Economia

Mediobanca sempre meno salotto, sempre più inglese

Quel che rimane del capitalismo italiano non è più in grado di garantire margini robusti e affidabili all'unica banca d'affari del paese: in parallelo, Piazzetta Cuccia ha quasi ultimato il percorso di cessione del portafoglio partecipazioni e di uscita dai patti di sindacato

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MILANO - Mediobanca parla sempre più inglese. Con la prima vera acquisizioni oltre frontiera della sua storia - Cairn Capital, istituto britannico che gestisce masse per 14,7 miliardi di dollari - la banca d'affari fondata da Cuccia fa un passo forse decisivo verso l'internazionalizzazione, e l'abbandono del modello di holding di partecipazioni incrociate che le valse l'appellativo di "salotto buono" dal Dopoguerra. Ma che tra svalutazioni e calo dell'attività era pesato per oltre un miliardo di euro sul conto economico della merchant, da quando sono arrivate la crisi finanziaria e la recessione (e ben di più sulla capitalizzazione borsistica). Il capitalismo italiano, o quel che ne rimane - l'ultimo treno partito è quello di Italcementi, verso la Germania dove ha sede il suo nuovo padrone Heidelberg Cement - non è più in grado di garantire affidabili e robusti margini all'unica banca d'affari del paese.

L'amministratore delegato Alberto Nagel lo aveva capito da tempo, e da almeno cinque anni ha avviato una strategia di spostamento dei ricavi e delle professionalità all'estero. In parallelo, Mediobanca ha realizzato un sensibile alleggerimento del portafoglio partecipazioni, e di uscita dai patti di sindacato. Telecom, Atlantia, Gemina, Rcs, Pirelli e tante altre - con l'eccezione di Generali, pur ridotta nella quota - sono sempre più nomi che rimandano al passato, dentro Piazzetta Cuccia. Il piano strategico 2014-2016, concentrato sulle attività bancarie ed espansivo nelle geografie europee, era stato un segnale. Come anche l'arruolamento di banchieri d'affari di peso che operano nella City, tra cui Stefano Marsaglia e Francesco Canzonieri, e la spola dell'amministratore delegato, che ha trasferito la famiglia e l'ufficio a Londra. "L'operazione Cairn conferma il nostro focus strategico nel costruire una piattaforma di asset management con interessanti prospettive e rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo internazionale di Mediobanca", ha detto Nagel. Il passato è passato e sembra non poter tornare: soprattutto per materialissime ragioni di business.