Economia

Varoufakis nelle librerie di Usa e Regno Unito: j'accuse al 'minotauro' tedesco

Dopo mesi sulla cresta dell'onda, il vulcanico ex ministro delle Finanze di Tsipras ha dato alle stampe in Uk e Usa il suo libro sulla crisi. Il timing fa storcere il naso, ma il Financial Times riconosce: "La sua diagnosi di fondo potrebbe esser corretta"

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LONDRA – Con un tempismo che ha sollevato qualche polemica, facendolo accusare di pensare più a confezionare un best-seller che a salvare il proprio paese dalla bancarotta, arriva nelle librerie di Gran Bretagna e Stati Uniti l'edizione inglese del libro di Yanis Varoufakis sulla crisi greca, europea e mondiale. The global minotaur: America, Europa and the future of the global economy (Il minotauro globale: l’America, l’Europa e il futuro dell’economia globale) è un’implacabile j’accuse nei confronti della Germania, e più in generale del capitalismo, scritto dall’ex-ministro della Finanze greco, dimessosi all'indomani del referendum in cui avevano trionfato i 'no' all'accordo con l'Unione Europea, dunque nel momento dell'apparente vittoria della sua linea intransigente, ufficialmente per facilitare una soluzione negoziata dello stallo, ma poi diventato un critico implacabile dell'intesa raggiunta dal primo ministro Tsipras.
 
Come il mostro mitologico dell’antica Creta, il moderno minotauro del titolo è l'economia tedesca che divora un paese europeo dietro l'altro per continuare a generare un surplus a dispetto di una insufficiente domanda interna, insensibile ai danni che provoca all'Europa e in ultima analisi pure a se stesso. In senso più ampio, il mostro è il deficit americano che ha bisogno di attirare continuamente capitale verso Wall Street per rifinanziarsi. Un meccanismo infernale, che per Varoufakis è la spiegazione di tutto quanto va storto nell’economia europea e mondiale: chiunque pensi che i guai della Grecia hanno almeno in parte a che fare con problemi nazionali, come corruzione, burocrazia e improduttività, è considerato un ingenuo dall'autore.
 
A Londra, fra le prime recensioni, spicca quella del Financial Times. "Fino a qualche settimana fa simili tesi mi sarebbero sembrate completamente insensate", scrive Giles Wilkes sul quotidiano finanziario britannico, aggiungendo che il libro aiuta a comprendere perché sia bastato allontanare Varoufakis dalla stanza dei negoziati per arrivare rapidamente a un accordo. Ciononostante, osserva il giornale della City, "la sua diagnosi di fondo potrebbe essere corretta: che senza una crescente ondata di domanda esterna, l’Eurozona non è riuscita a diffondere equamente la spesa all'interno dei propri confini, con la crisi come risultato inevitabile". Sì, le riforme sono necessarie, in Grecia come altrove, conclude la recensione, ma la severità dell'approccio tedesco, se non si attenua, farà sicuramente stampare nuove edizioni del libro dell'ex-ministro delle Finanze greco.