Economia

Intesa, 500 milioni per le filiali innovative

Presentato a Milano il nuovo "concept" di sportello, che dialoga con il web. L'obiettivo è di rinnovarne mille in tre anni. Messina: "L'Italia può diventare una delle economie più forti d'Europa". Il top manager ha aggiunto che nei primi dieci mesi dell'anno sono già stati erogati 32 miliardi di prestiti a medio-lungo termine

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MILANO - Intesa Sanpaolo investe 500 milioni di euro per ammodernare nell'arco di tre anni mille filiali del gruppo. E' quanto emerso nel corso di una conferenza stampa dedicata al nuovo concept di agenzia, avviato con la sede di Milano in Piazza Cordusio. L'istituto sta ripensando il modo di interagire con la clientela. "Le filiali
di Intesa Sanpaolo saranno ridotte a 3.300 già nel 2016, in anticipo rispetto al piano che prevedeva questo risultato nel 2017", ha sottolineato il responsabile dell'area sales e marketing della Banca dei territori, Stefano Barrese. Nel 2013 gli sportelli erano 4.100 del 2013. Ora la banca si è fissata come obiettivo di ristrutturare 50 agenzie entro la fine di quest'anno, per arrivare a quota 200 nel 2016 e a mille nel 2017.

Il nuovo format è centrato sull'idea della filiale come "hub" dell'economia reale, luogo di dialogo, incontro, comunicazione e lavoro. Prevede quindi che la filiale coniughi la digitalizzazione e relazione fisica col cliente. "Io non credo che il futuro sia la banca digitale, credo che il futuro sia la filiale e il web vada ad aggiungersi", ha sottolineato l'a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, presentando il nuovo concept dell'agenzia bancaria.  "Nei primi 10 mesi del 2015 abbiamo già erogato oltre 32 miliardi di nuovo credito a medio e lungo termine", ha aggiunto ancora, sottolineando il ruolo di Intesa come banca dell'economia reale. La banca si era data come obiettivo per l'intero anno 37 miliardi di credito erogato, ma "è molto ragionevole che questi numeri vengano superati", ha spiegato Messina.

Parlando poi della situazione del paese, Messina ha fatto professione di ottimismo: "Sono convinto che l'Italia possa diventare una delle economie più forti d'Europa", mentre ha confermato l'obiettivo di uscire da tutte le partecipazioni non strategiche nell'arco di piano (al 2018). Compresa la partecipazione in Rcs: "E' una delle 300-400mila aziende a cui abbiamo affidato prestiti per cui non mi preoccupo più di quanto non mi preoccupi di tutte le altre aziende".