LONDRA - Il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne rilancia la sfida delle privatizzazioni britanniche. Il ministro del Tesoro di David Cameron continua il processo di risanamento del bilancio britannico con una serie di privatizzazioni che in pochi mesi potrebbero portarlo a superare i record raggiunti durante il "regno" di Margaret Thatcher. Entro i primi mesi del 2016, il Tesoro britannico potrebbe mettere sul mercato asset per 32 miliardi di sterline (circa 45 miliardi di euro). Il paragone che fa oggi il Financial Times è quello con il record del 1991 di un altro governo Tory, quello appunto della Thatcher, che raccolse 11,8 miliardi di sterline (20,5 miliardi ai valori attuali) riducendo le partecipazioni in British Telecom, National Power e nelle compagnie elettriche regionali.
Adesso il passo più importante sarà quello di privatizzare parte della quota da 32 miliardi di sterline che lo Stato detiene nella Royal Bank of Scotland, che è stata salvata da Londra durante la crisi economica del 2008-2009. La corona britannica non riuscirà a recuperare gli investimenti fatti in emergenza durante la crisi, ma il risultato di tenere in piedi la banca è stato ottenuto, e per il Tesoro è più importante confermare l'idea di cedere partecipazioni per risanare il bilancio dello stato e provare ad avere un attivo nel budget del 2018.
Ancora: in vendita ci saranno la quota pubblica di Royal Mail, valutata 1,5 miliardi di sterline, la quota in Channel 4, nel Met Office, nella agenzia cartografica nazionale e in altre aziende o istituti partecipati.
Nel marzo di quest'anno il governo ha venduto la sua quota di Eurostar (i treni che attraversano Eurotunnel) per 757 milioni di sterline, mentre la vendita della quota di Urenco si presenta più difficile. La società che tratta l'uranio per le centrali nucleari è partecipata dalle società private tedesca Rwe ed Eon e dal governo olandese; quest'ultimo ha espresso a Londra le sue preoccupazioni per il possibile allentamento del controllo pubblico su una società strategica come quella che gestisce il materiale per le centrali nucleari.
Proprio oggi le agenzie danno la notizia che Osborne ha venduto un ulteriore 1% del capitale di Lloyds Banking Group, riducendo la partecipazione totale al 13,99%. Dalla vendita di quote di Lloyds il governo ha incassato finora circa 14 miliardi di sterline.
Un particolare da notare: per far avanzare il piano di privatizzazioni, il Cancelliere ha convinto il governo a far passare sotto il Tesoro tutti gli asset che andranno venduti. Per esempio "Shareholder executive", che gestisce le partecipazioni in Channel 4, Royal Mint e Urenco, verrà trasferita dal Commercio appunto al Tesoro.
Adesso il passo più importante sarà quello di privatizzare parte della quota da 32 miliardi di sterline che lo Stato detiene nella Royal Bank of Scotland, che è stata salvata da Londra durante la crisi economica del 2008-2009. La corona britannica non riuscirà a recuperare gli investimenti fatti in emergenza durante la crisi, ma il risultato di tenere in piedi la banca è stato ottenuto, e per il Tesoro è più importante confermare l'idea di cedere partecipazioni per risanare il bilancio dello stato e provare ad avere un attivo nel budget del 2018.
Ancora: in vendita ci saranno la quota pubblica di Royal Mail, valutata 1,5 miliardi di sterline, la quota in Channel 4, nel Met Office, nella agenzia cartografica nazionale e in altre aziende o istituti partecipati.
Nel marzo di quest'anno il governo ha venduto la sua quota di Eurostar (i treni che attraversano Eurotunnel) per 757 milioni di sterline, mentre la vendita della quota di Urenco si presenta più difficile. La società che tratta l'uranio per le centrali nucleari è partecipata dalle società private tedesca Rwe ed Eon e dal governo olandese; quest'ultimo ha espresso a Londra le sue preoccupazioni per il possibile allentamento del controllo pubblico su una società strategica come quella che gestisce il materiale per le centrali nucleari.
Proprio oggi le agenzie danno la notizia che Osborne ha venduto un ulteriore 1% del capitale di Lloyds Banking Group, riducendo la partecipazione totale al 13,99%. Dalla vendita di quote di Lloyds il governo ha incassato finora circa 14 miliardi di sterline.
Un particolare da notare: per far avanzare il piano di privatizzazioni, il Cancelliere ha convinto il governo a far passare sotto il Tesoro tutti gli asset che andranno venduti. Per esempio "Shareholder executive", che gestisce le partecipazioni in Channel 4, Royal Mint e Urenco, verrà trasferita dal Commercio appunto al Tesoro.