MILANO - La Germania critica il piano di salvataggio della Grecia che oggi andrà al voto nel Parlamento di Atene e che venerdì l'Eurogruppo esaminerà a Bruxelles. Ieri c'è stata una burrascosa telefonata tra Alexis Tsipras e Angela Merkel e oggi il Financial Times scrive che, in vista dei due appuntamenti cruciali, Berlino sta facendo girare un documento tra i partner dell'Eurozona, con le sue obiezioni al terzo piano di salvataggio. Nei giorni scorsi la Germania ha caldeggiato la soluzione per Atene di un prestito ponte che consenta una negoziazione più accurata del nuovo piano di salvataggio, considerato da Berlino "insufficiente". Non è chiaro se una simile proposta verrà riproposta venerdì all'Eurogruppo. In ogni modo, secondo il Ft, Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, senza respingere quanto finora concordato tra Atene e i creditori, intende avanzare "alcune questioni aperte da indirizzare all'Eurogruppo". Sono tre le sue principali obiezioni: la sostenibilità del debito greco, i possibili rinvii alle riforme e il ruolo del Fmi, che nei due precedenti salvataggi ha affiancato Bruxelles negli aiuti. Schaeuble nota che alcune delle riforme concordate contengono alcuni rinvii ad ottobre e novembre per l'implementazione e altre "non sono ancora specificate".
Berlino è particolarmente preoccupata per il rinvio previsto per la costituzione del fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi di euro. Nell'accordo si prevede solo una task force a dicembre. "La creazione di una task force - si legge nel rapporto tedesco - non è sufficiente". Inoltre Berlino teme la capacità di Atene di far fronte in modo sostenibile a un debito estero di 320 miliardi di euro, specie nell'attuale congiuntura economica negativa. Bruxelles prevede che il Pil subirà una caduta del 2,3% quest'anno, dell'1,3% nel 2016 e tornerà in crescita nel 2017. A sorpresa, tuttavia, i dati del secondo trimestre sono apparsi in crescita: il Pil ha mostrato una ripresa dello 0,8%, facendo uscire tecnicamente il Paese dalla recessione. I primi tre mesi dell'anno si erano conclusi con una crescita zero e con questo secondo trimestre, il paese ha fatto registrare due trimestri consecutivi senza segno meno, scongiurando la recessione. Il dato del secondo trimestre è anche superiore alle attese, con gli analisti che stimavano una crescita zero. Su base annua, il pil è salito dell'1,4%.
[[ge:rep-locali:repubblica:120919661]]
Resta comunque scettico il ministro delle finanze tedesco. "Le necessità finanziarie - sostiene la nota di Schauble - sono più alte del previsto: la sostenibilità del debito rappresenta la questione aperta più importante". Proprio la questione della sostenibilità del debito introduce all'ultimo capitolo: la presenza del Fmi nel piano di salvataggio. Berlino si chiede: "Il Fmi sottoscrive pienamente le condizioni" del programma di aiuti? Senza la partecipazione del Fmi il coinvolgimento dell'Esm negli aiuti sarà più pesante e questo è un punto che preoccupa non poco gli scettici tedeschi.
La Commissione europea spera nello sblocco degli aiuti, ma in vista di un possibile stop dell'Eurogruppo ha comunque preparato i documenti necessari per un prestito-ponte alla Grecia: "Abbiamo presentato documenti per il meccanismo europeo di stabilità, ma anche per il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria", ha annunciato Annika
Breidhardt, portavoce della Commissione. I documenti legali e tecnici a questo scopo sono stati preparati "come misura di contingenza", ha affermato la portavoce Ue, sottolineando però che Bruxelles "preferirebbe una conclusione dell'accordo prima del 20 agosto".
Oggi intanto il Parlamento greco voterà sull'accordo. Il disegno di legge prevede una lunga serie di misure prioritarie concordate dal governo di Atene con la Commissione Ue, la Bce, l'Fmi e l'Esm. Dopo l'esame delle commissioni, il ddl passerà al dibattito in Parlamento riunito in sessione plenaria. Durante il dibattito nelle commissioni, il ministro greco delle Finanze, Euclides Tsakalotos, ha difeso la necessità di approvare in Parlamento il terzo accordo di salvataggio con i creditori di modo che domani l'Eurogruppo dia il suo via libera e si eviti l'ipotesi di un prestito ponte. Tsakalotos ha chiesto ai deputati di approvare la procedura d'urgenza perché la Camera voti oggi l'accordo. "Non posso credere che, a parte alcune forze al di fuori del Paese, ci siano persone qui che vogliano che si vada verso un prestito ponte", ha detto Tsakalotos durante il suo intervento.
"Abbiamo ricevuto un mandato da parte del Parlamento per negoziare un nuovo accordo. Abbiamo fatto il nostro dovere e credo che, qualunque sia la posizione di ognuno, non ci debba essere nessuno che lavori per un prestito ponte", ha continuato, spiegando che domani andrà all'Eurogruppo "perché altri Parlamenti inizino il loro lavoro". Un riferimento, questo, al voto sull'accordo che si terrà in Paesi come la Germania e la Finlandia. Tsakalotos ha quindi sottolineato che il risultato più importante dell'accordo è che consente un aggiustamento fiscale più morbido, che non richiederà uno "sforzo fiscale" extra nei prossimi anni.
