Economia

Troppi centenari nel Sol Levante, a rischio la tazzina di sake in regalo

La tradizione governativa era stata introdotta nel '63 ma ora il numero dei grandi vecchi è lievitato e l'anno scorso l'omaggio della tazza in argento è costato, in euro, 1,82 milioni alle casse pubbliche. Per questo il ministero competente sta pensando di correre ai ripari, scegliendo un materiale meno costoso o cambiando oggetto

1 minuti di lettura
MILANO - Tazzina di sake a rischio in Giappone: i centenari sono diventati troppi e così il governo sta pensando di tagliare il tradizionale regalo di compleanno ai "vecchietti" - scrive il giornale inglese The Guardian - perché la spesa è diventata eccessiva. Il Sol Levante onora con grande rispetto le persone anziane e, dal '63, ha regalato ai cittadini che festeggiano i 100 anni un "sakazuki", la tazza delle grandi occasioni, usata in genere per bere sake. Pregiato il materiale, l'argento, accompagnato da una lettera di auguri firmata dal primo ministro.

Il problema è che nel 1963 gli ultra centenari erano 153, ma nel 1998 erano già saliti a diecimila e gli ultimi dati ufficiali parlano di almeno 59.000 grandi vecchi; il conto aggiornato però dovrebbe essere ancora più alto e si conoscerà con esattezza tra qualche giorno, con la ricorrenza solenne del Senior's Day, che si festeggia il 15 settembre.

Un primato di longevità che ha dei costi, a questo punto non simbolici: l'anno scorso il ministero della Sanità e del welfare ha speso circa 1,8 milioni di euro; troppi, per un paese che cresce in età media dei cittadini ma non in Pil. Si stima che più di un quarto della popolazione sia ultra 65enne e che per la metà di questo secolo raggiungerà il 40%. Già negli anni passati l'omaggio ai centenari era stato tagliato, riducendo il diametro della preziosa coppa. Ora si pensa a misure più draconiane, che vanno dalla scelta di un materiale meno costoso per la tazzina da sake, all'individuazione di un regalo più economico o, nella più drastica delle ipotesi, persino a limitare i festeggiamenti alla sola lettera ufficiale di congratulazioni.