Economia

Le Borse Ue poco mosse. Pesa l'incertezza sulle mosse della Fed

(ap)
Gli investitori preferiscono non prendere posizione in attesa delle previsioni economiche della Commissione Ue e del rapporto Usa sul lavoro: se fosse positivo la Federal Reserve potrebbe anticipare il rialzo dei tassi a dicembre. Milano chiude in calo dello 0,1%
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MILANO - Le Borse del Vecchio continente si muovono fiacche in una seduta scarna di indicazioni di rilievo. Gli investitori preferiscono non prendere posizione in attesa degli appuntamenti più rilevanti della settimana. Domani dagli Stati Uniti arriveranno i nuovi occupati nel settore privato, che precedono il rapporto sull'occupazione che verrà diffuso venerdì pomeriggio dal Dipartimento del Lavoro. Se i dati saranno positivi, saliranno le probabilità di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nella riunione di dicembre: fino a pochi giorni fa pareva scontanto che la stretta monetaria slittasse a gennaio o addirittura a marzo, ma ieri le probabilità di un rialzo per fine anno sono salite al 47% dal 38% precedente alla diffusione del comunicato con cui, la Fed ha annunciato di lasciare invariato il costo del denaro, mercoledì scorso.

Nel mezzo - giovedì - sono in agenda le nuove previsioni economiche della Commissione europea: serviranno per capire a che punto sia arrivata la ripresa nel Vecchio continente. A preoccupare gli analisti è proprio la divaricazione tra Usa e Europa: i primi viaggiano a una velocità sostenuta, mentre gli ultimi ancora arrancano. Anche per questo alla stretta monetaria americana potrebbe far seguito un ulteriore allentamento monetario da parte della Bce. E proprio il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, è atteso a Milano giovedì per l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Cattolica (l'agenda dei mercati).

A Milano, Piazza Affari vive una giornata in altalena e alla fine, grazie al recupero innescato dall'andamento in rialzo del petrolio, chiude gli scambi in calo dello 0,1%. Incerti sul finale anche gli altri listini, seppur in recupero: Londra avanza dello 0,34%, Parigi sale dello 0,41% mentre Francoforte chiude invariata. Fiacca Wall Street dopo la buona seduta della vigilia: quando in Europa terminano gli scambi, il Dow Jones sale dello 0,3%, mentre il Nasdaq è invariato come l'S&P 500. Negli Usa, gli ordini industriali sono scesi dell'1% mensile a settembre, dopo il -2,1% di agosto, a causa del dollaro forte e del taglio delle spese nel settore energetico. Gli analisti si aspettavano una discesa dello 0,9%.

Soffre Volkswagen sulle indiscrezioni di allargamento a Porsche delle indagini americane, mentre Intesa Sanpaolo ha pubblicato conti con utili oltre le attese. L'euro torna a indebolirsi e a trattare poco sotto la soglia di 1,1 dollari (1,1016 ieri sera a New York) e a 132,7 yen. Stabile lo spread poco sotto quota 110 punti, mentre i Btp decennali sul mercato secondario rendono l'1,64%.

Con Tokyo chiusa per festività, le Borse asiatiche sono contrastate: Shanghai perde lo 0,25% a differenza di Hong Kong che sale dello 0,89%. In Spagna, intanto, il numero di disoccupati è cresciuto per il terzo mese consecutivo toccando 4,18 milioni. Lo riferisce il ministero del Lavoro di Madrid, sottolineando come "la disoccupazione salga sempre a ottobre" a causa della chiusura delle posizioni stagionali. Il tasso di disoccupazione, secondo i dati diffusi invece dall'Ufficio Nazionale di Statistica, è sceso al 21,1% dal 23,7% dell'anno precedente.

Sotto i riflettori il comparto bancario dopo che nel terzo trimestre Ubs, la maggiore banca svizzera, ha registrato un utile netto di 2,06 miliardi di franchi svizzeri (1,9 miliardi di euro), in aumento del 171% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso: il boom - superiore alle attese - è legato ai crediti di imposta.

Sul fronte delle materie prime, le quotazioni del petrolio sono in rialzo: alla chiusura dei mercati europei il Wti e il Brent guadagnano oltre 2 punti percentuali portandosi rispettivamente a 47,2 e quasi 50 dollari al barile. L'oro spot è debole a 1.124 dollari l'oncia.