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Russia, la banca centrale rivede al ribasso il Pil

I banchieri centrali russi aggiustano le previsioni sull'economia del Paese che peggiorerà più del previsto. Anche l'inflazione salirà più velocemente. Continua la fuga dei capitali dal Paese

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MILANO - La banca centrale russa ha lasciato, come previsto, i tassi di interesse fermi all'11%. La Banca centrale russa ha mantenuto fermo il costo del denaro, dopo una serie di cinque tagli consecutivi. La decisione è in linea con le attese di mercato. A inizio anno i tassi in Russia erano pari al 17 per cento per contrastare la forte svalutazione del rublo.

A far desistere l'istituto da un abbassamento del costo del denaro è proprio la corsa dell'inflazione, salita ad agosto al 15,8%. La banca centrale confida comunque che l'inflazione torni al 7% entro il settembre del prossimo anno nonostante la debolezza dell'economia russa che, secondo le previsioni dell'istituto, nel 2015 subirà una contrazione tra il 3,9% e il 4,4%. La frenata prevista è una drastica revisione al ribasso rispetto alle previsioni dello scorso giugno, quando il Pil russo per l'anno in corso era stimato in calo del 3,2%.
L'inflazione invece raggiungerà il 12-13%. E anche questa è una stima meno ottimista rispetto a quella precedente del 10,8%. L'inflazione - secondo Mosca - dovrebbe attestarsi attorno al 7-9% nel 2016 e al 4% nel 2017. Migliora invece la fuga dei capitali: si attesterà attorno agli 85 miliardi di dollari, secondo il governatore della banca centrale russa, Elvira Nabiullina contro la stima precedente di 93 miliardi di dollari.