Il piano del governo per il Sud: 95 miliardi di fondi fino al 2023
Palazzo Chigi pubblica le linee guida per affrontare i ritardi economici strutturali del Meridione. Rivendica di aver accelerato le spese sui Fondi Ue 2007-2013 e di aver già approvato la quasi totalità dei programmi del prossimo ciclo
MILANO - Un piano da 95 miliardi di euro, da qui al 2023, per il Mezzogiorno. E' il Masterplan per il Sud pubblicato da Palazzo Chigi sul sito internet del Governo. "Non sono le risorse che mancano", si legge nelle linee guida che fanno riferimento a Fondi strutturali (FESR e FSE), Fondi di cofinanziamento regionale, e Fondo Sviluppo e Coesione: "Stiamo parlando di circa 95 miliardi di euro a disposizione da qui al 2023 per politiche di sviluppo".
Nel documento si precisa che si tratta di "analisi, riflessioni e proposte" che forniscono "senza la pretesa di essere esaustive, il quadro di riferimento entro cui si collocheranno le scelte operative che sono in corso di definizione nel confronto Governo-Regioni-Città Metropolitane sui 15 Patti per il Sud", aprendo a i contributi di chi vuole partecipare con ulteriori idee. In premessa, il governo snocciola i numeri che tratteggiano il ritardo del Sud (solo il 20% del Pil nazionale, il 10…
Nel documento si precisa che si tratta di "analisi, riflessioni e proposte" che forniscono "senza la pretesa di essere esaustive, il quadro di riferimento entro cui si collocheranno le scelte operative che sono in corso di definizione nel confronto Governo-Regioni-Città Metropolitane sui 15 Patti per il Sud", aprendo a i contributi di chi vuole partecipare con ulteriori idee. In premessa, il governo snocciola i numeri che tratteggiano il ritardo del Sud (solo il 20% del Pil nazionale, il 10…
MILANO - Un piano da 95 miliardi di euro, da qui al 2023, per il Mezzogiorno. E' il Masterplan per il Sud pubblicato da Palazzo Chigi sul sito internet del Governo. "Non sono le risorse che mancano", si legge nelle linee guida che fanno riferimento a Fondi strutturali (FESR e FSE), Fondi di cofinanziamento regionale, e Fondo Sviluppo e Coesione: "Stiamo parlando di circa 95 miliardi di euro a disposizione da qui al 2023 per politiche di sviluppo".
Nel documento si precisa che si tratta di "analisi, riflessioni e proposte" che forniscono "senza la pretesa di essere esaustive, il quadro di riferimento entro cui si collocheranno le scelte operative che sono in corso di definizione nel confronto Governo-Regioni-Città Metropolitane sui 15 Patti per il Sud", aprendo a i contributi di chi vuole partecipare con ulteriori idee. In premessa, il governo snocciola i numeri che tratteggiano il ritardo del Sud (solo il 20% del Pil nazionale, il 10% dell'export, occupazione al 42,6% contro il 56,3% complessivo), ma ricorda che ci sono piccoli segnali di inversione di tendenza, con occupazione ed export in ripresa nell'ultimo trimestre censito in misura maggiore rispetto alla media nazionale.
IL DOCUMENTO
Il governo rivendica di aver accelerato l'utilizzo dei Fondi strutturali europei per il periodo 2007-2013, nonostante restino ancora risorse inutilizzate che una recente inchiesta dell'Espresso ha quantificato in 6 miliardi. Proiettandosi al periodo successivo, sempre Palazzo Chigi sottolinea che 49 programmi nazionali e regionali su 50 sono stati approvati dalla Commissione. Ancora, nella colonna dei successi rivendicati ci sono le risoluzioni di crisi aziendali quali la Whirlpool, la Bridgestone o l'Ilva.
Sul fronte delle risorse indicate nel Masterplan, si fa rieferimento a: Fondi strutturali (FESR e FSE) 2014-20 pari a 56,2 miliardi di euro, di cui 32,2 miliardi di euro europei e 24 miliardi nazionali; fondi di cofinanziamento regionale per 4,3 miliardi di euro; Fondo Sviluppo e Coesione, per il quale sono già oggi disponibili 39 miliardi di euro sulla programmazione 2014-20. Non sono le risorse che mancano, si legge nelle linee guida, "è la capacità di utilizzarle che è mancata per decenni, come testimonia il ritardo accumulato fino al 2011 nella spesa dei Fondi europei e il fatto che a tutt'oggi il Fondo Sviluppo e Coesione abbia una disponibilità residua relativa ai cicli di programmazione 2000-2006 e 2007-2013 per circa 17 miliardi che, per inciso, porta la capacità di spesa sul territorio da qui al 2023 a 112 miliardi".
