ROMA - La legge di Stabilità approvata in poco meno di due ore dal Consiglio dei ministri e trasmessa alla Commissione europea che esprimerà il suo giudizio il mese prossimo, registra già le prime reazioni, espresse sia dai sindacati che dai politici. A iniziare dal deputato Pd Stefano Fassina che accosta la manovra a una mossa berlusconiana: "I contenuti veri del Disegno di Legge di Stabilità saranno chiari soltanto quando verrà presentato al Senato. Per ora, dietro i fuochi d'artificio del Governo, i titoli noti rendono evidente il fine elettorale, giocato su maggiore iniquità sociale e altri colpi al welfare. L'Italia ha urgente necessità di un piano per il lavoro. Arriva invece una manovra senza impatto espansivo, attenta agli interessi più forti. Una manovra berlusconiana per segno elettorale e sociale". E giudica "immorale stanziare poche centinaia di milioni contro la povertà e regalare circa 2 miliardi ogni anno alle abitazioni milionarie con l'eliminazione della Tasi per tutti e la rinuncia alla riforma del Catasto. È immorale sostenere il riciclaggio con l'innalzamento della soglia per l'utilizzo del contante a 3000 euro e tagliare ancora 2 miliardi a una Sanità pubblica segnata dalla spesa pro-capite più bassa dell'euro-zona. È inaccettabile - continua- lo stanziamento indicato per i contratti del pubblico impiego e l'assenza di un intervento generale di flessibilità sul pensionamento a fronte della previsione di sgravi generalizzati sui profitti delle grandi imprese. È paradossale applicare la clausola degli investimenti e tagliare gli investimenti, dimenticando il Sud, condannato a un impoverimento sempre più drammatico".
Viceversa per Matteo Mauri, esponente della nuova corrente della minoranza dem 'dialogante' Sinistra è Cambiamento, "c'è tanta Sinistra in questa manova. Siamo convinti che l'impianto della Legge di Stabilità vada nella giusta direzione perchè gli interventi principali rispondono bene alla necessità di tenere insieme crescita ed equità sociale".
I sindacati invece sono divisi sull'impatto che la Legge avrà sull'economia reale. La Cgil stronca la manovra: "Attendiamo di conoscere il testo del disegno di Legge di Stabilità per poter esprimere un giudizio compiuto, ma dalle parole del premier e dalle slide della conferenza stampa emerge un Paese con quattro segni meno. Meno libertà per i lavoratori: sul fronte delle pensioni non c'è flessibilità e senza flessibilità in uscita ci sono ancora meno possibilità per i giovani di entrare nel mondo del lavoro. Meno lotta all'evasione e all'illegalità: l'innalzamento della soglia dell'utilizzo del contante favorisce l'evasione e l'elusione fiscale, l'economia sommersa, il lavoro nero e la corruzione. Meno sanità: si continua nella politica di disinvestimento nella sanità pubblica. Il fondo passa dai 109 miliardi di un anno fa ai 110 di oggi, il miliardo in più non copre neppure gli indici di adeguamento del fondo previsti dall'invecchiamento della popolazione, e i nove milioni di persone che già oggi non riescono a curarsi faranno sempre più fatica. Meno valore al lavoro e meno salario: 300 milioni stanziati per il rinnovo del contratto dei lavoratori del pubblico impiego equivalgono a 7,80 euro lordi al mese per i prossimi tre anni". Infine la Cgil pone anche "una questione di trasparenza: dobbiamo commentare, ancora una volta, parole e slide, senza conoscere i testi che sono stati secretati". Per Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici della Cgil "la beffa ulteriore è che con un aumento di un centinaio di euro lordi pro capite all'anno, il dipendente che già beneficia del bonus degli 80 euro potrebbe splafonare la soglia di reddito annuo che gli consente di riceverlo".
Soddisfatta la Cisl per la decisione assunta dal Consiglio dei ministri "di cancellare dal 2016 Irap e Imu agricola" commenta Luigi Sbarra, Segretario Confederale Cisl e Commissario Nazionale Fai-Cisl. "La decisione di alleggerire il carico fiscale su dipendenti e imprese agricole va ora difesa in Parlamento e collegata a una serie di altre iniziative che formino un patto per lo sviluppo del lavoro agricolo, le parti sociali hanno la responsabilità di intensificare la collaborazione, di valorizzare bilateralità e contrattazione per elevare gli standard di competitività e di tutela". Una scelta, ha spiegato anche il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, dettata dalla necessità di "tutelare il reddito degli agricoltori, tagliare le tasse sui fattori produttivi e favorire il rilancio immediato degli investimenti. Le misure messe a punto ci consentono di investire oltre 800 milioni di euro nel settore agricolo, segnando così una delle azioni più forti che si siano mai fatte negli anni a sostegno del settore primario".
Ma resta negativa l'opinione della Cisl sul lavoro pubblico: "È del tutto insufficiente la risposta per i contratti del pubblico impiego, lavoratori che aspettano il contratto da sei o sette anni: non si può immaginare un aumento lordo da dieci, quindici euro al mese" ha detto il leader Cisl, Annamaria Furlan, al Gr1 Rai: "È assolutamente insufficiente, bisogna trovare risorse per dare una risposta dignitosa".
