MILANO - Accelerano le richieste di adesione alla "voluntary disclosure" per il rientro dei capitali dall'estero. Le domani arrivate all'agenzia delle entrate sono già oltre 60 mila rivela il direttore Rossella Orlandi: "Abbiamo superato quota 60mila, avevamo stimato di arrivare grosso modo a settembre a questi numeri e infatti ci siamo arrivati. Ciò che viene dopo è ancora un qualcosa del tutto incerto". Nel frattempo la commissione Finanze del Senato sta avviando l'iter del decreto legge che proroga i termini per l'adesione al 30 novembre.
Martedì, infatti, Palazzo Chigi ha deciso di portare il termine per l'adesione alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei patrimoni detenuti all'estero dal 30 settembre 2015 al 30 novembre 2015. L'integrazione dell'istanza e la documentazione, invece, potranno essere presentate entro il 30 dicembre 2015.
"La proroga, in presenza di un numero molto elevato di richieste di adesione pendenti, risponde all'esigenza di riconoscere più tempo per completare gli adempimenti previsti, tenuto conto delle problematiche di recepimento della necessaria documentazione, anche in ragione del fatto che l'acquisizione richiede il coinvolgimento di soggetti esteri. Inoltre, è previsto anche per coloro che abbiano già presentato l'istanza entro la data di entrata in vigore del presente decreto, la possibilità di produrre i relativi documenti entro il 30 dicembre 2015".
Il giorno stesso, a Otto e Mezzo, Orlandi aveva parlato di stime di gettito dall'operazione: "Quando si parla di stime facciamo delle ipotesi e anche se è tutto da verificare non credo che alla fine le somme saranno particolarmente lontane da 3 miliardi". E ancora: "A ieri sera abbiamo elaborato 45 mila domande di voluntary disclosure" che con la proroga al 30 novembre potrebbero diventare "70-80 mila". L'ultimo dato, agli inizi di settembre, era per circa 14mila domande.
A questo proposito i tecnici del Parlamento in audizione sulla nota di aggiornamento del Def ricordano che nel documento viende indicata alla voce delle entrate una tantum "la stima del gettito previsto per l'emersione dei capitali detenuti all'estero (voluntary disclosure) che risulta pari a 671 milioni nel 2015 e a 18 milioni nel 2016".
Martedì, infatti, Palazzo Chigi ha deciso di portare il termine per l'adesione alla procedura di collaborazione volontaria per la regolarizzazione dei patrimoni detenuti all'estero dal 30 settembre 2015 al 30 novembre 2015. L'integrazione dell'istanza e la documentazione, invece, potranno essere presentate entro il 30 dicembre 2015.
"La proroga, in presenza di un numero molto elevato di richieste di adesione pendenti, risponde all'esigenza di riconoscere più tempo per completare gli adempimenti previsti, tenuto conto delle problematiche di recepimento della necessaria documentazione, anche in ragione del fatto che l'acquisizione richiede il coinvolgimento di soggetti esteri. Inoltre, è previsto anche per coloro che abbiano già presentato l'istanza entro la data di entrata in vigore del presente decreto, la possibilità di produrre i relativi documenti entro il 30 dicembre 2015".
Il giorno stesso, a Otto e Mezzo, Orlandi aveva parlato di stime di gettito dall'operazione: "Quando si parla di stime facciamo delle ipotesi e anche se è tutto da verificare non credo che alla fine le somme saranno particolarmente lontane da 3 miliardi". E ancora: "A ieri sera abbiamo elaborato 45 mila domande di voluntary disclosure" che con la proroga al 30 novembre potrebbero diventare "70-80 mila". L'ultimo dato, agli inizi di settembre, era per circa 14mila domande.
A questo proposito i tecnici del Parlamento in audizione sulla nota di aggiornamento del Def ricordano che nel documento viende indicata alla voce delle entrate una tantum "la stima del gettito previsto per l'emersione dei capitali detenuti all'estero (voluntary disclosure) che risulta pari a 671 milioni nel 2015 e a 18 milioni nel 2016".