Economia

Rodolfo De Laurentiis: "Non temo Netflix ma a patto che ci sia parità di trattamento"

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ROMA. Rodolfo De Laurentiis, presidente di Confindustria Radio Televisioni e membro uscente del cda Rai commenta lo sbarco di Netflix in Italia: alcuni vanno incontro alla novità. Altri, Rai inclusa, sembrano invece colti di sorpresa.

"No. Il mercato è mercato e la competizione spinge tutti a migliorare il prodotto. Come Confindustria non siamo preoccupati da un punto di vista strutturale. Ma occorre introdurre elementi innovativi, qualità del prodotto e tecnologie, per essere protagonisti".

Quali sono i problemi che affliggono il settore?
"L'asimmetria normativa tra i broadcaster tradizionali e gli "over the top". Da una parte abbiamo vincoli stratificati e norme stringenti. Dall'altra nessuna prescrizione su par condicio, pluralismo, rispetto dei minori e tetti alla pubblicità. Al settore non preoccupa Netflix ma la forte dicotomia di trattamento".

Quindi lei chiede una sorta di libertà di azione per tutti?
"Guardi, prendiamo il carico fiscale: le aziende tradizionali pagano le tasse dove lavorano mentre altri scelgono Paesi a fiscalità agevolata. Pensiamo a Google o Facebook. Le multinazionali del web generano in media il 48% dei ricavi fuori dai confini nazionali pagando meno del 2% di tasse. E' un tema di equità generale ".

La politica deve uscire dal servizio pubblico. Concorda?
"Io sono preoccupato solo quando la politica fa scelte di basso profilo. Per operare al meglio occorre guardare alle esperienze europee, in particolare la Bbc che attraverso un esame pubblico ha scelto le persone più competenti e meritevoli. Insomma, dico sì alla politica, ma solo se fa scelte di alto profilo nell'interesse dell'azienda".

E non è l'ora di privatizzare Viale Mazzini?
"Questo è un falso problema. Abbiamo 14 canali Rai. Si può ridefinirne il numero, certo. La Bbc ha 8 canali di servizio pubblico: il prossimo cda potrebbe decidere qual è il numero sufficiente di canali per il servizio pubblico liberandone un congruo numero e affidandosi anche ai privati".

Ci dica qualcosa sul canone, imposte tra le più odiate.
"In tutta Europa il servizio pubblico è finanziato con il canone e quello italiano è il più basso e il più evaso. Occorrerebbe semmai recuperare l'erosione che ammonta a quasi 600 milioni. Questo consentirebbe di esentare le fasce più deboli della popolazione, con secondo un principio di equità".