MILANO - L'inflazione verso quota zero spinge il potere d'acquisto delle famiglie: il reddito in termini reali, nel secondo trimestre del 2015 risulta in aumento dello 0,2% sul trimestre precedente e dell'1,1% su base annua. Lo rileva l'Istat, registrando una crescita del reddito in valori correnti dello 0,5% a livello congiunturale, che diventa un +1,3% nel confronto annuo. Anche la spesa delle famiglie per consumi finali, in valori correnti, è aumentata dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% su anno.
Insomma l'Istat conferma quanto anticipato dall'ultimo Salary Budget Planning Study di Towers Watson secondo cui dopo anni in cui gli aumenti degli stipendi sono stati pari o inferiori al livello dell'inflazione, nel 2015 i lavoratori italiani beneficeranno di una crescita degli stipendi in termini reali: secondo lo studio - che riguarda solo le aziende del settore privato - lo stipendio medio italiano è cresciuto del 2,5% che unito alla bassa inflazione annuale del 0,4%, porterà quindi a una crescita in termini reali degli stipendi che non si registrava da anni.
Insomma l'Istat conferma quanto anticipato dall'ultimo Salary Budget Planning Study di Towers Watson secondo cui dopo anni in cui gli aumenti degli stipendi sono stati pari o inferiori al livello dell'inflazione, nel 2015 i lavoratori italiani beneficeranno di una crescita degli stipendi in termini reali: secondo lo studio - che riguarda solo le aziende del settore privato - lo stipendio medio italiano è cresciuto del 2,5% che unito alla bassa inflazione annuale del 0,4%, porterà quindi a una crescita in termini reali degli stipendi che non si registrava da anni.