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Alexis Tsipras (ansa)

Tsipras: "Usati come laboratorio di austerity". Tsakalotos: "Riformiamo imposte e pensioni"

Il premier parla all'Europarlamento: "Tagliate il debito", poi chiede un nuovo piano di aiuti per tre anni. Noyer (Bce): "Senza un accordo domenica il Paese rischia il caos". A rischio i conti correnti dei greci: senza una soluzione le banche dovranno usarli come garanzia per ottenere i prestiti della Bce. Banche chiuse fino a venerdì. Il ministro delle Finanze promette riforme rapide

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MILANO - Un sentiero stretto quello che dovrebbe portare alla salvezza della Grecia che però, dopo la durissima giornata di ieri, sembra un po' più largo. Mentre Tsipras era impegnato a convincere gli eurodeputati delle sue buone intenzioni, il suo ministro dell'Economia faceva partire ufficialmente la richiesta di aiuti al fondo salva-Stati Esm. Richiesta accolta dopo qualche ora dal presidente dell'Eurogruppo e del board dell'Esm, Jeroen Dijsselbloem. L'Europa vuole fare la sua parte fino in fondo e, purché si rispettino le procedure comuni sigillate nei Trattati, continuerà ad ascoltare ed assistere la Grecia fino a domenica. Anche la Bce resta sulla stessa linea, confermando la liquidità d'emergenza (Ela) alle banche, che comunque restano chiuse fino a venerdì. Il nuovo ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos promette riforme sulle pensioni e sul fisco, riforme che Berlino vuole vedere sul tavolo prima del nuovo vertice previsto per domenica. Intanto le banche in Grecia resteranno chiuse fino a lunedì con il limite di 60 euro al giorno.

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Le tensioni restano anche nel giorno dello show di Alexis Tsipras al Parlamento Ue. Il premier greco ha attaccato i suoi predecessori e il susseguirsi di piani d'aiuto che anziché risollevare il Paese, lo hanno fatto precipitare nella recessione: "La situazione greca non dipende dagli ultimi cinque mesi di governo, ma dagli ultimi 5 anni durante i quali gli aiuti non sono stati efficaci. Da nessuna parte l'austerity è stata così dura e lunga. La mia patria è stata trasformata in un laboratori di austerità, ma l'esperimento è fallito. Soldi degli aiuti non sono mai arrivati ai cittadini, ma solo alle banche". Il premier ha poi risposto a chi sostiene che abbia un piano segreto per uscire dall'euro: "Non ho alcun piano segreto, vi sto parlando con il cuore in mano. Voglio solo una riduzione del debito per restituire i prestiti e non essere sempre costretti a chiedere soldi". Una posizione condivisa anche dal segretario Usa al Tesoro, Jack Lew secondo cui il debito greco è "ora insostenibile".
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La richiesta di aiuti. Tuttavia, dopo l'incontro di ieri a Bruxelles, dove Tsipras si è presentato a mani vuote, trapela un moderata fiducia sull'esito della trattativa. Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, giudica un accordo con la Grecia "possibile" e "necessario", ma dipendente dalla capacità di Atene di presentare proposte di riforma credibili agli occhi dei partner dell'Eurozona. Oggi, intanto, è arrivata l'annunciata richiesta di un programma di sostegno dal governo greco al meccanismo europeo di stabilità (Esm): Atene chiede prestiti triennali, senza però precisare l'entità della somma. Dopo la richiesta greca, il presidente dell'Eurogruppo, che presiede anche il board dell'Esm, Jeroen Dijsselbloem ha chiesto al commissario agli affari economici Pierre Moscovici e al presidente della Bce Mario Draghi di fare una valutazione della stabilità finanziaria e, con il Fmi, della sostenibilità del debito.

I timori. Sulla partita greca è iperattivo anche il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, che attende per domani il piano di Atene: "Dopo il summit abbiamo tempo fino alla fine della settimana per decidere il terzo programma di aiuti. Per farlo abbiamo bisogno dei piani del governo greco. C'è bisogno di una soluzione molto in fretta". Il governatore austriaco, Ewald Novotny, però, cerca di tranquillizzare i mercati: "La Grecia è un caso speciale ma non vedo rischi di contagio e dunque per Ue e Bce c'è più libertà di azione".

L'asfissia finanziaria. Di una soluzione ha un bisogno disperato la Grecia: l'economia è ormai sull'orlo della catastrofe. Il ministero delle Finanze smentisce le voci secondo le quali lo Stato si appresterebbe a pagare in cambiali pensioni e stipendi pubblici, ma nel Paese non si pagano più tasse e bollette e i fornitori internazionali accettano solo pagamenti in contanti. "Senza un accordo domenica prossima, il Paese rischia il caos, ci possono essere scontri" ha detto il governatore della banca di Francia, Christian Noyer, membro del consiglio dei governatori Bce. Noyer si è poi soffermato sulla situazione delle banche: "Impossibile che possano operare normalmente fino a quando non tornerà la fiducia, ci sarebbe un'immediata corsa agli sportelli". Anche per questo le banche resteranno chiuse fino a venerdì.
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Le banche. A preoccupare, quindi, è soprattutto la situazione della banche che continuano a distribuire liquidità a singhiozzo: per il momento la Bce ha confermato quota 89 miliardi per i fondi d'emergenza Ela (Emergency liquidity assistance), ma ha aumentato la richiesta di garanzie agli istitui greci per accedere ai prestiti. Le condizioni per avere i fondi sono che le banche siano solvibili e che gli istituti presentino del collaterale (titoli di Stato, Abs, altre forme di prestiti) a garanzia della liquidità ricevuta: non sempre, però, il collaterale è accettato al valore nominale. In sostanza la Bce applica uno sconto sul prezzo in base alla sua qualità. Cosa che sta succedendo in questi giorni ai titoli greci che sono scambiati a un prezzo pari a un terzo del loro valore nominale. Secondo una simulazione di Barclays, le banche greche sono in grado di fornire garanzie fino a quando lo sconto applicata dalla Bce sarà inferiore al 60%: poi sarà necessario mettere le mani sui conti correnti dei cittadini. Uno scenario che scatenerebbe il caos previsto proprio da Noyer.
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