Economia

Grecia, monolocale a 9mila euro

Con la crisi il mercato immobiliare è crollato: nessuno può pagare l'affitto, nessuno compra. La storia di Giorgio Guizaris, comunista che vuole vendere i suoi appartamenti per dare una mano al Paese

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ATENE - Quartiere Metaxaurgio, dal balcone del palazzo residenziale si vede il Likabetto, la collina più alta della Capitale. Col tramonto la vista tende al rosso, che poi è il colore preferito di Giorgio Guizaris: 48 anni, fotografo, guida turistica, comunista e proprietario di sei case.

Ne vuole vendere - anzi, ormai svendere - alcune, sono sfitte da cinque anni, non ci riesce. La prima è questa a due passi da Omonia: 80 metri quadri, parquet a terra, due bagni, ristrutturata. Prezzo 40mila euro, ma a 35 è fatta. "L'ho acquistata prima della crisi, pagata il doppio, anche se ne volevano 100mila", racconta Giorgio. Una seconda invece sta in una zona popolare ma poco distante: 27 metri quadri, 9mila euro.
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"Ma non sono ricco: ho ereditato tre case dai miei genitori, le altre me le sono comprate prima della crisi lavorando dalla mattina alla sera. Le ho sudate", spiega lui. Il piano di questo fedele elettore del duro e puro Kke è monetizzare e versare tutti i soldi nella banca nazionale: "I conti correnti non vanno svuotati in preda alla paura, ma il contrario. Più ce ne sono lì dentro e più la Grecia sarà autonoma e capace di scegliere per sé".

Il Paese non è povero, ragiona. "Abbiamo una flotta privata di navi di prima grandezza, abbiamo i minerali, c'è il petrolio. Ma la ricchezza è polarizzata nelle mani di pochi, ecco il problema", continua mentre tira su la tapparella di una camera da letto. Al netto della polvere, il monolocale è carino. Ci viveva una ragazza immigrata con una bambina, "non mi pagava più l'affitto da due anni e le dissi che non importava. Ma che almeno saldasse le bollette. Neanche quelle. Una notte è andata via e non è più tornata".

Da quando è cominciata la crisi il settore immobiliare è crollato. Appartamenti sfitti, molti negozi in centro lo stesso. Una sfilza di serrande abbassate. "Ma anche i nostri stipendi - dice Giorgio - si sono dimezzati. Andrò in pensione a 67 anni, mi ci vede a quell'età a fare su e giù dal Partenone?". In una economia così depressa anche possedere serve a poco: non puoi affittare "perché nessuno ti paga l'affitto"; non vendi perché nessuno compra. Però ci paghi le tasse, nel suo caso 2mila euro in tutto. Che non sono neanche troppi, "ma qui sono parametrati in base al quartiere, all'età dell'edificio e al fatto che producano una rendita o meno".

Nota per chi fosse in vena di affari: il condominio del trilocale costa 30 euro al mese, riscaldamento compreso.