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Riforma della Pa, via libera dalla Camera

Il testo deve tornare in Senato per l'approvazione definitiva, attesa prima della pausa estiva. Entra l'emendamento M5S sullo stop ai dirigenti condannati dalla Corte dei Conti. Salta la norma 'valuta-atenei'
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MILANO - Via libera della Camera alla riforma della Pubblica amministrazione. Il testo è stato approvato con 253 voti favorevoli, 93 contrari e 5 astenuti. La riforma dovrà ora tornare in Senato, per l'approvazione definitiva che il governo conta di ottenere prima della pausa estiva.

Tra le misure principali del testo, la stretta sui dirigenti: gli incarichi non saranno più a vita e c'è la possibilità di essere licenziati se l'ultimo incarico ricoperto viene valutato negativamente. Carriera e retribuzione verranno valutate in base al merito. Introdotto anche lo stop ai dirigenti condannati dalla Corte dei Conti. L'emendamento, presentato dal M5S e approvato ieri in tarda serata, prevede la revoca o il divieto dell'incarico, in settori sensibili ed esposti al rischio di corruzione, ai dirigenti condannati dalla Corte, anche in via non definitiva, al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

Salta invece la barriera del…
MILANO - Via libera della Camera alla riforma della Pubblica amministrazione. Il testo è stato approvato con 253 voti favorevoli, 93 contrari e 5 astenuti. La riforma dovrà ora tornare in Senato, per l'approvazione definitiva che il governo conta di ottenere prima della pausa estiva.

Tra le misure principali del testo, la stretta sui dirigenti: gli incarichi non saranno più a vita e c'è la possibilità di essere licenziati se l'ultimo incarico ricoperto viene valutato negativamente. Carriera e retribuzione verranno valutate in base al merito. Introdotto anche lo stop ai dirigenti condannati dalla Corte dei Conti. L'emendamento, presentato dal M5S e approvato ieri in tarda serata, prevede la revoca o il divieto dell'incarico, in settori sensibili ed esposti al rischio di corruzione, ai dirigenti condannati dalla Corte, anche in via non definitiva, al risarcimento del danno erariale per condotte dolose.

Salta invece la barriera del voto minimo di laurea per la partecipazione ai concorsi della pubblica amministrazione. Marcia indietro anche sulla norma cosiddetta 'valuta-atenei' che introduceva nei concorsi pubblici il criterio del 'peso' dell'Università in cui ci si è laureati. Misura, contro la quale si erano sollevate numerose polemiche, che è stata prima approvata e poi stralciata dal testo.

Tra le principali novità del passaggio a Montecitorio c'è il trasferimento di funzioni, mezzi e risorse antincendio dal corpo forestale dello stato ai vigili del fuoco nell'ambito del previsto assorbimento della forestale in un'altra forza di polizia. Approvato alla Camera anche un articolo che delega il governo ad adottare entro 18 mesi un nuovo testo unico sul pubblico impiego. Arriva un ruolo rafforzato della presidenza del Consiglio anche nelle scelte di competenza dei singoli ministeri, il riordino delle prefetture e interventi sulle Authority come la soppressione degli uffici che si sovrappongono ad analoghe strutture ministeriali, meccanismi omogenei di finanziamento e il livellamento delle retribuzioni dei dipendenti. Tra le deleghe all'esecutivo figura inoltre un piano di riduzione della Camere di Commercio, da 105 a 60.

Via libera anche al riordino delle partecipate e dei servizi pubblici locali con accorpamento e tagli delle società e nuove regole sulle nomine. Viene istituito il  numero unico europeo per le emergenze (112) su tutto il territorio nazionale con centrali operative regionali. Si tratta di un numero telefonico valido per tutta la ue che l'italia non aveva ancora attuato subendo una procedura di infrazione europea nel 2006.

Le funzioni del pubblico registro automobilistico (PRA) passano dall'Aci al Ministero dei Trasporti a cui fa già capo la Motorizzazione.