LIMA - A pochi giorni dalla legge di stabilità, il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan lancia da Lima un messaggio che suona così: "Tagliare le tasse sulla prima casa ha un effetto positivo sulla fiducia e sui comportamenti". E lo fa nonostante un alto funzionario del Fondo monetario, Jorg Decressin, del dipartimento europeo, sostiene che una moderata tassazione sulle proprietà degli immobili è "in genere, qualcosa di buono da avere". "Io non la penso così", risponde il ministro. "Perché in Italia l'80% dei cittadini vive in una casa di proprietà. Secondo me e secondo il governo, l'eliminazione dell'Imu ha anche un effetto positivo sulla fiducia e questo è un elemento importante in una fase di ripresa dell'economia".
Ripresa ancora incerta, peraltro. Non a caso il vertice dell'Imfc, il braccio politico del Fmi, scrive nel suo comunicato finale che la crescita globale "continua" ma "è modesta e incerta" e i rischi prospettici "sono aumentati" per via del rallenty dei paesi emergenti. Mario Draghi, numero uno della Bce, ripete che l'Eurotower è "pronta ad agire, se necessario", dando più liquidità . Ma la politica monetaria "non può fare tutto", avverte. Ha anche incontrato la titolare della Fed, Janet Yellen per un confronto tra le due economie: "La ripresa Usa si è rafforzata, quella Europea è molto, molto graduale".
Padoan parla durante una conferenza stampa congiunta con il governatore della banca d'Italia, Ignazio Visco. Sulla legge di stabilità non vuole anticipare nulla salvo il fatto che conterrà "diverse misure" in tema di tassazione, non solo quelle sulla prima casa. Visco si sofferma invece sulla questione delle "sofferenze" bancarie che gravano sui bilanci degli istituti , impediscono la concessione del credito e sono quindi un intoppo per la ripresa. Fornisce i dati italiani: 350 miliardi di crediti incagliati, 200 di sofferenze. "Dobbiamo liberare questa componente per poter finanziare un consolidamento della ripresa".
A Visco sta a cuore anche la questione della Popolare di Vicenza su cui ci sono "due o tre cose che posso dire", essendo l'istituto sotto inchiesta. E cioè che la Banca d'Italia ha collaborato "fin dall'inizio" con la magistratura; che via Nazionale "è stata chiamata in causa più volte, e spesso sulla base di presupposti erronei, sbagliati, equivoci veri e propri"; che la Vigilanza è stata attiva "da sempre"; che è stato sollecitato un cambiamento nella governance con misure di rafforzamento patrimoniale, secondo i requisiti Bce. A Lima c'è pure il presidente del consiglio di gestione di Banca Intesa Gian Maria Gross Pietro secondo cui il caso della Popolare non è "una minaccia sistemica".
Ripresa ancora incerta, peraltro. Non a caso il vertice dell'Imfc, il braccio politico del Fmi, scrive nel suo comunicato finale che la crescita globale "continua" ma "è modesta e incerta" e i rischi prospettici "sono aumentati" per via del rallenty dei paesi emergenti. Mario Draghi, numero uno della Bce, ripete che l'Eurotower è "pronta ad agire, se necessario", dando più liquidità . Ma la politica monetaria "non può fare tutto", avverte. Ha anche incontrato la titolare della Fed, Janet Yellen per un confronto tra le due economie: "La ripresa Usa si è rafforzata, quella Europea è molto, molto graduale".
Padoan parla durante una conferenza stampa congiunta con il governatore della banca d'Italia, Ignazio Visco. Sulla legge di stabilità non vuole anticipare nulla salvo il fatto che conterrà "diverse misure" in tema di tassazione, non solo quelle sulla prima casa. Visco si sofferma invece sulla questione delle "sofferenze" bancarie che gravano sui bilanci degli istituti , impediscono la concessione del credito e sono quindi un intoppo per la ripresa. Fornisce i dati italiani: 350 miliardi di crediti incagliati, 200 di sofferenze. "Dobbiamo liberare questa componente per poter finanziare un consolidamento della ripresa".
A Visco sta a cuore anche la questione della Popolare di Vicenza su cui ci sono "due o tre cose che posso dire", essendo l'istituto sotto inchiesta. E cioè che la Banca d'Italia ha collaborato "fin dall'inizio" con la magistratura; che via Nazionale "è stata chiamata in causa più volte, e spesso sulla base di presupposti erronei, sbagliati, equivoci veri e propri"; che la Vigilanza è stata attiva "da sempre"; che è stato sollecitato un cambiamento nella governance con misure di rafforzamento patrimoniale, secondo i requisiti Bce. A Lima c'è pure il presidente del consiglio di gestione di Banca Intesa Gian Maria Gross Pietro secondo cui il caso della Popolare non è "una minaccia sistemica".