Economia

Grecia, Tsipras chiude la campagna elettorale: "Syriza è la sinistra utile al Paese"

Migliaia in piazza Syntagma ad Atene per il comizio conclusivo di Tsipras (reuters)
In vista del voto di domenica il premier dimissionario si appella ai giovani e promette che la lotta per cambiare l'Europa continuerà. Toni concilianti nei confronti di Pasok e Potami, possibili alleati se non otterrà la maggioranza
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ATENE - Non è più la piazza di gennaio e nemmeno quella di luglio. Un po' perché il palco da dove parlava Alexis Tsipras è stato spostato al lato opposto di piazza Syntagma, senza più il Parlamento alle spalle. Un po' perché l'entusiasmo e l'epica dello scontro frontale contro l'Europa dell'austerità hanno lasciato lo spazio al pragmatismo di un memorandum che, in caso di vittoria, andrà comunque applicato - dopo averlo firmato.

Non a caso nel suo comizio di chiusura prima delle elezioni di domenica il premier uscente (e dimissionario) ha rivolto un accorato appello ai giovani ("È normale volere tutto e subito, ma gli eroi sono quelli che continuano a lottare") e agli elettori di sinistra delusi ("Noi siamo la sinistra utile al Paese, per uscire dal fango occorre sporcarsi le mani").

Gli altri due fronti del discorso finale sono stati l'Europa per un lato e lo scontro interno tra vecchio e nuovo dall'altro. Prima del suo intervento sul palco è arrivata l'Internazionale del soccorso rosso, con gli esponenti della Linke tedesca, del Front de Gauche francese, gli spagnoli di Podemos (dall'Italia: nessuno). Il più osannato è stato Pablo Iglesias: "Tsipras si è battuto come un leone per la sua patria. Ma da solo un leone non basta". E giù applausi dopo il suo "hasta la victoria siempre" finale con pugno chiuso d'ordinanza.
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"La piccola Grecia per sette mesi ha riempito le prime pagine di tutto il mondo. Abbiamo sollevato le contraddizioni dell'Europa. Ora aspettiamo il cambio di governo in Portogallo, Spagna e Irlanda, non saremo più soli", è l'augurio di Tsipras. Quanto al memorandum, "chi poteva negoziare meglio di noi? E chi potrà farlo in futuro?". Fondi per gli investimenti e la promessa di aprire una discussione sulla riduzione del debito il risultato portato a casa, ha spiegato: "La lotta non finisce qui, abbiamo altri quattro anni di tempo per fare le riforme che servono per rendere più giusta la Grecia; e per unire le forze con la sinistra, i progressisti e i verdi europei e cambiare l'Europa".

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Sul fronte greco, invece, attacco a testa bassa contro la destra di Nuova Democrazia e i neofascisti di Alba Dorata. Considerati il vecchio della corruzione e i fomentatori della paura verso gli ultimi. Ma nessuna citazione negativa nei confronti di Pasok e Potami, possibili futuri alleati se Syriza vincerà senza ottenere la maggioranza: "Mi rivolgo alle forze progressiste e democratiche, combattere il neoliberismo insieme è possibile".

Non è stato tutto rose e fiori negli scorsi mesi di governo, ha ammesso indirettamente il leader di Syriza, ma "l'importante non è se cadi o no, piuttosto se ti rialzi e continui a combattere per il popolo. Questa è la sinistra che serve, quella che non scappa di fronte alle responsabilità". Se la Grecia sarà pronta a fidarsi di nuovo, lo si saprà tra non molto.
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