Il voto sul cruciale provvedimento di legge - che si prevede passerà con i voti dei partiti di opposizione - è atteso nelle prime ore di venerdì, prima del vertice dei ministri delle Finanze dell'Eurozona. Manifestazioni anti-austerità sono in programma per questa sera nel centro di Atene in concomitanza con la riunione del Parlamento. Il sindacato Adedy, che rappresenta i dipendenti del settore pubblico, ha convocato i propri iscritti in piazza Syntagma (davanti al Parlamento) per le 20:00 locali mentre gli affiliati al Pame (vicino al Partito Comunista) si riuniranno mezz'ora prima in piazza Omonia.
L'ex ministro dell'energia greco, Panagiotis Lafazanis, che guida l'ala radicale del partito Syriza, ha preannunciato, in caso di scissione di Syriza, la creazione di "un movimento unitario che risponderà alla necessità della popolazione in termini di democrazia e giustizia sociale".
Berlino è particolarmente preoccupata per il rinvio previsto per la costituzione del fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi di euro. Nell'accordo si prevede solo una task force a dicembre. "La creazione di una task force - si legge nel rapporto tedesco - non è sufficiente". Inoltre Berlino teme la capacità di Atene di far fronte in modo sostenibile a un debito estero di 320 miliardi di euro, specie nell'attuale congiuntura economica negativa. Bruxelles prevede che il Pil subirà una caduta del 2,3% quest'anno, dell'1,3% nel 2016 e tornerà in crescita nel 2017. A sorpresa, tuttavia, i dati del secondo trimestre sono apparsi in crescita: il Pil ha mostrato una ripresa dello 0,8%, facendo uscire tecnicamente il Paese dalla recessione. I primi tre mesi dell'anno si erano conclusi con una crescita zero e con questo secondo trimestre, il paese ha fatto registrare due trimestri consecutivi senza segno meno, scongiurando la recessione. Il dato del secondo trimestre è anche superiore alle attese, con gli analisti che stimavano una crescita zero. Su base annua, il pil è salito dell'1,4%.
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Resta comunque scettico il ministro delle finanze tedesco. "Le necessità finanziarie - sostiene la nota di Schauble - sono più alte del previsto: la sostenibilità del debito rappresenta la questione aperta più importante". Proprio la questione della sostenibilità del debito introduce all'ultimo capitolo: la presenza del Fmi nel piano di salvataggio. Berlino si chiede: "Il Fmi sottoscrive pienamente le condizioni" del programma di aiuti? Senza la partecipazione del Fmi il coinvolgimento dell'Esm negli aiuti sarà più pesante e questo è un punto che preoccupa non poco gli scettici tedeschi.
La Commissione europea spera nello sblocco degli aiuti, ma in vista di un possibile stop dell'Eurogruppo ha comunque preparato i documenti necessari per un prestito-ponte alla Grecia: "Abbiamo presentato documenti per il meccanismo europeo di stabilità, ma anche per il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria", ha annunciato Annika
Breidhardt, portavoce della Commissione. I documenti legali e tecnici a questo scopo sono stati preparati "come misura di contingenza", ha affermato la portavoce Ue, sottolineando però che Bruxelles "preferirebbe una conclusione dell'accordo prima del 20 agosto".
Oggi intanto il Parlamento greco voterà sull'accordo. Il disegno di legge prevede una lunga serie di misure prioritarie concordate dal governo di Atene con la Commissione Ue, la Bce, l'Fmi e l'Esm. Dopo l'esame delle commissioni, il ddl passerà al dibattito in Parlamento riunito in sessione plenaria. Durante il dibattito nelle commissioni, il ministro greco delle Finanze, Euclides Tsakalotos, ha difeso la necessità di approvare in Parlamento il terzo accordo di salvataggio con i creditori di modo che domani l'Eurogruppo dia il suo via libera e si eviti l'ipotesi di un prestito ponte. Tsakalotos ha chiesto ai deputati di approvare la procedura d'urgenza perché la Camera voti oggi l'accordo. "Non posso credere che, a parte alcune forze al di fuori del Paese, ci siano persone qui che vogliano che si vada verso un prestito ponte", ha detto Tsakalotos durante il suo intervento.
"Abbiamo ricevuto un mandato da parte del Parlamento per negoziare un nuovo accordo. Abbiamo fatto il nostro dovere e credo che, qualunque sia la posizione di ognuno, non ci debba essere nessuno che lavori per un prestito ponte", ha continuato, spiegando che domani andrà all'Eurogruppo "perché altri Parlamenti inizino il loro lavoro". Un riferimento, questo, al voto sull'accordo che si terrà in Paesi come la Germania e la Finlandia. Tsakalotos ha quindi sottolineato che il risultato più importante dell'accordo è che consente un aggiustamento fiscale più morbido, che non richiederà uno "sforzo fiscale" extra nei prossimi anni.
Il voto sul cruciale provvedimento di legge - che si prevede passerà con i voti dei partiti di opposizione - è atteso nelle prime ore di venerdì, prima del vertice dei ministri delle Finanze dell'Eurozona. Manifestazioni anti-austerità sono in programma per questa sera nel centro di Atene in concomitanza con la riunione del Parlamento. Il sindacato Adedy, che rappresenta i dipendenti del settore pubblico, ha convocato i propri iscritti in piazza Syntagma (davanti al Parlamento) per le 20:00 locali mentre gli affiliati al Pame (vicino al Partito Comunista) si riuniranno mezz'ora prima in piazza Omonia.
L'ex ministro dell'energia greco, Panagiotis Lafazanis, che guida l'ala radicale del partito Syriza, ha preannunciato, in caso di scissione di Syriza, la creazione di "un movimento unitario che risponderà alla necessità della popolazione in termini di democrazia e giustizia sociale".