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Grecia, richiamo dall'Eurogruppo: "Rispetti gli impegni"

La Ue: "Non siamo preoccupati". Distensione dai tecnici: "Le elezioni erano attese, anzi daranno stabilità al governo. A ottobre si potrà parlare di alleggerimento del debito". In Grecia, 25 dissidenti di Syriza si preparano a fondare una nuova formazione politica
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MILANO -  "E' cruciale che la Grecia rispetti gli impegni presi verso l'Eurozona". Così il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, fa il punto sulla situazione di Atene, dove il premier Alexis Tsipras ha annunciato le dimissioni e il Paese si dirige verso elezioni anticipate, parlando alla tv olandese Nos. "Ricordo", aggiunge, "che c'era ampio sostegno nel Parlamento greco per il nuovo programma e il pacchetto di riforme", quindi "spero che le elezioni porteranno a ulteriore sostegno". Da Bruxelles, la Commissione Ue fa sapere per bocca della portavoce che "non è preoccupata per l'attuazione del terzo programma" per la Grecia, che è "già stato votato dal Parlamento" greco, riforme incluse, che "possono essere attuate a prescindere dalle elezioni".

Conciliante anche la posizione espressa dal presidente dell'Euroworking Group, Thomas Wieser, per il qua…
MILANO -  "E' cruciale che la Grecia rispetti gli impegni presi verso l'Eurozona". Così il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, fa il punto sulla situazione di Atene, dove il premier Alexis Tsipras ha annunciato le dimissioni e il Paese si dirige verso elezioni anticipate, parlando alla tv olandese Nos. "Ricordo", aggiunge, "che c'era ampio sostegno nel Parlamento greco per il nuovo programma e il pacchetto di riforme", quindi "spero che le elezioni porteranno a ulteriore sostegno". Da Bruxelles, la Commissione Ue fa sapere per bocca della portavoce che "non è preoccupata per l'attuazione del terzo programma" per la Grecia, che è "già stato votato dal Parlamento" greco, riforme incluse, che "possono essere attuate a prescindere dalle elezioni".

Conciliante anche la posizione espressa dal presidente dell'Euroworking Group, Thomas Wieser, per il quale le elezioni in Grecia non avranno conseguenze sul nuovo programma di aiuti. Il numero uno del gruppo di lavoro, che prepara le riunioni dell'Eurogruppo con l'onere di dirimere le questioni tecniche, in un'intervista alla tv austriaca Orf ritiene anzi che le elezioni siano "un passo atteso e per molti auspicato per avere una struttura più chiara nel governo greco". A ottobre, conferma quindi, ci sarà una riunione "su un possibile alleggerimento del debito" e dopo le elezioni greche "speriamo in ulteriori progressi del programma". Se così fosse, si può dire che la mossa di Tsipras, che spera in una rielezione con una maggioranza finalmente compatta e rafforzata, avrebbe centrato un doppio bersaglio. Torna invece minacciosa la voce di Berlino: "Se ci dovessero essere ritardi nell'attuazione del programma a causa delle nuove elezioni in Grecia, verrebbero ritardati anche i pagamenti", annota un portavoce del Ministero delle Finanze.

Proprio sul fronte interno, intanto, il presidente greco, Prokopis Pavlopoulos, ha incaricato evangelos Meimarakis di formare un nuovo governo. L'incario al leader di Nuova Democrazia, principale partito di opposizione e formazione di centro destra, è arrivato via mail poco dopo la mezzanotte ora locale, riferisce l'agenzia stampa ellenica Ana. Nella sua risposta, Meimarakis ha dichiarato che si recherà presso il presidente per ricevere il mandato dalle sue mani. Si tratta di un passaggio formale, che però non avrà i numeri per imporsi realmente: Nuova Democrazia conta soltanto 76 seggi in Parlamento, su 300 posti, ed è altamente improbabile che trovi appoggi esterni sufficienti negli altri partiti.

In Syiriza, intanto, si è formalizzato lo strappo dell'ala radicale, guidata dall'ex ministro dell'energia Panagiotis Lafazanis, che si appresta a formare un nuovo soggetto politico. Si rompe così il partito che nelle elezioni di inizio anno ha superato il 36% di preferenze grazie alla promessa di 'basta austerità'. Il nuovo soggetto si chiamerà Unità popolare (Leiki Anotita) e raccoglierà nelle sue fila almeno 25 'ribelli' all'operato di Tsipras, meno di quelli che hanno votato "no" al suo memorandum d'intesa con i creditori internazionali, che ha dato il via libera al terzo piano di salvataggio targato Esm. Nella fronda dei ribelli non ci sono però né l'ex ministro delle Finanze, Yanis Vaorufakis, né la presidente della Camera, Zoe Lonstantopulou, scrive la stampa greca.