PARIGI - La società con sede a San Francisco Uber ha sospeso il suo controverso UberPop in Francia. In un'intervista a Le Monde, Thibaut Simphal, il direttore generale di Uber France, ha annunciato lo stop del servizio a partire dalle 20 di questa sera.
Le autorità francesi avevano chiesto lo stop al servizio dopo i numerosi scioperi indetti dai tassisti che avevano creato disagi alla circolazione nelle principali città francesi. "Rimettiamo la decisione al consiglio costituzionale previsto per settembre - ha precisato il direttore generale - abbiamo deciso di sospendere UberPop in Francia da venerdì 3 luglio in primo luogo per la sicurezza dei nostri autisti che è la nostra priorità. Sono stati vittime di atti di violenza negli ultimi giorni. E in seconda battuta perché vogliamo porci in uno spirito di pacificazione e dialogo e dimostrare che ci prendiamo le nostre responsabilità". Al tempo stesso, la compagnia americana vuole aiutare i suoi 10 mila autisti occasionali iscritti al servizio francese di UberPop ad ottenere uno status Ncc.
l 29 giugno Simphal e il general manager di Uber per l'Europa occidentale Pierre-Dimitri Gore-Coty erano stati presi in custodia a Parigi. Al centro delle accuse, proprio l'illegalità del servizio e l'assenza di alcuni documenti, in formato digitale, che, cercati dalla polizia durante una perquisizione lo scorso marzo, avrebbero rallentato di fatto l'inchiesta. Entrambi sono stati rinviati a giudizio a settembre nel quadro delle indagini sulle contestatissime attività di UberPop in Francia.
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UberPop è il servizio senza licenza, in cui - attraverso la stessa app Uber - è possibile ottenere passaggi da privato a privato. Il 13 febbraio 2015 a Genova il giudice di pace Giovanni Gualandi ha accolto il ricorso presentato da un guidatore Uber, sanzionato mesi prima come tassista abusivo, affermando che il servizio offerto da UberPop non è riconducibile al taxi ma semmai al noleggio con conducente.
Nel maggio 2015 il Tribunale di Milano ha disposto il blocco dell'App UberPop in tutta Italia. Per rispondere alle tante sollecitazioni pervenute dal mondo intero, a partire dal prossimo 15 luglio Uber - come aveva dichiarato la società - avrebbe reso applicabile la nuova informativa più chiara e trasparente, sulla privacy relativamente a fruitori del servizio, autisti residenti al di fuori degli Usa e autisti residenti negli Usa.
Le autorità francesi avevano chiesto lo stop al servizio dopo i numerosi scioperi indetti dai tassisti che avevano creato disagi alla circolazione nelle principali città francesi. "Rimettiamo la decisione al consiglio costituzionale previsto per settembre - ha precisato il direttore generale - abbiamo deciso di sospendere UberPop in Francia da venerdì 3 luglio in primo luogo per la sicurezza dei nostri autisti che è la nostra priorità. Sono stati vittime di atti di violenza negli ultimi giorni. E in seconda battuta perché vogliamo porci in uno spirito di pacificazione e dialogo e dimostrare che ci prendiamo le nostre responsabilità". Al tempo stesso, la compagnia americana vuole aiutare i suoi 10 mila autisti occasionali iscritti al servizio francese di UberPop ad ottenere uno status Ncc.
l 29 giugno Simphal e il general manager di Uber per l'Europa occidentale Pierre-Dimitri Gore-Coty erano stati presi in custodia a Parigi. Al centro delle accuse, proprio l'illegalità del servizio e l'assenza di alcuni documenti, in formato digitale, che, cercati dalla polizia durante una perquisizione lo scorso marzo, avrebbero rallentato di fatto l'inchiesta. Entrambi sono stati rinviati a giudizio a settembre nel quadro delle indagini sulle contestatissime attività di UberPop in Francia.
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UberPop è il servizio senza licenza, in cui - attraverso la stessa app Uber - è possibile ottenere passaggi da privato a privato. Il 13 febbraio 2015 a Genova il giudice di pace Giovanni Gualandi ha accolto il ricorso presentato da un guidatore Uber, sanzionato mesi prima come tassista abusivo, affermando che il servizio offerto da UberPop non è riconducibile al taxi ma semmai al noleggio con conducente.
Nel maggio 2015 il Tribunale di Milano ha disposto il blocco dell'App UberPop in tutta Italia. Per rispondere alle tante sollecitazioni pervenute dal mondo intero, a partire dal prossimo 15 luglio Uber - come aveva dichiarato la società - avrebbe reso applicabile la nuova informativa più chiara e trasparente, sulla privacy relativamente a fruitori del servizio, autisti residenti al di fuori degli Usa e autisti residenti negli Usa.