Economia

Mercati cauti dopo l'accordo greco. Intesa nucleare con l'Iran, scende il petrolio

Una sfilata della Guardia rivoluzionaria iraniana durante una parata militare 
Gli investitori attendono i passaggi tecnici necessari a risolvere definitivamente la partita ateniese, che ora si sposta in campo domestico con la spaccatura di Syriza. Il greggio scivola in area 50 dollari. Cala la fiducia delle imprese tedesche, ma supera le attese, la produzione industriale dell'Eurozona segna -0,4%
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MILANO - I mercati oscillano tra due accordi: quello sulla Grecia che ha ricevuto il via libera dell'EuroSummit e ora deve fare il percorso parlamentare ad Atene e poi quello tecnico presso le istituzioni europee, e quello sul nucleare iraniano. Se nel primo caso i riflessi dell'intesa in extremis hanno fatto scattare gli acquisti sui listini azionari, che pure hanno reagito senza particolari entusiasmi, nel secondo le ripercussioni sono visibili sui corsi del petrolio, già a livelli minimi rispetto al recente passato.

Ad Atene va in scena un drammatico scontro interno alla maggioranza di governo, con l'ala più radicale di Syriza intenzionata a spaccare il partito con l'accusa al premier Alexis Tsipras di aver chinato il capo ai pesantissimi diktat europei. I lavoratori del pubblico impiego si preparano al primo sciopero contro il governo. L'accordo, visto il sostegno delle opposizioni, non dovrebbe faticare a passare il Parlamento, così come le prime riforme chieste dai creditori; resta però il dubbio di cosa accadrà dell'attuale maggioranza e si profila all'orizzonte un governo di unità nazionale. Intanto la Grecia ha bisogno disperatamente di soldi: non ha pagato una rata al Fmi da circa 450 milioni, che si somma agli 1,6 miliardi di giugno, mentre ha saldato quanto dovuto su alcuni bond in yen ("samurai" bond da 148 milioni di euro emessi vent'anni fa). Un modo - in attesa di compiere tutti i passaggi tecnici e far partire il piano da 86 miliardi dell'Esm, il fondo salva-Stati, che sarà anticipato da un prestito ponte - per evitare il default verso i creditori privati, che avrebbe potuto far scattare clausole pericolose anche su altri debiti.

In scia a queste residue incertezze, prevale la cautela tra le borse europee: Milano lima le perdite e chiude in calo dello 0,3%. In positivo gli altri listini: Francoforte avanza dello 0,21%, Londra dello 0,16% e Parigi dello 0,61%. A Piazza Affari, Prysmian festeggia una commessa per un cavo elettrico sottomarino da record, l'Aeroporto di Bologna debutta sugli scambi con forti acquisti. Dopo l'avvio in rosso, Wall Street passa in positivo: il Dow Jones è in rialzo dello 0,3%, lo S&P500 dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,7%. E' partita intanto la stagione delle trimestrali finanziarie, con i conti di Jp Morgan e Wells Fargo. E la chiusura è in territorio positivo per la Borsa di New York, con tutti e tre i principali indici che hanno terminato in rialzo. A Wall Street, l'indice Dow Jones ha guadagnato lo 0,42% chiudendo le contrattazioni a 18.053,58 punti, il Nasdaq è salito dello 0,66% a 5.104,89 punti mentre l'S&P 500 ha segnato un rialzo dello 0,45% a 2.108,95 punti.

Lo spread Btp-Bund si stabilizza sui valori della chiusura di ieri: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a 122 punti base e il rendimento del Btp decennale è al 2,06%. Bankitalia ha tracciato una nuova crescita del debito pubblico: sfonda quota 2.200 miliardi a maggio, soprattutto per l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro. Il cambio tra euro e dollaro si presenta debole con la moneta unica si attesta a 1,1016.

Sul fronte macroeconomico si registra che l'inflazione della Germania ha registrato a giugno una flessione dello 0,1% rispetto al mese precedente, una battuta di arresto dopo quattro mesi consecutivi di rialzo. Il dato finale diffuso da Destatis conferma le stime anche per il dato annuo che segna un +0,3%. Il dato sui prezzi arriva anche dalla Spagna (+0,1% annuo e +0,3% mensile), dall'Italia (+0,2% mensile e tendenziale) e dal Regno Unito (invariata). Di nuovo dalla Germania, l'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche di luglio scende a 29,7 punti (31,5 a giugno) ma sopra le attese, mentre la produzione industriale dell'Eurozona segna un calo dello 0,4% a maggio. Le vendite al dettaglio degli Stati Uniti sono scese dello 0,3% a giugno, mostrando il dato più debole dallo scorso febbraio. Lo riferisce il dipatimento del Commercio, contro attese per +0,2% da parte degli analisti.

Se Atene è un polo d'attenzione, anche Teheran calamita l'attesa internazionale. Come accennato, il petrolio è debole a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,11% a 52,19 dollari al barile. L'attesa firma sull'accordo per il nucleare iraniano è arrivata e ora Teheran potrebbe aumentare la quantità di greggio sul mercato e andare ad aggravare una situazione di sovrabbondanza di materia prima che già l'attuale domanda fatica a smaltire. Sempre per le materie prime, l'oro tratta in flessione in attesa, una volta 'risolta' la partita Grecia, delle decisioni di politica monetaria della Fed (chiamata ad alzare i tassi d'interesse). Il metallo prezioso è scambiato a 1.151,27 dollari l'oncia con un calo dell'1,1%.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha festeggiato l'intesa di Bruxelles estendendo i guadagni di ieri: anche grazie all'indebolimento dello yen sul dollaro, l'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta guadagnando l'1,47% (+295,56 punti) a 20.385,33 punti, in linea con i mercati esteri che hanno accolto positivamente l'accordo sulla Grecia. Il più ampio indice Topix ha chiuso in rialzo dell'1,56%. Dopo una serie di sedute in recupero, ripiegano in mattinata le Borse cinesi: Shanghai chiude in rosso dell'1,16%, Hong Kong è in linea. Chiusura in rialzo per la Borsa di Wall Street: ieri sera l'indice guida Dow Jones ha archiviato le contrattazioni a 17.978 punti (+1,22%), mentre l'indice tecnologico Nasdaq a 5.072 (+1,48%).