ROMA - Renzi dovrebbe convocare Marchionne per chiedere conto delle conseguenze che una fusione con Gm avrebbe per l'Italia. Massimo Mucchetti, giornalista e presidente della commissione Attività produttive del Senato, si dice preoccupato per gli effetti italiani del merger.
Senatore Mucchetti, a chi conviene una fusione tra Fiat e Gm?
"Partiamo dai numeri. Gm vale in Borsa il triplo di Fca. E guadagna il quadruplo. Ha cassa netta largamente positiva, mentre Fca è il più indebitato tra i grandi gruppi automobilistici. Infine Gm spende in ricerca e sviluppo una percentuale dei ricavi doppia rispetto a Fca. Capisco dunque l'interesse dei soci Fca per una fusione a valori correnti. Non sono sicuro che questo sia anche l'interesse dell'azienda Fiat e, soprattutto, dell'Italia".
Perché Marchionne insiste a cercare l'alleanza?
"Teme la saturazione del mercato Usa, che ha sostenuto Fca e rilanciato Gm e Ford. Il boom Usa durerà ancora un anno, un anno e mezzo. E poi? La ripresa europea, ammesso che tenga, porterà poco. Il Brasile è fermo. La Cina rallenta. Marchionne propone a Gm un enorme taglio dei costi per aumentare i margini del 20%. Sceglie Gm perché è una public company e gestisce molti marchi; spera che il mercato finanziario si ingolosisca e costringa alle nozze un management che non ne ravvisa l'interesse".
Per quale motivo la preoccupano le conseguenze italiane di una possibile alleanza?
"In Europa Gm vuol dire Opel. E Opel è un marchio generalista come Fiat. Chi taglierà che cosa e dove?".
Anche oggi che Fca ha scelto di puntare sui modelli premium?
"Opel ha già investito sui nuovi modelli rinnovandoli. Fca ha appena cominciato. Gm è più avanti nella sfida ecologica. Di fronte a queste ripetute esternazioni, il presidente del Consiglio dovrebbe invitare Marchionne a Palazzo Chigi e chiedergli quali saranno le conseguenze per l'Italia, così da potersi regolare".
Lei crede che Fca possa lanciare un'opa ostile su Gm?
"La vedo dura, anche se la piccola Olivetti riuscì a scalare Telecom Italia. Fca potrebbe procedere carta contro carta, ma con un premio che diluirebbe pesantemente i suoi azionisti, Exor compresa, ovvero per contanti, ma dovrebbe aggiungere debito a debito sperando di rifinanziarsi con la cassa di Gm. Ma anche a Detroit sanno fare i conti... Mi pare che, più che comprare, Fca desideri essere comprata. In teoria, Gm avrebbe i mezzi per comparsi Fca".
Marchionne sostiene di aver ricevuto anche altre offerte di alleanza. Da chi?
"Non lo so. FCA non ha soldi, le occasioni come Chrysler sono rare. Certo, Volkswagen non ha mai nascosto il suo interesse per l'Alfa Romeo. Una grande casa di consulenza tedesca ha ipotizzato addirittura l'acquisizione dell'intera FCA da parte di Volkswagen. Ma oggi per Marchionne sarebbe inaccettabile. E anche in questo caso il governo dovrebbe vigilare e fare politica industriale costruendo le condizioni per avere una pluralità di produttori più che una concentrazione. L'Automotive italiano non può vivere di sola Fca
Senatore Mucchetti, a chi conviene una fusione tra Fiat e Gm?
"Partiamo dai numeri. Gm vale in Borsa il triplo di Fca. E guadagna il quadruplo. Ha cassa netta largamente positiva, mentre Fca è il più indebitato tra i grandi gruppi automobilistici. Infine Gm spende in ricerca e sviluppo una percentuale dei ricavi doppia rispetto a Fca. Capisco dunque l'interesse dei soci Fca per una fusione a valori correnti. Non sono sicuro che questo sia anche l'interesse dell'azienda Fiat e, soprattutto, dell'Italia".
Perché Marchionne insiste a cercare l'alleanza?
"Teme la saturazione del mercato Usa, che ha sostenuto Fca e rilanciato Gm e Ford. Il boom Usa durerà ancora un anno, un anno e mezzo. E poi? La ripresa europea, ammesso che tenga, porterà poco. Il Brasile è fermo. La Cina rallenta. Marchionne propone a Gm un enorme taglio dei costi per aumentare i margini del 20%. Sceglie Gm perché è una public company e gestisce molti marchi; spera che il mercato finanziario si ingolosisca e costringa alle nozze un management che non ne ravvisa l'interesse".
Per quale motivo la preoccupano le conseguenze italiane di una possibile alleanza?
"In Europa Gm vuol dire Opel. E Opel è un marchio generalista come Fiat. Chi taglierà che cosa e dove?".
Anche oggi che Fca ha scelto di puntare sui modelli premium?
"Opel ha già investito sui nuovi modelli rinnovandoli. Fca ha appena cominciato. Gm è più avanti nella sfida ecologica. Di fronte a queste ripetute esternazioni, il presidente del Consiglio dovrebbe invitare Marchionne a Palazzo Chigi e chiedergli quali saranno le conseguenze per l'Italia, così da potersi regolare".
Lei crede che Fca possa lanciare un'opa ostile su Gm?
"La vedo dura, anche se la piccola Olivetti riuscì a scalare Telecom Italia. Fca potrebbe procedere carta contro carta, ma con un premio che diluirebbe pesantemente i suoi azionisti, Exor compresa, ovvero per contanti, ma dovrebbe aggiungere debito a debito sperando di rifinanziarsi con la cassa di Gm. Ma anche a Detroit sanno fare i conti... Mi pare che, più che comprare, Fca desideri essere comprata. In teoria, Gm avrebbe i mezzi per comparsi Fca".
Marchionne sostiene di aver ricevuto anche altre offerte di alleanza. Da chi?
"Non lo so. FCA non ha soldi, le occasioni come Chrysler sono rare. Certo, Volkswagen non ha mai nascosto il suo interesse per l'Alfa Romeo. Una grande casa di consulenza tedesca ha ipotizzato addirittura l'acquisizione dell'intera FCA da parte di Volkswagen. Ma oggi per Marchionne sarebbe inaccettabile. E anche in questo caso il governo dovrebbe vigilare e fare politica industriale costruendo le condizioni per avere una pluralità di produttori più che una concentrazione. L'Automotive italiano non può vivere di sola Fca