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Quanto piace Draghi alle Borse: le sue parole valgono il +11,8% su Piazza Affari

(afp)
Dal discorso di Londra in poi, il governatore della Bce ha utilizzato le conferenze stampa e le apparizioni pubbliche per alimentare o cercare di dare una risposta alle aspettative dei mercati. L'analisi di Prometeia: sui listini dell'Eurozona le sue parole sono state pesate con un +8%
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MILANO - In principio fu il "whatever it takes". Con quelle parole, che esprimevano il concetto "faremo qualunque cosa sia necessaria per salvare l'euro", rafforzate con un "credetemi, sarà abbastanza", Mario Draghi ha importato in Europa il modo di fare politica monetaria della Fed: quello del verbo, delle guidelines. Con i suoi discorsi, sia in sede di board a Francoforte che in altre, più rare, apparizioni ufficiali, il governatore ha saputo domare le attese dei mercati e alimentare le loro aspettative generando un effetto positivo sui listini quantificabile in un +8% di extra-rendimento sulle Borse europee, che nel caso di Piazza Affari diventa addirittura un +11,8%. Gli annunci e le frasi ben soppesate sono un leit motiv della Fed, dopo che le tradizionali armi di politica monetaria come i tassi e il quantitaive easing hanno già espletato i loro effetti. E Draghi, di scuola Goldman Sachs, ha avuto la forza di seguire l'es…
MILANO - In principio fu il "whatever it takes". Con quelle parole, che esprimevano il concetto "faremo qualunque cosa sia necessaria per salvare l'euro", rafforzate con un "credetemi, sarà abbastanza", Mario Draghi ha importato in Europa il modo di fare politica monetaria della Fed: quello del verbo, delle guidelines. Con i suoi discorsi, sia in sede di board a Francoforte che in altre, più rare, apparizioni ufficiali, il governatore ha saputo domare le attese dei mercati e alimentare le loro aspettative generando un effetto positivo sui listini quantificabile in un +8% di extra-rendimento sulle Borse europee, che nel caso di Piazza Affari diventa addirittura un +11,8%. Gli annunci e le frasi ben soppesate sono un leit motiv della Fed, dopo che le tradizionali armi di politica monetaria come i tassi e il quantitaive easing hanno già espletato i loro effetti. E Draghi, di scuola Goldman Sachs, ha avuto la forza di seguire l'esempio statunitense.

A fare il conto poi di quanto il governatore della Bce sia piaciuto alle Borse è stata la società di consulenza Prometeia, che ha guardato all'andamento dei rendimenti azionari nei giorni delle conferenze stampa del governatore a partire dal novembre 2011, quando si è insediato succedendo a Trichet. A quei giorni canonici sono stati aggiunti altri discorsi ufficiali, per un totale di 47 appuntamenti. La metodologia seguita è quella dell'event-study, con la quale si analizza l'andamento di una serie storica (i mercati finanziari) a ridosso di un avvenimento (le parole di Draghi). I ricercatori hanno isolato i "rendimenti anomali" degli indici per catturare l'impatto dei soli discorsi o delle decisioni annunciate, eliminando così le interferenze degli altri fattori - estranei alla politica monetaria -, che in quel periodo influivano sui mercati. Il tutto resta ovviamente inquadrato dalla cornice del calo degli spread, sul mercato obbligazionario, che ha portato l'Italia a emettere per la prima volta nella sua storia titoli di Stato a rendimento negativo: come accade in Germania, i risparmiatori pagano per sottoscrivere del debito tricolore.

GRAFICO. La reazione di Piazza Affari ai discorsi del governatore

Ebbene, nei 47 giorni considerati gli indici dell'Eurozona sono saliti del 21,7%, ma 8 punti percentuali di questa crescita sono rappresentati dalla "componente anomala" (le parole di Draghi), mentre la parte restante riguarda l'andamento del mercato globale. Su Piazza Affari l'influsso è stato ancor più forte: il guadagno complessivo del 23,8% si spiega quasi per la metà (11,8%) con l'effetto 'annuncio' del governatore. L'aiuto arrivato dalla Bce, però, non è bastato perché Milano superasse le altre performance: dalla fine di ottobre 2011 ad oggi, il Ftse Mib ha guadagnato il 45% circa, contro il +80% del Dax di Francoforte e il +55% di Parigi, mentre Madrid è rimasta indietro con un +20%. Milano si consola con la performance di quest'anno, sulla quale incide l'ultima arma giocata dalla Bce, il Quantitative easing: la crescita meneghina (+18% circa) non ha eguali.


L'analisi di Prometeia suggerisce - come è lecito attendersi - che le parole che hanno fatto partire con più consistenza gli ordini d'acquisto sono quelle legate all'anticipazione di misure espansive "non convenzionali", che non riguardassero cioè la semplice leva dei tassi d'interesse. Nei diciassette discorsi isolati su queste tematiche, infatti, la quota di rialzi degli indici azionari riconducibile alle "sorprese positive" rilasciate da Draghi sale: per l'indice italiano il guadagno balza al 24%, di cui il 16,5% va sotto il cappello di un 'effetto Draghi'. Per altro, l'abilità del governatore-oratore sta anche nell'aver disseminato gli indizi dell'azione Bce al di là dei momenti dell'effettivo lancio di programmi straordinari. Il 'whatever it takes' del luglio 2012 è la pietra miliare della sua politica, con un effetto 'anomalo' del +4% per il mercato azionario, ed era decontestualizzato rispetto ad annunci di cambi di politica monetaria. Già un event-study di Goldman Sachs, pubblicato dopo l'annuncio del programma d'acquisto di titoli di Stato dello scorso gennaio, sottolineava come le parole di Draghi non avessero scosso i mercati quanto ci si sarebbe potuti attendere, proprio perché era stato pre-annunciato abbondantemente.


La luna di miele del governatore con gli investitori non è stata comunque priva di traumi: ci sono stati (pochi) "effetti sorpresa negativi", tra i quali gli analisti annoverano il mancato annuncio del Quantitative easing del dicembre scorso o l'annuncio delle Ltro (le aste di liquidità a prezzi convenienti per le banche) del dicembre 2011. L'ultima fiammata è arrivata nel meeting della scorsa settimana, che ha portato i mercati Ue a guadagnare oltre il 2% sulla prospettiva di ampliare il Qe nel prossimo dicembre: allora si vedrà se Draghi riuscirà nuovamente a sorprendere tutti.