Economia

Dismaland, quando l'arte va a braccetto dell'economia

Il parco divertimenti di Banksy chiude i battenti lasciando in eredità a Weston-super-Mare un indotto da 20 milioni di sterline e alberghi sempre pieni
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MILANO - Quando l'arte va a braccetto con l'economia a festeggiare sono anche i sobborghi più remoti. E' il caso di Dismaland il parco divertimenti progettato Banksy, lo street artist anticapitalista più famoso e misterioso d'Inghilterra, che ha chiuso i battenti domenica scorsa dopo 5 settimane di spettacoli e divertimenti. "La festa di arte, divertimento e introduzione all'anarchia", così come era stata definita dai suoi stessi creatori che avevano scelto un'area abbandonata sulla spiaggia di Weston-super-Mare, ha chiuso lasciando in dote al piccolo borgo 20 milioni di sterline.
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Non male per un luogo che si presentava come una parodia dark dei noti parchi a temi della Disney, non a caso i simboli della creazione di Banksy sono un castello delle fiabe in rovina e una sirenetta trasfigurata. E poi scheletri a bordo di autoscontro, carrozze di principesse rovesciate e tante altre installazioni ideate per l'occasione da oltre 50 artisti tra cui Damien Hirst, Jenny Holzer e Jimmy Cauty.

Abbastanza perché nelle ultime cinque settimane oltre 150mila persone decidessero di visitare il parco, ma soprattutto hanno speso in città molto più di quello che gli esperti si aspettavano. A beneficiarne sono stati soprattutto hotel e bed&breakfast che solitamente a settembre restano mezzi vuoti. Grazie a Dismaland, invece, non è rimasto vuoto neppure un letto. A cascata hanno guadagnato anche ristoranti e bar e perfino le ferrovie locali che hanno incrementato il numero di passeggeri trasportati. Non male per quella che era nata come una "fiera dell'anarchia" sulla spiaggia che Banksy frequentava da ragazzino.