Con la Legge di Stabilità 2016 il Governo ha attivato in sede europea la clausola investimenti che mette a disposizione nel 2016 uno spazio di bilancio di 5 miliardi di euro utilizzabili per spendere le risorse nazionali destinate a cofinanziamento dei Fondi strutturali o di investimenti nelle reti di rilevanza europea o di investimenti supportati dal Piano Juncker: l'effetto leva potenziale - si legge nelle linee guida - è in grado di mettere in gioco nel solo 2016 investimenti per oltre 11 miliardi di euro, di cui almeno 7 per interventi nel Mezzogiorno.
"Abbiamo così creato gli spazi di bilancio affinché gli stanziamenti diventino spesa effettiva, risorse realmente a disposizione del Mezzogiorno nel 2016. Risorse che saranno essenziali anche per mobilitare capitali privati, nazionali e internazionali, che vogliano cogliere le opportunità di crescita del Mezzogiorno. E' questa la base finanziaria di partenza del Masterplan: uno sforzo di investimenti mai realizzato in passato in un solo anno; uno sforzo finalizzato a sbloccare anche per gli anni successivi gli investimenti nel Mezzogiorno. Per raggiungere questo obiettivo - si sottolinea - dobbiamo lavorare sulla Governance e sulla capacità amministrativa". Nel documento, sono inclusi quindici "patti" per il Sud, con le otto Regioni coinvolte (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) e le sette città metropolitane (Napoli, Bari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Cagliari).
Nel documento si precisa che si tratta di "analisi, riflessioni e proposte" che forniscono "senza la pretesa di essere esaustive, il quadro di riferimento entro cui si collocheranno le scelte operative che sono in corso di definizione nel confronto Governo-Regioni-Città Metropolitane sui 15 Patti per il Sud", aprendo a i contributi di chi vuole partecipare con ulteriori idee. In premessa, il governo snocciola i numeri che tratteggiano il ritardo del Sud (solo il 20% del Pil nazionale, il 10% dell'export, occupazione al 42,6% contro il 56,3% complessivo), ma ricorda che ci sono piccoli segnali di inversione di tendenza, con occupazione ed export in ripresa nell'ultimo trimestre censito in misura maggiore rispetto alla media nazionale.
IL DOCUMENTO
Il governo rivendica di aver accelerato l'utilizzo dei Fondi strutturali europei per il periodo 2007-2013, nonostante restino ancora risorse inutilizzate che una recente inchiesta dell'Espresso ha quantificato in 6 miliardi. Proiettandosi al periodo successivo, sempre Palazzo Chigi sottolinea che 49 programmi nazionali e regionali su 50 sono stati approvati dalla Commissione. Ancora, nella colonna dei successi rivendicati ci sono le risoluzioni di crisi aziendali quali la Whirlpool, la Bridgestone o l'Ilva.
Sul fronte delle risorse indicate nel Masterplan, si fa rieferimento a: Fondi strutturali (FESR e FSE) 2014-20 pari a 56,2 miliardi di euro, di cui 32,2 miliardi di euro europei e 24 miliardi nazionali; fondi di cofinanziamento regionale per 4,3 miliardi di euro; Fondo Sviluppo e Coesione, per il quale sono già oggi disponibili 39 miliardi di euro sulla programmazione 2014-20. Non sono le risorse che mancano, si legge nelle linee guida, "è la capacità di utilizzarle che è mancata per decenni, come testimonia il ritardo accumulato fino al 2011 nella spesa dei Fondi europei e il fatto che a tutt'oggi il Fondo Sviluppo e Coesione abbia una disponibilità residua relativa ai cicli di programmazione 2000-2006 e 2007-2013 per circa 17 miliardi che, per inciso, porta la capacità di spesa sul territorio da qui al 2023 a 112 miliardi".
Con la Legge di Stabilità 2016 il Governo ha attivato in sede europea la clausola investimenti che mette a disposizione nel 2016 uno spazio di bilancio di 5 miliardi di euro utilizzabili per spendere le risorse nazionali destinate a cofinanziamento dei Fondi strutturali o di investimenti nelle reti di rilevanza europea o di investimenti supportati dal Piano Juncker: l'effetto leva potenziale - si legge nelle linee guida - è in grado di mettere in gioco nel solo 2016 investimenti per oltre 11 miliardi di euro, di cui almeno 7 per interventi nel Mezzogiorno.
"Abbiamo così creato gli spazi di bilancio affinché gli stanziamenti diventino spesa effettiva, risorse realmente a disposizione del Mezzogiorno nel 2016. Risorse che saranno essenziali anche per mobilitare capitali privati, nazionali e internazionali, che vogliano cogliere le opportunità di crescita del Mezzogiorno. E' questa la base finanziaria di partenza del Masterplan: uno sforzo di investimenti mai realizzato in passato in un solo anno; uno sforzo finalizzato a sbloccare anche per gli anni successivi gli investimenti nel Mezzogiorno. Per raggiungere questo obiettivo - si sottolinea - dobbiamo lavorare sulla Governance e sulla capacità amministrativa". Nel documento, sono inclusi quindici "patti" per il Sud, con le otto Regioni coinvolte (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) e le sette città metropolitane (Napoli, Bari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Cagliari).