Londra e la normalità di essere milionario
Pietro Del Re, dal nostro inviato PIETRO DEL REDa Rsera. Nel Regno Unito vivono 715mila milionari (200mila a Londra) e il trend mostra che continueranno a crescere. La prova è negli indici di Borsa che, nonostante qualche leggera battuta di arresto, sono in continua crescita, nell'aumento dei bonus aziendali e nel valore delle case
LONDRA - La normalità di essere milionario. Accade in Gran Bretagna dov’è milionario un adulto su 65. Il Paese ne conta 715mila (dei quali quasi 200mila solo a Londra), il 40per cento in più rispetto al 2010. Una cifra da primato. Ora, secondo gli esperti è una tendenza duratura, perché tra dieci anni si prevede che di ricconi ce ne saranno 800mila in più. Per spiegare tanta opulenza basta guardare l’indice della borsa di Londra che, nonostante le lievi perdite dello scorso mese, ha guadagnato solo negli ultimi cinque anni 22 punti percentuali. Lo stesso vale per il prezzo delle case, che nel medesimo periodo di tempo ha aumentato di un quinto il suo valore. Senza parlare dei bonus che le aziende versano agli impiegati, i quali sono quasi raddoppiati.
Un dato interessante è che quasi la metà dei nuovi ricchi vive al di fuori dell’area londinese e di quella del sud-est del Paese, la prova che le altre citt&agrav…
Un dato interessante è che quasi la metà dei nuovi ricchi vive al di fuori dell’area londinese e di quella del sud-est del Paese, la prova che le altre citt&agrav…
LONDRA - La normalità di essere milionario. Accade in Gran Bretagna dov’è milionario un adulto su 65. Il Paese ne conta 715mila (dei quali quasi 200mila solo a Londra), il 40per cento in più rispetto al 2010. Una cifra da primato. Ora, secondo gli esperti è una tendenza duratura, perché tra dieci anni si prevede che di ricconi ce ne saranno 800mila in più. Per spiegare tanta opulenza basta guardare l’indice della borsa di Londra che, nonostante le lievi perdite dello scorso mese, ha guadagnato solo negli ultimi cinque anni 22 punti percentuali. Lo stesso vale per il prezzo delle case, che nel medesimo periodo di tempo ha aumentato di un quinto il suo valore. Senza parlare dei bonus che le aziende versano agli impiegati, i quali sono quasi raddoppiati.
Un dato interessante è che quasi la metà dei nuovi ricchi vive al di fuori dell’area londinese e di quella del sud-est del Paese, la prova che le altre città britanniche stanno finalmente colmando il gap retributivo con la capitale. Ma c’è ancora molto da fare. Infatti, se il salario medio a Londra si attesta intorno alle 37mila sterline (50mila euro) l’anno, quello nel Galles non raggiunge la metà. E se a Londra il boom del prezzo del mattone ha contribuito all’aumento del numero dei milionari del 48 per cento negli ultimi cinque anni, portandoli a quota 191mila, questa cifra è ancora superiore al totale dei milionari di Scozia, Galles, Irlanda del nord e Inghilterra del Nord messi assieme. Dopo Londra, la città che ne conta più è Reading, nella contea di Berkshire, in quella regione sud-orientale che è la locomotiva economica del Regno Unito.
Tra i milionari di ultima data si contano anche i giovani imprenditori della “tech generation”, ossia coloro diventati ricchi in un batti baleno grazie a quell’insaziabile appetito di innovazioni digitali. Tra questi c’è Amelia Humfress, per esempio, che ha fondato la Steer.com per insegnare alla gente a farsi il proprio sito internet. La sua azienda ha solo due anni ma già macina benefici per 500mila sterline l’anno. Purtroppo i nuovi ricchi inglesi non sono generosi come i loro predecessori e la crescita del conto in banca non va più di pari passo con la beneficienza. L’Irlanda del nord, però, dove il salario medio raggiunge appena le 16mila sterline, è la regione più munifica del Regno, con donazioni di vario genere, sia alla chiesa sia alle ong, che ammontano al doppio di quelle del resto del Paese.
Un dato interessante è che quasi la metà dei nuovi ricchi vive al di fuori dell’area londinese e di quella del sud-est del Paese, la prova che le altre città britanniche stanno finalmente colmando il gap retributivo con la capitale. Ma c’è ancora molto da fare. Infatti, se il salario medio a Londra si attesta intorno alle 37mila sterline (50mila euro) l’anno, quello nel Galles non raggiunge la metà. E se a Londra il boom del prezzo del mattone ha contribuito all’aumento del numero dei milionari del 48 per cento negli ultimi cinque anni, portandoli a quota 191mila, questa cifra è ancora superiore al totale dei milionari di Scozia, Galles, Irlanda del nord e Inghilterra del Nord messi assieme. Dopo Londra, la città che ne conta più è Reading, nella contea di Berkshire, in quella regione sud-orientale che è la locomotiva economica del Regno Unito.
Tra i milionari di ultima data si contano anche i giovani imprenditori della “tech generation”, ossia coloro diventati ricchi in un batti baleno grazie a quell’insaziabile appetito di innovazioni digitali. Tra questi c’è Amelia Humfress, per esempio, che ha fondato la Steer.com per insegnare alla gente a farsi il proprio sito internet. La sua azienda ha solo due anni ma già macina benefici per 500mila sterline l’anno. Purtroppo i nuovi ricchi inglesi non sono generosi come i loro predecessori e la crescita del conto in banca non va più di pari passo con la beneficienza. L’Irlanda del nord, però, dove il salario medio raggiunge appena le 16mila sterline, è la regione più munifica del Regno, con donazioni di vario genere, sia alla chiesa sia alle ong, che ammontano al doppio di quelle del resto del Paese.