Economia

Cgia, senza Tasi e Imu le tasse sul patrimonio giù del 10% a 44 miliardi

La scelta del governo di tagliare l'imposizione sugli immobili interrompe un percorso di crescita della pressione sul patrimonio che - salvo eccezioni - dura da un quarto di secolo: dai 10 miliardi di gettito del 1990 si è arrivati agli attuali 48,6 miliardi. Gli strappi al rialzo maggiori si sono visti per entrare e restare nell'euro, con i governi Amato e Monti. Proprio Imu e Tasi valgono da sole mezzo gettito, ma l'anno prossimo è previsto uno sconto del 10%

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MILANO - L'annuncio estivo di Matteo Renzi di tagliare le tasse sulla prima casa è stato seguito da riflessioni di economisti e istituzioni sull'opportunità o meno di agire su un'imposta di tipo patrimoniale, piuttosto che andare subito a cercare di tagliare il costo del lavoro o il cuneo sulle attività produttive. Da Bruxelles alla Corte dei Conti, tutti ricordano che proprio l'incidenza del fisco sul patrimonio è quella meno avversa alla crescita economica, che viceversa è zavorrata da tasse sul lavoro e sulle imprese. Ed è per questo che non sono mancate le critiche agli annunci del governo, che spera di agire - come accaduto con il bonus Irpef - sui consumi (oltre che sugli elettori).

Con l'abolizione della Tasi attesa nella prossima stabilità si andrà ad interrompere una tendenza degli ultimi lustri, cioè dello spostamento del carico fiscale verso il patrimonio. A ribadire il concetto sono oggi i calcoli della Cgia di Mestre, secondo la quale l'anno scorso le imposte patrimoniali sono costate agli italiani la cifra record di 48,6 miliardi di euro. Negli ultimi 25 anni, la loro incidenza sul Pil è raddoppiata, mentre in termini assoluti il gettito è aumentato di quasi 5 volte. Secondo l'associazione degli artigiani, se quest'anno si attende un gettito stabile, dal 2016 dovremmo registrare una decisa inversione di tendenza: "Se il governo confermerà l’abolizione delle tasse che gravano sulla prima casa, dell’Imu agricola e quella sugli imbullonati  – commenta Paolo Zabeo – nel 2016 dovremmo risparmiare 4,6 miliardi di euro: vale a dire uno sconto che sfiora il 10 per cento".

La ricognizione riguarda una quindicina di 'patrimoniali', anche se "le due imposte che gravano sulle abitazioni e sugli immobili strumentali, ovvero Tasi e Imu, garantiscono oltre la metà del gettito complessivo. L’anno scorso, ad esempio, per onorare questi due tributi famiglie, imprese e lavoratori autonomi hanno versato ben 24,7 miliardi di euro", spiega ancora Zabeo. Le imposte patrimoniali sono quelle che di fatto gravano sulla ricchezza posseduta dalle persone in un determinato momento. La ricchezza è intesa in senso ampio e comprende i beni immobili (case, terreni), i beni mobili (auto, moto, aeromobili, imbarcazioni), gli investimenti finanziari e altro.
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I dati storici ricostruiti in grafico mostrano due 'strappi' che hanno radici nel rapporto tra l'Italia e l'europa: è il caso del balzo del 1992, sul quale influì anche il prelievo forzoso dai c/c deciso in una notte dal governo Amato, che a conti fatti permise al Belpaese di entrare nella moneta unica. In quel frangente, le tasse patrimoniali salirono da 11,7 a oltre 20 miliardi di euro, per un'incidenza sul Pil schizzata dall'1,5 al 2,5%. Di nuovo, nel 2012 è stato necessario il 'Salva Italia' perché - a detta di molti falchi - il Belpaese ci rimanesse nella moneta unica e allora si è messo nuovamente mano ai patrimoni, dalle case (Imu) alle auto di lusso, con il governo Monti. Quell'anno, l'imposizione patrimoniale è cresciuta del 43% sul 2011, di 13,7 miliardi di euro (nel 2008 era stata abolita l'Ici). Venendo quindi all'ultimo assetto, in attesa della prossima Finanziaria, le imposte più pesanti per le tasche degli italiani sono l’Imu/Tasi: nel 2014 hanno garantito alle casse dello Stato e dei Comuni ben 24,7 miliardi di euro. Seguono l’imposta di bollo (7,9 miliardi di euro), il bollo auto (6,1 miliardi di euro) e l’imposta di registro (4,6 miliardi di euro).
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  2010 2011 2012 2013 2014
Il gettito delle imposte patrimoniali in Italia (milioni euro)
Imposta di registro e sostitutiva 5.652 5.334 4.490 4.324 4.692
Imposta di bollo 5.310 5.292 5.063 6.843 7.972
Imposta ipotecaria 2.071 2.112 1.854 1.841 1.692
Diritti catastali 965 983 843 794 607
Ici/Imu/Tasi 9.663 9.848 23.942 20.729 24.728
Bollo auto 5.801 5.923 6.032 5.737 6.103
Canone su telecomunicazioni e Rai Tv 1.698 1.722 1.757 1.776 1.702
Imposta su transazioni finanziarie 0 0 0 260 401
Imposta sul patrimonio netto imprese 2 2 2 2 0
Imposta su secretazione capitali scudati 0 0 880 835 139
Imposta sulle successioni e donazioni 483 510 592 622 617
Imposta straordinaria sugli immobili 0 0 0 0 0
Imposta straordinaria sui depositi 0 0 0 0 0
Imposta sui beni di lusso 0 0 0 0 0
Totale 31.645 31.726 45.455 43.763 48.653
Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati ISTAT e Mef