Economia

Renzi sugli scontrini: "Il tempo sarà galantuomo"

Il premier risponde così sull'indagine avviata dalla Corte dei Conti della Toscana sulle sue spese da sindaco di Firenze. I Cinque Stelle: "Il premier venga a riferire in Parlamento"

1 minuti di lettura
MILANO -  "Il tempo è galantuomo". Risponde così il premier Matteo Renzi a Rtl 102.5 sulla vicenda che riguarda le sue spese quando era sindaco di Firenze e sulla quale la Corte dei Conti toscana ha aperto un'indagine: "Massimo rispetto per il potere giudiziario. Dico solo che alla fine il tempo è galantuomo. Lì per lì mi sono molto arrabbiato perché non sta né in cielo né in terra. Però poi ti rendi conto che è talmente evidente che si tratta di questioni assurde che stai alle regole del gioco. Leggo anche di mio padre, che non ha mai avuto un problema con la giustizia... L''importante è avere la coscienza pulitissima".

La Corte di Conti ha infatti aperto un'indagine esplorative sulle spese di rappresentanza sostenute da Palazzo Vecchio quando il premier era sindaco, dal giugno 2009 al febbraio 2014. La procura si muove sulla scia delle dichiarazioni di un ristoratore che ha raccontato di aver fatturato pranzi e cene di Renzi sindaco direttamente al Comune. Un'indagine simile era stata aperta sulle spese di Renzi presidente della Provincia, ma sono state tutte archiviate: l'unico fronte aperto riguarda 600 euro spesi con la carta di credito senza giustificativi.

Palazzo Chigi ha smentito qualunque addebito spiegando che sono tutte spese documentate, sul sito del comune di Firenze, però, le spese parlando di pranzi e colazioni istituzionali senza entrare nel dettaglio. Tuttavia il Renzi sindaco non aveva la carta di credito del Comune e ogni spesa doveva essere autorizzata dal dirigente. Il deputato del M5S Alessandro Di Battista chiede che Renzi "invece di dare lezioni a destra e sinistra risponda ora, proprio come ha fatto Marino annunciando le sue dimissioni, delle spese sostenute con i soldi dei cittadini. Renzi risponda nel merito e lo faccia in Parlamento!"