La Cina affossa Francoforte e Parigi, male anche Wall Street
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERILa svalutazione dello yuan preoccupa le grandi aziende francesi e tedesche. In calo anche le quotazioni del petrolio. Euro giù contro il dollaro, vendite su tutti i listini nonostante l'accordo tra la Grecia e i creditori internazionali. Atene in controtendenza
MILANO - Doveva essere un clima festivo con scambi ridotti al lumicino in vista di Ferragosto, ma la mossa della Banca centrale cinese sullo yuan (tagliato il valore del 2% sul dollaro) ha interrotto la calma. Nonostante l'accordo raggiunto nella notte tra la Grecia e creditori sugli obiettivi di bilancio al 2018, le Borse europee chiudono in perdita trascinate al ribasso dai titoli più votati all'export cinese. Le Piazze maggiormente colpite sono Francoforte (-2,68%) e Parigi (-1,86%), mentre Milano (-1,12%) e Londra (-1,06%) contengono le perdite. Male anche Wall Street che in chiusura vede il Dow Jones perdere l'1,19 per cento e il Nasdaq l'1,27. In controtendenza Atene che vede vicina una possibile soluzione finanziaria della crisi (+2,14%).
Ha sofferto, in particolare, il comparto della moda a causa dell'indebolimento della valuta cinese stima una possibile riduzione delle vendite verso est. La stessa preoccupazione che sta condizionando i settor…
Ha sofferto, in particolare, il comparto della moda a causa dell'indebolimento della valuta cinese stima una possibile riduzione delle vendite verso est. La stessa preoccupazione che sta condizionando i settor…
MILANO - Doveva essere un clima festivo con scambi ridotti al lumicino in vista di Ferragosto, ma la mossa della Banca centrale cinese sullo yuan (tagliato il valore del 2% sul dollaro) ha interrotto la calma. Nonostante l'accordo raggiunto nella notte tra la Grecia e creditori sugli obiettivi di bilancio al 2018, le Borse europee chiudono in perdita trascinate al ribasso dai titoli più votati all'export cinese. Le Piazze maggiormente colpite sono Francoforte (-2,68%) e Parigi (-1,86%), mentre Milano (-1,12%) e Londra (-1,06%) contengono le perdite. Male anche Wall Street che in chiusura vede il Dow Jones perdere l'1,19 per cento e il Nasdaq l'1,27. In controtendenza Atene che vede vicina una possibile soluzione finanziaria della crisi (+2,14%).
Ha sofferto, in particolare, il comparto della moda a causa dell'indebolimento della valuta cinese stima una possibile riduzione delle vendite verso est. La stessa preoccupazione che sta condizionando i settori più sensibili all'export, a cominciare dal petrolio in caduta a 43 dollari al barile. Sui mercati europei pesa anche il calo a sorpresa, ad agosto, dell'indice Zew, che misura il morale degli investitori tedeschi: l'indicatore si attesta a 25 punti dai 29,7 del mese scorso, contro i 32 stimati dagli analisti.
Passa in secondo piano l'intesa raggiunta nella notte ad Atene che grazie a vincoli di bilancio meno stringenti di quelli previsti prima del referendum del 5 luglio rendono meno probabile l'uscita della Grecia dalla zona euro. Continua, intanto, a tenere banco il dibattito americano sul rialzo dei tassi: il vicepresidente della Fed Stanley Fischer ha dichiarato che non ci sarà un rialzo del costo del denaro fino a quando l'inflazione non punterà verso il 2% fissato come target dell'istituto centrale. Ma le sue parole contrastano con quelle di Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, secondo cui l'economia Usa è vicina alla normalità e quindi una stretta il mese prossimo è possibile. Euro tratta a a 1,10 contro il dollaro, mentre lo spread è stabile in area 115 punti con i Btp che rendono l'1,77%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso al ribasso a causa delle prese di beneficio dopo una serie positiva di quattro giorni. Il Nikkei ha ceduto lo 0,42%. Sul mercato nipponico hanno pesato le preoccupazioni per la tenuta dell'economia in Cina. Le quotazioni dell'oro sono di 1110 dollari l'oncia, in leggera ripresa.
Ha sofferto, in particolare, il comparto della moda a causa dell'indebolimento della valuta cinese stima una possibile riduzione delle vendite verso est. La stessa preoccupazione che sta condizionando i settori più sensibili all'export, a cominciare dal petrolio in caduta a 43 dollari al barile. Sui mercati europei pesa anche il calo a sorpresa, ad agosto, dell'indice Zew, che misura il morale degli investitori tedeschi: l'indicatore si attesta a 25 punti dai 29,7 del mese scorso, contro i 32 stimati dagli analisti.
Passa in secondo piano l'intesa raggiunta nella notte ad Atene che grazie a vincoli di bilancio meno stringenti di quelli previsti prima del referendum del 5 luglio rendono meno probabile l'uscita della Grecia dalla zona euro. Continua, intanto, a tenere banco il dibattito americano sul rialzo dei tassi: il vicepresidente della Fed Stanley Fischer ha dichiarato che non ci sarà un rialzo del costo del denaro fino a quando l'inflazione non punterà verso il 2% fissato come target dell'istituto centrale. Ma le sue parole contrastano con quelle di Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, secondo cui l'economia Usa è vicina alla normalità e quindi una stretta il mese prossimo è possibile. Euro tratta a a 1,10 contro il dollaro, mentre lo spread è stabile in area 115 punti con i Btp che rendono l'1,77%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso al ribasso a causa delle prese di beneficio dopo una serie positiva di quattro giorni. Il Nikkei ha ceduto lo 0,42%. Sul mercato nipponico hanno pesato le preoccupazioni per la tenuta dell'economia in Cina. Le quotazioni dell'oro sono di 1110 dollari l'oncia, in leggera ripresa.