CERNOBBIO - Ottimismo sulla crescita del fatturato e dell'occupazione, ma la Cina rappresenta una grande incognita. Sono le sensazioni che emergono dalla platea di Cernobbio, dove è iniziato il tradizionale appuntamento del primo fine settimana di settembre: la tre giorni organizzata dal Workshop Ambrosetti. C'è chi lo vede come un appuntamento importante per capire gli scenari dei prossimi anni e le sfide da affrontare soprattutto in chiave economica. E chi come un appuntamento in cui è necessario non mancare. Per ascoltare opinioni di esperti di vari settori, rigorosamente a porte chiuse. E' anche una passerella per i nomi di punta dell'economia e (in parte) della politica italiana. Matteo Renzi che l'anno scorso non venne preferendo visitare una fabbrica ed essere così - disse lui - essere dove si lavora e non dove si chiacchiera, quest'anno ci sarà.
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Quanto alle indagini sulle previsioni dei manager, oltre il 70% degli imprenditori riuniti sul lago di Como vede il 2015 come uno anno decisamente migliore di quello che lo ha preceduto. Alle domande col televoto durante la sessione del forum dedicata al quadro economico, il 71,3% indica di prevedere una crescita del fatturato della proprio impresa di oltre il 10% (36,9%) o inferiore al 10% (34,6%). Nella passata edizione la percentuali si fermava al 55,6%. Il 53,5% degli imprenditori presenti pensa poi di assumere (era solo il 31,5% nel 2014): l'11% aumenterà l'organico di oltre il 10%, il 42,5% di meno del 10 per cento.
I protagonisti del Forum
E' la Cina invece la fonte di maggior timore per i manager e gli economisti: un altro sondaggio, realizzato nel panel sulla sicurezza globale, dice che il colosso asiatico è "l'area di crisi che può avere maggior impatto sul business" per il 36,2% dei partecipanti. Alla stessa domanda che prevedeva al massimo due risposte il 25,2% ha segnalato la 'frenata di alcuni mercati emergenti', il 15,8% la 'crisi russo ucraina'. Seguono 'Isis/fondamentalismo islamico' (7,9%), 'instabilità in Medio Oriente' (5,5%), 'migranti verso Occidente' (+3,9%). Nessun paura infine per il 4,7 per cento.
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Quanto alle indagini sulle previsioni dei manager, oltre il 70% degli imprenditori riuniti sul lago di Como vede il 2015 come uno anno decisamente migliore di quello che lo ha preceduto. Alle domande col televoto durante la sessione del forum dedicata al quadro economico, il 71,3% indica di prevedere una crescita del fatturato della proprio impresa di oltre il 10% (36,9%) o inferiore al 10% (34,6%). Nella passata edizione la percentuali si fermava al 55,6%. Il 53,5% degli imprenditori presenti pensa poi di assumere (era solo il 31,5% nel 2014): l'11% aumenterà l'organico di oltre il 10%, il 42,5% di meno del 10 per cento.
I protagonisti del Forum
E' la Cina invece la fonte di maggior timore per i manager e gli economisti: un altro sondaggio, realizzato nel panel sulla sicurezza globale, dice che il colosso asiatico è "l'area di crisi che può avere maggior impatto sul business" per il 36,2% dei partecipanti. Alla stessa domanda che prevedeva al massimo due risposte il 25,2% ha segnalato la 'frenata di alcuni mercati emergenti', il 15,8% la 'crisi russo ucraina'. Seguono 'Isis/fondamentalismo islamico' (7,9%), 'instabilità in Medio Oriente' (5,5%), 'migranti verso Occidente' (+3,9%). Nessun paura infine per il 4,7 per cento.
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