Economia

Anas, via un manager su quattro in tre anni

Il neo presidente Gianni Armani ha spiegato in Parlamento il piano per rendere più efficiente la società e "ripulirla" dopo anni di scandali e inchieste. Pressioni sul Governo per l'autonomia finanziaria. Il contenzioso con le ditte è pari a 8,6 miliardi: "Abbiamo ragione nel 90% dei casi, ma troveremo soluzione"

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MILANO - Licenziare un dirigente su quattro nel giro di tre anni. Procedere a promozioni in base al merito e con "valutazioni oggettive anche con il confronto con i colleghi". Insistere con il governo per arrivare all'autonomia finanziaria, di cui non c'è traccia al momento in Legge di Stabilità. Ridurre il più possibile un contenzioso da brivido, oltre 8,6 miliardi, accumulato negli anni. Dopo l'ultimo scandalo che ha coinvolto Anas, con l'arresto per corruzione della dirigente soprannominata la "Dama Nera", il nuovo presidente della società, Gianni Armani (ex manager del gruppo Terna) si è presentato in audizione alla commissione Ambiente della Camera per illustrare il piano con cui sta cambiando l'organizzazione dell'azienda. Per migliorarne l'efficienza, ma anche per evitare il ripetersi di episodi di malaffare.

Il taglio dei dirigenti. Il primo passo per rivoltare l'Anas sarà quello di ridurre il numero dei dipendenti di primo livello della società. Perché, al di là delle inchieste giudiziarie in corso e del passato, i risultati economici non sono all'altezza del compito di una società che ha un compiro delicato cone la manutenzione di una delle reti di trasporto fondamentali per il paese. "Il mio obiettivo - ha detto Armani ai parlamentari - è far uscire 50 dirigenti in 3 anni, di cui 25 già quest'anno" su un totale di 196   "e non tutti saranno rimpiazzati". Sulla situazione che ha trovato con il suo arrivo, Armani non ha usato mezze misure. "Per me non è accettabile che qualcuno sia diventato dirigente facendo causa all'azienda - ha spiegato - perché un dirigente è l'azienda". Armani ha anche spiegato che in base alle recenti inchieste sono già state licenziate 3 persone e altre 5 sospese e "penso che i licenziati saranno di più".

Le nuove assunzioni. Dopo la prima fase di "pulizia" dei quadri aziendali", si procederà a nuove assunzioni. Armani ha sottolineato che sarà "fondamentale una selezione del personale con processi chiari, è una cosa che è mancata e ha permesso a personaggi di nessun valore di arrivare a ruoli chiave". Proprio per evitare questo, Armani ha rivelato come sia stata messa in campo una valutazione dei dirigenti che ha già coinvolto 50 dirigenti e che nel 2016 riguarderà altri 300 e servirà per decidere "chi va rimosso e chi ha valore per l'azienda".

Chi rema contro autonomia finanziaria? Fondamentale per evitare nuovi casi di corruzione e malagestione, sarà arrivare ad avere una automonia finanziaria, per non dipendere ogni anno dagli stanziamenti decisi dalla Legge di Stabilità. Armani ha già spiegato che la sua idea sarebbe qualla di ottenere una apposita voce per la manutenzione della rete alla pompa di benzina, con lo Stato che rinuncia a una quota delle accise. Ma nonostante l'appoggio politico da parte del ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio, in Legge di Stabilità non è stato inserito il provvedimento, se non in minima parte. Resistenza da parte della lobby delle società petrolifere che non vogliono accollarsi l'onere del trasferimento finanziario o dei funzionari governativi che vedrebbero ridursi il loro potere di intervento?

Armani non ha dato risposte inq uesto senso ma si è limitato a spiegare che "in legge di stabilità per ora non c'è nulla" sull'autonomia finanziaria e la tariffa stradale "ma credo che qualcosa ci possa essere, noi insisteremo". Poi ha aggiunto: "Credo che una soluzione di questo tipo vada trovata, poi sono aperto anche a altre forme, il Governo potrebbe definire anche delle fasi di avvicinamento". Per il momento in manovra "ci sono i fondi: 1,2 miliardi in più per Anas per il 2016 che tendono a 1,5 nel 2018".

Contenzioso da 8,6 miliardi.  Cancellare il passato di Anas nbon è possibile senza prendere in mano anche il capitolo contenziosi. Una grna da far tremare i polsi a qualsiasi manager, visto la cifra complessiva di cui si parla e l'intreccio perverso di ricorsi richieste da parte delle imprese. Alcune della quali, che magari si sono comportate correttamente, rischiano di chiudere o di licenziare personale se l'arretrato di trascina per troppi anni.  "Anas ha 8,6 miliardi di contenziosi
per lavori, lavorando con Anac, Corte dei Conti, avvocatura dello Stato e Consiglio superiori dei lavori pubblici per liberarne buon parte entro la prima metà dell'anno prossimo".

I contenziosi - ha spiegato ancora Armani - rendono Anas "una macchina burocraticamente ingolfata e quindi un'opportunità di corruzione che si concentra soprattutto nel post gara e nella gestione contratti che è ampiamente arbitraria". Una mole così ampia di contenziosi porta infatti a forti "file" per ricevere i pagamenti e "saltare questa fila ha un valore molto alto", ha spiegato Armani. "Noi volgiamo decidere caso per caso e pagare il giusto, così da eliminare queste situazioni, crediamo di avere ragione nel 90% dei casi ma risolvendoli potremmo sbloccare anche 1 miliardo" su cui potremmo avere torto "per questo settore in difficoltà".