "un'auspicata soluzione legislativa" potrebbe consistere ad esempio nel sottoporre a referendum consultivo, tra tutti i lavoratori iscritti ai sindacati, ogni proclamazione di sciopero". Nella relazione alla Camera dei Deputati, inoltre, Alesse chiede di dotare l'Autorità di maggiori poteri ispettivi e sanzionatori: a suggerire tale riforma sono ad esempio quanto accaduto a Roma, una volta con i vigili urbani a Capodanno e un'altra per l'astensione dei macchinisti delle metropolitane durante le fasce di garanzia. Alesse ritiene quindi opportuno "individuare un'apposita tipologia di sanzioni per i singoli lavoratori che si astengono dalle prestazioni in modo illegittimo", ad esempio con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione da un minimo di 2 giorni un massimo di 10. Inoltre, "non appare più rinviabile l'ipotesi di estendere, almeno in parte, i cosiddetti periodi di franchigia (durante i quali non si può scioperare) ad eventi di particolare rilievo nazionale ed internazionale, così come andrebbe recepito in una disposizione di legge il principio che la fruizione del patrimonio artistico è, a tutti gli effetti, servizio pubblico, almeno durante le franchigie".
La politica non ridicolizzi i sindacati. Il sindacato deve dare una grande prova di responsabilità, ma il sistema politico-istituzionale non deve "'ridicolizzare il mondo della rappresentanza sindacale, invocando rischiose 'reductiones ad unitatem', sulla base del presupposto antidemocratico che la pluralità delle articolazioni sociali è un 'lusso' che non ci possiamo più permettere". E' un passaggio della relazione alla camera del presidente della Commisisone Garnazia Sciopero Roberto Alesse.
"Diversa questione, ovviamente - aggiunge Alesse - è quella relativa alla verifica del criterio della rappresentatività sindacale che rimane un'esigenza primaria per il nostro sistema di relazioni industriali".