Economia

Stabilità, 33 milioni per la bicicletta. Legambiente e Fiab: "Cambio di passo"

Il testo della manovra conferma gli impegni a favore della mobilità ciclistica. Gli addetti ai lavori: "Segnale importante, anche se risorse ancora limitate: ora i cantieri. Bene che la cabina di regia sia al Ministero dei Trasporti". Il Grande raccordo anulare in rampa di lancio. E con il turismo su due ruote l'Italia potrebbe far girare 3,2 miliardi di euro

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MILANO - Trentatre milioni di euro sono entrati nella legge di Stabilità per i progetti legati alla ciclabilità: piste cittadine e percorsi turistici, che devono passare ora il vaglio parlamentare e sperare che non vengano stralciati per finire a supporto di altre esigenze. La posta è stata inserita dal governo all'articolo 33 della finanziaria, con il comma 35 che impegna 5 milioni nel 2016, 13 nel 2017 e 15 nel 2018 "al fine di promuovere la progettazione e la realizzazione di ciclovie turistiche e di ciclostazioni, nonché la progettazione e la realizzazione di interventi volli a garantire la sicurezza della ciclabilità cittadina". Confermate dunque le speranze della vigilia, anche se le ultime bozze circolate parlavano di 10 milioni fin dal prossimo anno.

Una buona notizia per gli addetti ai lavori, tra i quali prevalgono i commenti positivi sull'introduzione di queste risorse: si tratta di 'una prima' per la Manovra di fine anno, che fa passare in secondo piano l'ammontare tutto sommato esiguo. Ne è convinta Giulietta Pagliaccio, presidente della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (Fiab): "E’ un elemento importante, da leggere insieme ad altri passi avanti: il Collegato ambiente che è stato licenziato recentemente dal Senato prevede circa 35 milioni di risorse su progetti quali il 'bike to school' o il 'bike to work', insieme al recupero di tracciati ferroviari". Per Pagliaccio, insomma, "comincia a delinearsi una politica concreta di sviluppo della mobilità ciclistica, data non solo dalle idee e dai progetti, ma finalmente dalla concretezza delle risorse, ancorché limitate. Sono però un segnale importante di una fase nuova".

La posizione è condivisa da Legambiente. Spiega Alberto Fiorillo, responsabile delle aree urbane: "Il sostegno alla mobilità ciclistica è in fase di start-up, quando si deve compiere il passo più difficile che è quello che porta 'da zero a uno'. Con questa Manovra, se i fondi saranno confermati, si passa da 'zero a cinque'. Non deve valutarsi solo come impegno di pochi milioni, ma come volano possibile per gli investimenti a cascata degli enti locali e, soprattutto in ambito cicloturistico, dei privati". Certo, resta il nodo dei fondi e il ritardo italiano. "Basta pensare che, citando alcuni dei dati più recenti, nel biennio 2009-2010 l'investimento complessivo nella Penisola, compresi gli enti locali, su questi capitoli è arrivato a una decina di milioni. Per capire cosa succede nei casi più virtuosi, la sola municipalità di Parigi ha programmato 25 milioni di investimenti nel prossimo quinquennio", ricorda Fiorillo.

Tornando agli aspetti positivi, non è sfuggito agli osservatori un altro dettaglio di quel comma: "I relativi progetti ed interventi saranno individuati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti mentre quelli riguardanti le ciclovie turistiche, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo", si legge. Per Pagliaccio "avere attribuito al Mit la regia della politica nazionale, con il supporto degli altri soggetti via via interessati a seconda della tipologia del progetto, è un segnale che sta diventando un tema strutturale per l'Italia". Di nuovo Fiorillo: "Se in passato solo le strade e le ferrovie erano considerate opere pubbliche al servizio del Paese, siamo felici di vedere che per la prima volta viene presa in considerazione anche la bicicletta in quest'ottica".

Resta da vedere quali saranno i progetti finanziati. In pole position, secondo chi ha seguito i vari lavori istruttori in collaborazione con i tecnici del ministero, c'è il Grab, il Grande raccordo anulare delle bici, che ha un costo previsto di circa 4 milioni di euro su 44 kilometri di sviluppo. La speranza di Legambiente è che si cominci supero a passare dalla fase progettuale a quella di cantiere: "Nel primo anno si può chiudere l'anello ciclabile e la messa in sicurezza, con 800-900mila euro, affiancando un intervento di ridisegno architettonico del tratto più pregiato, tra il Colosseo e l'Appia antica, con un costo di 1-1,2 milioni". La Fiab spera che a questo, si aggiungano altri "interventi emblematici" che possono essere la ciclovia del Po o quella dell'Acquedotto pugliese, dai quali partire per arrivare alla mobilità cittadina. Per incrementare le risorse a disposizone, la Federazione vede di buon occhio il prelievo dai mezzi più inquinanti (ad esempio dal bollo auto), e meccanismo di tipo premiale (dando obiettivi virtuosi agli enti locali, un po' come fatto con la raccolta differenziata).

Quanto al ritorno economico, è evidente ciò che accade con il cicloturismo: nel 2012 - tra pernottamenti e viaggi - ha rappresentato un valore di 44 miliardi di euro, in Europa. La Germania, che vanta il maggior numero di viaggiatori su due ruote, il fatturato di questa tipologia di turismo sfiora i 9 miliardi e si calcola che in Italia ci sia un potenziale inespresso superiore ai 3 miliardi. Anche in questo campo, l'esempio virtuoso da seguire non manca: la rete ciclabile del Trentino (400 kilometri di piste con un costo dai 20 euro ai 400 per metro), produce ogni anno 100 milioni di indotto. Estenderla a tutta la Pensiola, con il territorio unico che la contraddistingue, sarebbe un affare per molti.