Economia

La Svizzera processa Falciani: rivelò nomi evasori fiscali

L'ex informatico di Hsbc tra il 2006 e il 2008 ricopiò su cd-rom i dati di una montagna di clienti della banca, ben 106.682 secondo una stima attendibile, consegnandoli alle autorità transalpine. Nella sua rete finì anche il banchiere Emilio Botin (Banco Santander)

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MILANO - Il processo svizzero a Hervé Falciani, l'ex tecnico informatico di Hsbc accusato di spionaggio economico, si è aperto oggi, ma è già stato aggiornato al prossimo due novembre perché l'imputato - che si definisce un informatore, una talpa del sistema - non si è presentato per non essere arrestato. La procura generale Svizzera accusa Falciani di sottrazione di documenti, violazione del servizio commerciale e bancario per aver "copiato i dati del suo datore di lavore", la Hsbc di Ginevra, e inseguito averli "resi disponibili per aziende private a organismi pubblici di diversi paesi", tra cui le autorità fiscali francesi. 

Insomma la Confederazione elvetica mette alla sbarra l'uomo che, con le sue rivelazioni, è stato indubbiamente uno degli affossatori del segreto bancario. Il processo è in programma a Bellinzona, dove ha sede il Tribunale Penale Federale. Il 42enne Falciani tra il 2006 e il 2008 ricopiò su cd-rom i dati di una montagna di clienti della banca, ben 106.682 secondo una stima attendibile, consegnandoli alle autorità transalpine.

Nei guai finirono francesi, italiani, spagnoli, belgi, tedeschi e argentini, tutti con un tesoretto nascosto, improvvisamente finito nelle mani del Fisco. "Falciani - scrive nel suo atto d'accusa la Procura Federale svizzera - ha violato il codice di diligenza della banca, raccogliendo i profili di molti clienti, per poi trarne profitto". In sostanza li avrebbe ceduti, dietro compenso, dapprima ai francesi, che poi li hanno trasmessi agli altri paesi di appartenenza degli evasori.

Quanto abbia guadagnato l'ex-informatico dall'operazione rimane un mistero. A un certo punto è circolata la cifra di un migliaio di euro per nominativo ma, al riguardo, non ci sono conferme. Fatto sta che, da allora, Falciani fa la bella vita, tanto che, nell'estate del 2012, venne arrestato a Barcellona, dov'era giunto a bordo di uno yacht. Su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale, emesso da Berna, cui la Spagna non diede seguito.

Anche perché, grazie al cd-rom dell'ex-dipendente della Hsbc, era riuscita a recuperare un sacco di quattrini evasi da propri contribuenti. Lo stesso dicasi per il Regno Unito, che ha incamerato oltre 150 milioni di imposte non pagate. "L'agire era quello di una banda organizzata", ha puntato il dito contro la banca Hsbc la magistratura francese, che ha accertato 5 miliardi di euro di evasione. Intanto Hervé Falciani, che in Svizzera rischia una condanna a parecchi anni di carcere, ma che è escluso si presenti al processo di Bellinzona, dà di sé l'immagine del cavaliere senza macchia. "Lottare contro la corruzione - ha dichiarato di recente al quotidiano francese La Croix - mi ha procurato un sacco di fastidi, compensati dalla convinzione di aver compiuto il mio dovere di cittadino".

In assenza di Falciani, quindi, i giudici hanno deciso di rinviare l'udienza: se anche a novembre non si presenterà in tribunale, il processo proseguirà in contumacia. Tra i ricchi contribuenti accusati di aver frodato il fisco dopo essere caduti nella rete dell'informatico, ci sono Arlette Ricci, 73 anni, ereditiera dei profumi Nina Ricci, il banchiere Emilio Botin che è stato condannato a pagare 299 milioni di euro al fisco spagnolo.