R&S Mediobanca, la crisi pagata dai lavoratori
di VITTORIA PULEDDAIndagine Mediobanca sul lungo periodo: l'occupazione ha sofferto molto e non ha ancora recuperato i livelli pre-crisi, del 2008. Ma le medie imprese hanno reagito meglio, come forza lavoro ma anche come fatturato, cresciuto nel 2014 del 3,4% in più rispetto ad allora. La "ritirata" delle banche, sostituite dai bond
MILANO - L'industria italiana paga ancora il conto della crisi, rispetto ai livelli del 2008, ma si vedono i primi segnali di ripresa e qualche spunto positivo, anche se non per tutti. A pagare di più gli anni difficili è stata l'occupazione, che dal 2008 a fine 2014 ha perso l'8,5% degli addetti tra gli operai e il 2% tra i colletti bianchi.
Dati Cumulativi di 2055 imprese, Anno 2015. Variazione % degli organici, 2014-2008
La fotografia è stata scattata dell’Ufficio Studi di Mediobanca, che ha preso in considerazione 2055 società italiane industriale e terziarie di grandi e media dimensione, nel decennio 2005-2014. Fanno parte del campione tutte le imprese con più di 500 dipendenti e circa 20% di quelle di medie dimensioni (da 50 a 499 addetti). Complessivamente, il campione rappresenta il 50% del fatturato industriale e manifatturiero italiano e il 35% di quello dei trasporti e Gdo.
Partendo dall’occupa…
Dati Cumulativi di 2055 imprese, Anno 2015. Variazione % degli organici, 2014-2008
La fotografia è stata scattata dell’Ufficio Studi di Mediobanca, che ha preso in considerazione 2055 società italiane industriale e terziarie di grandi e media dimensione, nel decennio 2005-2014. Fanno parte del campione tutte le imprese con più di 500 dipendenti e circa 20% di quelle di medie dimensioni (da 50 a 499 addetti). Complessivamente, il campione rappresenta il 50% del fatturato industriale e manifatturiero italiano e il 35% di quello dei trasporti e Gdo.
Partendo dall’occupa…
MILANO - L'industria italiana paga ancora il conto della crisi, rispetto ai livelli del 2008, ma si vedono i primi segnali di ripresa e qualche spunto positivo, anche se non per tutti. A pagare di più gli anni difficili è stata l'occupazione, che dal 2008 a fine 2014 ha perso l'8,5% degli addetti tra gli operai e il 2% tra i colletti bianchi.
Dati Cumulativi di 2055 imprese, Anno 2015. Variazione % degli organici, 2014-2008
La fotografia è stata scattata dell’Ufficio Studi di Mediobanca, che ha preso in considerazione 2055 società italiane industriale e terziarie di grandi e media dimensione, nel decennio 2005-2014. Fanno parte del campione tutte le imprese con più di 500 dipendenti e circa 20% di quelle di medie dimensioni (da 50 a 499 addetti). Complessivamente, il campione rappresenta il 50% del fatturato industriale e manifatturiero italiano e il 35% di quello dei trasporti e Gdo.
Partendo dall’occupazione, il bilancio non è positivo: il dato complessivo del 2014 è sotto dell’8,5 rispetto all’inizio della crisi, ma c’è chi fa peggio (il settore manifatturiero, che perde il 12,3% di tute blue) mentre le imprese di maggiori dimensioni “limitano” il calo al 10,2%. Però qualcuno resiste meglio: le medie imprese, ad esempio, perdono “solo” l’1,4% dell’occupazione, e registrano un incremento del 6,6% dei colletti bianchi. Solo il terziario registra una crescita dei dipendenti tra le tute blue (+10,2%).
Guardando la situazione dal punto di vista del giro d’affari, sono ancora le medie imprese a segnare un punto a loro favore, con una variazione positiva del fatturato 2014-2008 del 3,4% mentre le medio-grandi cedono il 5,4% e il totale il 4,3%. Peggio di tutti hanno fatto le aziende a controllo estero, meno 7,3%.
Dati Cumulativi di 2055 imprese, Anno 2015
Sotto il profilo della redditività, nell’arco di tempo 2014-2007 il margine operativo netto si è ridotto di un quarto (-25,5%) con un picco di -45,7% per le imprese maggiori e una ripresa quasi totale delle medie imprese (-0,7%). Tuttavia l’ultimo anno ha segnato un netto miglioramento del quadro: +2,5% rispetto al 2013, con le imprese medio-grandi che avanzano del 21,3% e quelle pubbliche che guadagnano il 23,8% (ma +4% senza considerare l’Eni).
Infine da registrare la ritirata delle banche dal mondo industriale: il debito finanziario delle 2055 imprese considerate è calato tra il 2012 e il 2014 di 11,2 miliardi ma quelli bancari in particolare sono diminuiti di ben 15,8 miliardi e ormai rappresentano il 29,1% del debito (erano il 37,1 nel 2005). Nell’ultimo biennio le imprese si sono finanziate in forme alternative, soprattutto obbligazioni (9,7 miliardi in più).
Dati Cumulativi di 2055 imprese, Anno 2015. Variazione % degli organici, 2014-2008
La fotografia è stata scattata dell’Ufficio Studi di Mediobanca, che ha preso in considerazione 2055 società italiane industriale e terziarie di grandi e media dimensione, nel decennio 2005-2014. Fanno parte del campione tutte le imprese con più di 500 dipendenti e circa 20% di quelle di medie dimensioni (da 50 a 499 addetti). Complessivamente, il campione rappresenta il 50% del fatturato industriale e manifatturiero italiano e il 35% di quello dei trasporti e Gdo.
Partendo dall’occupazione, il bilancio non è positivo: il dato complessivo del 2014 è sotto dell’8,5 rispetto all’inizio della crisi, ma c’è chi fa peggio (il settore manifatturiero, che perde il 12,3% di tute blue) mentre le imprese di maggiori dimensioni “limitano” il calo al 10,2%. Però qualcuno resiste meglio: le medie imprese, ad esempio, perdono “solo” l’1,4% dell’occupazione, e registrano un incremento del 6,6% dei colletti bianchi. Solo il terziario registra una crescita dei dipendenti tra le tute blue (+10,2%).
Guardando la situazione dal punto di vista del giro d’affari, sono ancora le medie imprese a segnare un punto a loro favore, con una variazione positiva del fatturato 2014-2008 del 3,4% mentre le medio-grandi cedono il 5,4% e il totale il 4,3%. Peggio di tutti hanno fatto le aziende a controllo estero, meno 7,3%.
Dati Cumulativi di 2055 imprese, Anno 2015
Sotto il profilo della redditività, nell’arco di tempo 2014-2007 il margine operativo netto si è ridotto di un quarto (-25,5%) con un picco di -45,7% per le imprese maggiori e una ripresa quasi totale delle medie imprese (-0,7%). Tuttavia l’ultimo anno ha segnato un netto miglioramento del quadro: +2,5% rispetto al 2013, con le imprese medio-grandi che avanzano del 21,3% e quelle pubbliche che guadagnano il 23,8% (ma +4% senza considerare l’Eni).
Infine da registrare la ritirata delle banche dal mondo industriale: il debito finanziario delle 2055 imprese considerate è calato tra il 2012 e il 2014 di 11,2 miliardi ma quelli bancari in particolare sono diminuiti di ben 15,8 miliardi e ormai rappresentano il 29,1% del debito (erano il 37,1 nel 2005). Nell’ultimo biennio le imprese si sono finanziate in forme alternative, soprattutto obbligazioni (9,7 miliardi in più).