Tutte balle gli annunci del premier per il M5s. "La nuova legge di stabilità parla di un'Italia con il segno più. Più slogan, più annunci, più balle" scrive su Facebook il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, membro del direttorio M5S. "Niente abolizione Legge Fornero. Niente Reddito di Cittadinanza. Niente aiuti alle imprese ma solo annunci per il 2017. Niente soldi alla sanità e 2 miliardi in meno rispetto all'invecchiamento della popolazione". Rincarano la dose i gruppi parlamentari M5s: "Padoan non ha trovato i soldi per le
sparate propagandistiche di Renzi. Ed era inevitabile. Il taglio Ires tanto sbandierato non c'è più, la spending review è ridotta al lumicino e tutte le altre maggiori coperture, dalle briciole Ue sul deficit al rientro dei capitali, sono solo "una tantum", mentre nel 2017 abbiamo 26 miliardi di clausole di salvaguardia che diventano un macigno sempre più grande. E' così che si rendono strutturali le riduzioni fiscali? Per ammissione dello stesso Renzi stiamo parlando di un testo che non esiste. Cosa manda stasera in Europa? le slide-tweet? un governo che non sa tagliare gli sprechi, che continua a fare terra bruciata intorno ai commissari e sub-commissari alla spending, che non rilancia gli investimenti riesce in realtà soltanto a massacrare ancora la sanità. In pratica, gli italiani l'anno prossimo non pagheranno forse le tasse sulla prima casa ma dovranno pagarsi profumatamente medicine ed esami diagnostici".
Parla di imitazione di Berlusconi anche il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto: "Renzi per la legge di stabilità lancia l'hashtag Italia col segno più, ma c'è un'Italia che ha ancora il segno meno: meno risorse sulla sanità - 4 miliardi rispetto al patto per la salute, meno risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, meno equità sulla prima casa - perché si fanno parti uguali tra diseguali, meno flessibilità per i lavoratori sull'uscita dal ciclo lavorativo, meno lotta all'evasione fiscale con l'innalzamento dell'uso del contante a 3000 euro. Ma soprattutto nessun programma di rilancio degli investimenti pubblici, visto che i soldi verranno messi sulla cancellazione della Tasi per tutti. Un'operazione dal sapore elettorale che imita il miglior Silvio Berlusconi. Con questa legge di stabilità ci sarà un'Italia che avrà di più, quella più forte, e ci sarà un'Italia che avrà di meno, quella che nel corso degli ultimi anni ha pagato di più".
Spara a zero Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "Renzi ha fatto una televendita, meglio di Wanna Marchi. Ha dato tutto a tutti, non ha dato una sola indicazione di coperture. Questo è un atteggiamento irresponsabile e spudorato". Mara Carfagna, portavoce degli Azzurri alla Camera al Tg1 commenta la riduzione delle tasse sulla casa: "E' solo lo specchietto per le allodole utilizzato da Renzi con la consueta furbizia e spregiudicatezza. Il resto della manovra è finanziato in deficit, mancano coperture certe e soprattutto manca la parte più importante ovvero una vera e drastica riduzione della spesa pubblica improduttiva. Come sempre la mancanza di serietà è la cifra di questo governo".
Viceversa per Matteo Mauri, esponente della nuova corrente della minoranza dem 'dialogante' Sinistra è Cambiamento, "c'è tanta Sinistra in questa manova. Siamo convinti che l'impianto della Legge di Stabilità vada nella giusta direzione perchè gli interventi principali rispondono bene alla necessità di tenere insieme crescita ed equità sociale".
I sindacati invece sono divisi sull'impatto che la Legge avrà sull'economia reale. La Cgil stronca la manovra: "Attendiamo di conoscere il testo del disegno di Legge di Stabilità per poter esprimere un giudizio compiuto, ma dalle parole del premier e dalle slide della conferenza stampa emerge un Paese con quattro segni meno. Meno libertà per i lavoratori: sul fronte delle pensioni non c'è flessibilità e senza flessibilità in uscita ci sono ancora meno possibilità per i giovani di entrare nel mondo del lavoro. Meno lotta all'evasione e all'illegalità: l'innalzamento della soglia dell'utilizzo del contante favorisce l'evasione e l'elusione fiscale, l'economia sommersa, il lavoro nero e la corruzione. Meno sanità: si continua nella politica di disinvestimento nella sanità pubblica. Il fondo passa dai 109 miliardi di un anno fa ai 110 di oggi, il miliardo in più non copre neppure gli indici di adeguamento del fondo previsti dall'invecchiamento della popolazione, e i nove milioni di persone che già oggi non riescono a curarsi faranno sempre più fatica. Meno valore al lavoro e meno salario: 300 milioni stanziati per il rinnovo del contratto dei lavoratori del pubblico impiego equivalgono a 7,80 euro lordi al mese per i prossimi tre anni". Infine la Cgil pone anche "una questione di trasparenza: dobbiamo commentare, ancora una volta, parole e slide, senza conoscere i testi che sono stati secretati". Per Michele Gentile, responsabile dei settori pubblici della Cgil "la beffa ulteriore è che con un aumento di un centinaio di euro lordi pro capite all'anno, il dipendente che già beneficia del bonus degli 80 euro potrebbe splafonare la soglia di reddito annuo che gli consente di riceverlo".
