ROMA. "Bene l'Inps, il suo è un documento importante, completo e preciso" dice Filippo Taddei, responsabile economico del Pd. "Coglie in pieno lo spirito della iniziativa del governo sulla flessibilità in uscita e contribuisce ad un dibattito informato". Ma ciò non vuole dire, precisa "che il governo debba farlo suo".
Da Fassina a Damiano, in molti, dentro e fuori dal suo partito, dicono che il presidente dell'Inps non dovrebbe fare proposte sulle pensioni del futuro. Condivide?
"No, ben vengano gli interventi di qualità che alzano il livello della discussione pubblica. Questo è un documento apprezzevole che risponde pienamente ai due criteri con i quali il governo, nel 2016, intende intervenire sulla flessibilità in uscita. Propone misure complessive e strutturali e ha per obiettivo la riduzione del debito pensionistico implicito: non solo quello attuale, ma anche quello di domani".
Detto questo il governo non interverrà fino al 2016. " La materia previdenziale è estremamente complicata e delicata, per questo abbiamo posticipato la flessibilità in uscita al prossimo anno". Non era possibile anticipare qualcosa visto il problema degli over 55 senza lavoro?
"No, vanno assolutamente evitati interventi a spezzatino. Il disegno deve essere organico e va tenuto conto della spesa aggiuntiva per la finanza pubblica. Il governo in questo momento ha preferito concentrare le risorse sulla riduzione delle tasse e sul contrasto alla povertà assoluta. Poi, nel 2016 ci sarà la flessibilità in uscita" . Ma è d'accordo sul fatto che vi debba essere un sostegno di inclusione attiva? "Talmente d'accordo che la legge di Stabilità già prevede fondi aggiuntivi e permanenti di contrasto alla povertà".
Lei parla di flessibilità in uscita nel 2016, ma il progetto Boeri tratta anche di tagli alle pensioni ricche. Le due cose devono marciare assieme?
"Nel programma del governo non c'è alcuna indicazione in questo genere. Questo va detto in modo chiaro: nessuno deve drammatizzare. Tra l'altro prima di parlare di tagli alle pensioni ricche dovremmo decidere quali e quante siano le pensioni ricche. Ma ripeto, niente spezzatini. Procedere per interventi parziali sarebbe fuorviante e demagogico"
Quindi "bravo Boeri", ma il governo va avanti per conto suo?
"La sua proposta contribuisce in modo importante al dibattito informato, ciò non vuole dire che il governo debba seguirla in tutte le sue parti".
Da Fassina a Damiano, in molti, dentro e fuori dal suo partito, dicono che il presidente dell'Inps non dovrebbe fare proposte sulle pensioni del futuro. Condivide?
"No, ben vengano gli interventi di qualità che alzano il livello della discussione pubblica. Questo è un documento apprezzevole che risponde pienamente ai due criteri con i quali il governo, nel 2016, intende intervenire sulla flessibilità in uscita. Propone misure complessive e strutturali e ha per obiettivo la riduzione del debito pensionistico implicito: non solo quello attuale, ma anche quello di domani".
Detto questo il governo non interverrà fino al 2016. " La materia previdenziale è estremamente complicata e delicata, per questo abbiamo posticipato la flessibilità in uscita al prossimo anno". Non era possibile anticipare qualcosa visto il problema degli over 55 senza lavoro?
"No, vanno assolutamente evitati interventi a spezzatino. Il disegno deve essere organico e va tenuto conto della spesa aggiuntiva per la finanza pubblica. Il governo in questo momento ha preferito concentrare le risorse sulla riduzione delle tasse e sul contrasto alla povertà assoluta. Poi, nel 2016 ci sarà la flessibilità in uscita" . Ma è d'accordo sul fatto che vi debba essere un sostegno di inclusione attiva? "Talmente d'accordo che la legge di Stabilità già prevede fondi aggiuntivi e permanenti di contrasto alla povertà".
Lei parla di flessibilità in uscita nel 2016, ma il progetto Boeri tratta anche di tagli alle pensioni ricche. Le due cose devono marciare assieme?
"Nel programma del governo non c'è alcuna indicazione in questo genere. Questo va detto in modo chiaro: nessuno deve drammatizzare. Tra l'altro prima di parlare di tagli alle pensioni ricche dovremmo decidere quali e quante siano le pensioni ricche. Ma ripeto, niente spezzatini. Procedere per interventi parziali sarebbe fuorviante e demagogico"
Quindi "bravo Boeri", ma il governo va avanti per conto suo?
"La sua proposta contribuisce in modo importante al dibattito informato, ciò non vuole dire che il governo debba seguirla in tutte le sue parti".