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La solitudine di Hollande, pontiere tra Atene e Berlino

In Francia la destra chiede di organizzare "serenamente" l'uscita della Grecia dall'euro. Il presidente insiste per un accordo, ma è sempre più isolato anche nella sua famiglia politica europea: da Sigmar Gabriel a Matteo Renzi, non sono molti socialdemocratici europei a voler ancora aiutare Tsipras
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PARIGI - "Aiutami ad aiutarti". Così François Hollande ha parlato ieri sera con Alexis Tsipras per proporsi da mediatore nella difficile partita delle prossime ore. Ma il leader socialista che vuole fare da ponte tra Atene e Berlino ha chiesto al premier greco di non fare "richieste impossibili". Il governo di Parigi è stato il primo già ieri mattina a lanciare segnali distensivi verso la Grecia. Il ministro Emmanuel Macron si è espresso per una "ripresa dei negoziati in qualunque caso". Il titolare dell'Economia ha anche fatto un parallelo storico pesante: "Non ripetiamo l'errore del Trattato di Versailles" ha detto Macron, riferendosi all'esclusione della Germania nei negoziati dopo la prima guerra mondiale. Gli errori dei leader non devono ricadere su un popolo, insomma. L'Eliseo continua a ripetere che il posto della Grecia è nell'euro.

Ma per Hollande la missione sembra davvero …
PARIGI - "Aiutami ad aiutarti". Così François Hollande ha parlato ieri sera con Alexis Tsipras per proporsi da mediatore nella difficile partita delle prossime ore. Ma il leader socialista che vuole fare da ponte tra Atene e Berlino ha chiesto al premier greco di non fare "richieste impossibili". Il governo di Parigi è stato il primo già ieri mattina a lanciare segnali distensivi verso la Grecia. Il ministro Emmanuel Macron si è espresso per una "ripresa dei negoziati in qualunque caso". Il titolare dell'Economia ha anche fatto un parallelo storico pesante: "Non ripetiamo l'errore del Trattato di Versailles" ha detto Macron, riferendosi all'esclusione della Germania nei negoziati dopo la prima guerra mondiale. Gli errori dei leader non devono ricadere su un popolo, insomma. L'Eliseo continua a ripetere che il posto della Grecia è nell'euro.

Ma per Hollande la missione sembra davvero impossibile. Il presidente francese vedrà questa sera Merkel a Parigi: la Cancelliera arriva alle 18.30. Non ci sarà una conferenza stampa ma una "dichiarazione congiunta" (la prima dopo l'esito del referendum greco) e poi una cena di lavoro preparatoria del vertice straordinario dell'Eurozona di domani a Bruxelles. L'asse franco-tedesco torna protagonista dopo qualche confusione nei giorni scorsi quando Hollande chiedeva un "accordo subito" mentre Merkel rimandava tutto al dopo-referendum. La solitudine politica del leader socialista è sempre più evidente, anche nella sua famiglia politica europea: da Sigmar Gabriel a Matteo Renzi, scrive le Figaro, non sono molti socialdemocratici europei a voler ancora aiutare Tsipras.

L'uscita di scena di Yanis Varoufakis viene ovviamente vista come un segnale positivo anche a Parigi. "E' un uomo integro ma a volte esagera, come quando ha trattato i creditori di terroristi" ha commentato stamattina il ministro delle Finanze, Michel Sapin. Intanto però crescono di ora in ora i politici francesi favorevoli al Grexit. "Bisogna organizzare serenamente l'uscita della Grecia dall'euro" dice il moderato Alain Juppé che, almeno su questo, è d'accordo con il suo rivale Nicolas Sarkozy. Più scontati i festeggiamenti del popolo del "no" francese. Come nel 2005, quando ci fu il "no" alla Costituzione europea, ieri si sono ricreati gli schieramenti anti-Europa, dall'estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon a all'estrema destra di Marine Le Pen. Mélenchon ha convocato una manifestazione per festeggiare l'"oxi" greco. I militanti gauchiste hanno sventolato cartelli con scritto "Je suis grec". Una parte della sinistra è pronta ad accusare Hollande della catastrofe greca. Se è vero che ora sembra lui l'ultimo ricorso, per mesi non ha sostenuto Atene nei negoziati a Bruxelles.

A gennaio ? Tsipras era venuto a Parigi appena eletto, nella speranza (delusa) di avere l'appoggio del leader socialista che pure aveva promesso nel 2012 di "riorientare l'Europa"?. Hanno vinto gli egoismi reciproci. E ora potrebbe essere tardi per uno sforzo di solidarietà.