Soddisfatta la Cisl per la decisione assunta dal Consiglio dei ministri "di cancellare dal 2016 Irap e Imu agricola" commenta Luigi Sbarra, Segretario Confederale Cisl e Commissario Nazionale Fai-Cisl. "La decisione di alleggerire il carico fiscale su dipendenti e imprese agricole va ora difesa in Parlamento e collegata a una serie di altre iniziative che formino un patto per lo sviluppo del lavoro agricolo, le parti sociali hanno la responsabilità di intensificare la collaborazione, di valorizzare bilateralità e contrattazione per elevare gli standard di competitività e di tutela". Una scelta, ha spiegato anche il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, dettata dalla necessità di "tutelare il reddito degli agricoltori, tagliare le tasse sui fattori produttivi e favorire il rilancio immediato degli investimenti. Le misure messe a punto ci consentono di investire oltre 800 milioni di euro nel settore agricolo, segnando così una delle azioni più forti che si siano mai fatte negli anni a sostegno del settore primario".
Ma resta negativa l'opinione della Cisl sul lavoro pubblico: "È del tutto insufficiente la risposta per i contratti del pubblico impiego, lavoratori che aspettano il contratto da sei o sette anni: non si può immaginare un aumento lordo da dieci, quindici euro al mese" ha detto il leader Cisl, Annamaria Furlan, al Gr1 Rai: "È assolutamente insufficiente, bisogna trovare risorse per dare una risposta dignitosa".
Tutte balle gli annunci del premier per il M5s. "La nuova legge di stabilità parla di un'Italia con il segno più. Più slogan, più annunci, più balle" scrive su Facebook il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, membro del direttorio M5S. "Niente abolizione Legge Fornero. Niente Reddito di Cittadinanza. Niente aiuti alle imprese ma solo annunci per il 2017. Niente soldi alla sanità e 2 miliardi in meno rispetto all'invecchiamento della popolazione". Rincarano la dose i gruppi parlamentari M5s: "Padoan non ha trovato i soldi per le
sparate propagandistiche di Renzi. Ed era inevitabile. Il taglio Ires tanto sbandierato non c'è più, la spending review è ridotta al lumicino e tutte le altre maggiori coperture, dalle briciole Ue sul deficit al rientro dei capitali, sono solo "una tantum", mentre nel 2017 abbiamo 26 miliardi di clausole di salvaguardia che diventano un macigno sempre più grande. E' così che si rendono strutturali le riduzioni fiscali? Per ammissione dello stesso Renzi stiamo parlando di un testo che non esiste. Cosa manda stasera in Europa? le slide-tweet? un governo che non sa tagliare gli sprechi, che continua a fare terra bruciata intorno ai commissari e sub-commissari alla spending, che non rilancia gli investimenti riesce in realtà soltanto a massacrare ancora la sanità. In pratica, gli italiani l'anno prossimo non pagheranno forse le tasse sulla prima casa ma dovranno pagarsi profumatamente medicine ed esami diagnostici".
Parla di imitazione di Berlusconi anche il capogruppo di Sel a Montecitorio Arturo Scotto: "Renzi per la legge di stabilità lancia l'hashtag Italia col segno più, ma c'è un'Italia che ha ancora il segno meno: meno risorse sulla sanità - 4 miliardi rispetto al patto per la salute, meno risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, meno equità sulla prima casa - perché si fanno parti uguali tra diseguali, meno flessibilità per i lavoratori sull'uscita dal ciclo lavorativo, meno lotta all'evasione fiscale con l'innalzamento dell'uso del contante a 3000 euro. Ma soprattutto nessun programma di rilancio degli investimenti pubblici, visto che i soldi verranno messi sulla cancellazione della Tasi per tutti. Un'operazione dal sapore elettorale che imita il miglior Silvio Berlusconi. Con questa legge di stabilità ci sarà un'Italia che avrà di più, quella più forte, e ci sarà un'Italia che avrà di meno, quella che nel corso degli ultimi anni ha pagato di più".
Spara a zero Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: "Renzi ha fatto una televendita, meglio di Wanna Marchi. Ha dato tutto a tutti, non ha dato una sola indicazione di coperture. Questo è un atteggiamento irresponsabile e spudorato". Mara Carfagna, portavoce degli Azzurri alla Camera al Tg1 commenta la riduzione delle tasse sulla casa: "E' solo lo specchietto per le allodole utilizzato da Renzi con la consueta furbizia e spregiudicatezza. Il resto della manovra è finanziato in deficit, mancano coperture certe e soprattutto manca la parte più importante ovvero una vera e drastica riduzione della spesa pubblica improduttiva. Come sempre la mancanza di serietà è la cifra di questo governo".