MILANO - L'ora decisiva per la Federal Reserve, attesa da settimane da mercati e analisti, si avvicina: giovedì 17 settembre la Banca centrale degli Stati Uniti comunicherà la sua decisione sui tassi d'interesse, che dal 2006 ad oggi non sono mai stati mossi al rialzo nella lunga lotta per sconfiggere la recessione e supportare la crescita economica. Ora che gli Usa mostrano continuamente segnali di vigore, con il mercato del lavoro che procede a gonfie vele, l'economia è per molti pronta a scontare una graduale normalizzazione della politica economica. Ma la locomotiva mondiale è troppo isolata: le turbolenze finanziarie diffuese dalla Cina, la cui economia è in rallentamento, la lentezza della ripresa europea e il fiato corto dei mercati emergenti suggeriscono cautela al presidente Janet Yellen. Anche la Banca mondiale ha chiesto espressamente pazienza nell'inasprire la politica monetaria, preoccupata dagli scossoni possibili sui mercati emergenti: per anni, il denaro a costo zero è stato spostato dagli investitori speculativi in quelle parti del mondo (le uniche a offrire rendimenti per loro accettabili) e ora un segnale di stretta da parte della Fed rischia di accelerare il deflusso di capitali, diretti verso porti più sicuri.
All'interno del Fomc, il direttivo della Fed, il dibattito sembra ancora apertissimo, con numerosi membri che insistono per effettuare comunque un rialzo di fatto già "prezzato" dagli investitori. Per avere un'idea dell'ultimo periodo di volatilità, si può leggere un report di Goldman Sachs secondo il quale le recenti turbolenze di mercato hanno generato un effetto sui listini, sul valutario e sul prezzo dei bond pari a tre aumenti di tassi da parte della Federal Reserve. L'analisi dei Fed Funds, i future che indicano l'aspettativa sui cambi di politica monetaria, accredita il 28% di possibilità di un innalzamento dei tassi a settembre, mentre si sale oltre il 50% per il meeting di novembre. In ogni caso, si aspettano piccoli passi con il passaggio dall'attuale livello dello 0-0,25% al 0,25-0,5%. Le possibilità di un intervento immediato sono un po' più elevate secondo un recente sondaggio condotto dal Wall Street Journal: il 46% degli intervistati si aspetta una stretta nel mese in corso, comunque in netto calo rispetto all'82% di inizio agosto. Il 9,5% del campione prevede che il costo del denaro sia alzato a ottobre contro il 3% di un mese fa. Il 35% anticipa un rialzo dei tassi a dicembre contro il 13% dell'inizio del mese scorso. Un altro 9,5% prevede che il governatore Yellen aspetti fino al 2016, in aumento dal 2% emerso dal precedente sondaggio.
L'attesa per la Fed non è l'unico catalizzatore di una settimana densa di appuntamenti: prima sarà infatti la Banca centrale del Giappone ad ampliare verosimilmente la sua politica già espansiva e domenica prossima la Grecia è chiamata alle urne per votare il nuovo governo: la sfida di Alexis Tsipras è riuscire a costruire una maggioranza più solida rispetto a quella che si è spaccata nel momento di approvare il terzo piano di salvataggio con la Ue, ma i recenti sondaggi vedono la 'vecchia' Syriza indebolita. In Italia, intanto, continua il cantiere della Legge di Stabilità, con il governo chiamato ad aggiornare le previsioni del Documento di economia e finanza: si attende una revisione al rialzo della stima di crescita dallo 0,7% attuale. Ecco i principali eventi della settimana.
Lunedì 14 settembre. L'Istat rende noti i dati dei prezzi al consumo relativi ad agosto, mentre Eurostat comunica i dati sulla produzione industriale di luglio nell'Eurozona. Prima, dal Giappone arrivano i dati sulla produzione industriale.
Martedì 15 settembre. L'Istat comunica i dati sugli indicatori del lavoro nelle imprese relativi al secondo trimestre, da Eurosat arrivano i dati sull'occupazione nella zona della moneta unica nel secondo trimestre. Acea presenta i dati relativi ai mesi di luglio e agosto sulle immatricolazioni di autovetture in Europa. Occhio all'andamento dei prezzi in Francia e Regno Unito, mentre in Germania si guarda all'indice Zew sulla fiducia delle imprese. Dagli Usa si attendono le vendite al dettaglio, l'andamento della manifattura nello Stato di New York e la produzione industriale. La Banca centrale del Giappone (BoJ) comunica le sue decisioni di politica monetaria.
Mercoledì 16 settembre. Attesa per l'andamento dei prezzi nell'Eurozona, mentre dal Regno Unito arrivano i dati sulla disoccupazione. Negli Usa, dove comincia il meeting della Federal Reserve, si guarda a inflazione e richieste di mutui.
