Groupon annuncia 1.100 licenziamenti: il 9,3% della forza lavoro
Il gruppo procede alla ristrutturazione, da inizio anno il titolo ha perso oltre il 45% del valore in Borsa. Il mercato dei coupon mostra segnali di stanchezza
MILANO - L'annunciato cambio di strategia di Groupon non porta frutti. Il sito di coupon si prepara a tagliare 1.100 posti di lavoro a livello globale, circa il 9,3% della forza lavoro complessiva, nell'ambito dell'annunciata ristrutturazione delle attività internazionali. Come si legge nella documentazione presentata alle autorità di regolamentazione gli esuberi dovrebbero essere completati entro settembre 2016. I tagli potranno provocare oneri fino a 35 milioni di dollari, di cui tra 22 e 24 milioni saranno iscritti a bilancio nel terzo trimestre.
"Sostanzialmente tutti gli oneri al lordo delle tasse saranno pagati in contante e si riferiscono a liquidazioni e indennizzi dei dipendenti", si legge nei documenti. La società ritiene che i risparmi sui costi saranno "irrilevanti nel 2015", mentre saranno più significativi negli anni successivi. Le somme risparmiate saranno reinvestite nelle attività del gruppo.
Groupon…
"Sostanzialmente tutti gli oneri al lordo delle tasse saranno pagati in contante e si riferiscono a liquidazioni e indennizzi dei dipendenti", si legge nei documenti. La società ritiene che i risparmi sui costi saranno "irrilevanti nel 2015", mentre saranno più significativi negli anni successivi. Le somme risparmiate saranno reinvestite nelle attività del gruppo.
Groupon…
MILANO - L'annunciato cambio di strategia di Groupon non porta frutti. Il sito di coupon si prepara a tagliare 1.100 posti di lavoro a livello globale, circa il 9,3% della forza lavoro complessiva, nell'ambito dell'annunciata ristrutturazione delle attività internazionali. Come si legge nella documentazione presentata alle autorità di regolamentazione gli esuberi dovrebbero essere completati entro settembre 2016. I tagli potranno provocare oneri fino a 35 milioni di dollari, di cui tra 22 e 24 milioni saranno iscritti a bilancio nel terzo trimestre.
"Sostanzialmente tutti gli oneri al lordo delle tasse saranno pagati in contante e si riferiscono a liquidazioni e indennizzi dei dipendenti", si legge nei documenti. La società ritiene che i risparmi sui costi saranno "irrilevanti nel 2015", mentre saranno più significativi negli anni successivi. Le somme risparmiate saranno reinvestite nelle attività del gruppo.
Groupon ha chiuso l'ultimo trimestre con profitti per 109,1 milioni di dollari, 16 centesimi per azione, contro il rosso da 22,9 milioni, -3 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, l'utile è stato di 2 centesimi per azione, uno in meno rispetto alle previsioni. Il fatturato è salito del 3,1% a 738,4 milioni, meno dei 740,3 milioni attesi dagli analisti. Le vendite nordamericane, circa due terzi del totale, sono salite del 14%, mentre quelle in Europa, Medio Oriente e Asia sono aumentate del 9,3%. Gli utenti attivi, ovvero quelli che hanno comprato almeno un coupon negli ultimi dodici mesi, sono aumentati del 6%.
Tuttavia dal momento della quotazione, alla fine del 2011, Groupon ha inanellato una serie lunghissima di perdite trimestrali portando il titolo a calare dai 26 dollari della quotazione agli attuali 4,2: a dimostrazione che il mercato non crede - almeno nell'immediato - in una ripresa del settore dei coupon. Da inizio anno le quotazioni a Wall Street sono calate del 45%, mentre il Nasdaq, dove il titolo viene scambiato, si muove intorno alla parità.
"Sostanzialmente tutti gli oneri al lordo delle tasse saranno pagati in contante e si riferiscono a liquidazioni e indennizzi dei dipendenti", si legge nei documenti. La società ritiene che i risparmi sui costi saranno "irrilevanti nel 2015", mentre saranno più significativi negli anni successivi. Le somme risparmiate saranno reinvestite nelle attività del gruppo.
Groupon ha chiuso l'ultimo trimestre con profitti per 109,1 milioni di dollari, 16 centesimi per azione, contro il rosso da 22,9 milioni, -3 centesimi per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso. Escludendo le voci straordinarie, l'utile è stato di 2 centesimi per azione, uno in meno rispetto alle previsioni. Il fatturato è salito del 3,1% a 738,4 milioni, meno dei 740,3 milioni attesi dagli analisti. Le vendite nordamericane, circa due terzi del totale, sono salite del 14%, mentre quelle in Europa, Medio Oriente e Asia sono aumentate del 9,3%. Gli utenti attivi, ovvero quelli che hanno comprato almeno un coupon negli ultimi dodici mesi, sono aumentati del 6%.
Tuttavia dal momento della quotazione, alla fine del 2011, Groupon ha inanellato una serie lunghissima di perdite trimestrali portando il titolo a calare dai 26 dollari della quotazione agli attuali 4,2: a dimostrazione che il mercato non crede - almeno nell'immediato - in una ripresa del settore dei coupon. Da inizio anno le quotazioni a Wall Street sono calate del 45%, mentre il Nasdaq, dove il titolo viene scambiato, si muove intorno alla parità.