Giovedì 17 settembre. Il Fomc, il braccio operativo della Fed, annuncia la decisione sui tassi. Prima si guarda alla bilancia commerciale in Giappone ed Italia, ma anche al bollettino economico della Bce. Nel Regno Unito attenzione sulle vendite al dettaglio, negli Usa su bilancia delle partite correnti, nuove costruzioni e richieste di sussidi per la disoccupazione.
Venerdì 18 settembre. L'Italia pubblica i dati sulla bilancia delle partite correnti, gli Usa l'indice principale dell'economia.
All'interno del Fomc, il direttivo della Fed, il dibattito sembra ancora apertissimo, con numerosi membri che insistono per effettuare comunque un rialzo di fatto già "prezzato" dagli investitori. Per avere un'idea dell'ultimo periodo di volatilità, si può leggere un report di Goldman Sachs secondo il quale le recenti turbolenze di mercato hanno generato un effetto sui listini, sul valutario e sul prezzo dei bond pari a tre aumenti di tassi da parte della Federal Reserve. L'analisi dei Fed Funds, i future che indicano l'aspettativa sui cambi di politica monetaria, accredita il 28% di possibilità di un innalzamento dei tassi a settembre, mentre si sale oltre il 50% per il meeting di novembre. In ogni caso, si aspettano piccoli passi con il passaggio dall'attuale livello dello 0-0,25% al 0,25-0,5%. Le possibilità di un intervento immediato sono un po' più elevate secondo un recente sondaggio condotto dal Wall Street Journal: il 46% degli intervistati si aspetta una stretta nel mese in corso, comunque in netto calo rispetto all'82% di inizio agosto. Il 9,5% del campione prevede che il costo del denaro sia alzato a ottobre contro il 3% di un mese fa. Il 35% anticipa un rialzo dei tassi a dicembre contro il 13% dell'inizio del mese scorso. Un altro 9,5% prevede che il governatore Yellen aspetti fino al 2016, in aumento dal 2% emerso dal precedente sondaggio.
L'attesa per la Fed non è l'unico catalizzatore di una settimana densa di appuntamenti: prima sarà infatti la Banca centrale del Giappone ad ampliare verosimilmente la sua politica già espansiva e domenica prossima la Grecia è chiamata alle urne per votare il nuovo governo: la sfida di Alexis Tsipras è riuscire a costruire una maggioranza più solida rispetto a quella che si è spaccata nel momento di approvare il terzo piano di salvataggio con la Ue, ma i recenti sondaggi vedono la 'vecchia' Syriza indebolita. In Italia, intanto, continua il cantiere della Legge di Stabilità, con il governo chiamato ad aggiornare le previsioni del Documento di economia e finanza: si attende una revisione al rialzo della stima di crescita dallo 0,7% attuale. Ecco i principali eventi della settimana.
Lunedì 14 settembre. L'Istat rende noti i dati dei prezzi al consumo relativi ad agosto, mentre Eurostat comunica i dati sulla produzione industriale di luglio nell'Eurozona. Prima, dal Giappone arrivano i dati sulla produzione industriale.
Martedì 15 settembre. L'Istat comunica i dati sugli indicatori del lavoro nelle imprese relativi al secondo trimestre, da Eurosat arrivano i dati sull'occupazione nella zona della moneta unica nel secondo trimestre. Acea presenta i dati relativi ai mesi di luglio e agosto sulle immatricolazioni di autovetture in Europa. Occhio all'andamento dei prezzi in Francia e Regno Unito, mentre in Germania si guarda all'indice Zew sulla fiducia delle imprese. Dagli Usa si attendono le vendite al dettaglio, l'andamento della manifattura nello Stato di New York e la produzione industriale. La Banca centrale del Giappone (BoJ) comunica le sue decisioni di politica monetaria.
Mercoledì 16 settembre. Attesa per l'andamento dei prezzi nell'Eurozona, mentre dal Regno Unito arrivano i dati sulla disoccupazione. Negli Usa, dove comincia il meeting della Federal Reserve, si guarda a inflazione e richieste di mutui.
Giovedì 17 settembre. Il Fomc, il braccio operativo della Fed, annuncia la decisione sui tassi. Prima si guarda alla bilancia commerciale in Giappone ed Italia, ma anche al bollettino economico della Bce. Nel Regno Unito attenzione sulle vendite al dettaglio, negli Usa su bilancia delle partite correnti, nuove costruzioni e richieste di sussidi per la disoccupazione.
Venerdì 18 settembre. L'Italia pubblica i dati sulla bilancia delle partite correnti, gli Usa l'indice principale dell'economia.