Economia

Bankitalia striglia la Pa: "Cono d'ombra nell'attività anticorruzione"

Il direttore dell'Unità di informazione finanziaria di via Nazionale sottolinea che su oltre 71mila segnalazioni di operazioni sospette, solo 18 sono arrivate dalla Pa

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MILANO - "In questo momento la Pubblica amministrazione rappresenta un cono d'ombra nell'attività di antiriciclaggio e anticorruzione". Lo ha detto, durante un convegno a Montecitorio, il direttore dell'Unità di informazione finanziaria della Banca d'Italia, Claudio Clemente, sottolineando che la Pubblica amministrazione "finora ha collaborato poco" nonostante dal 1991 la sua collaborazione sia obbligatoria per legge.

"Nel 2014 - ha ricordato Clemente - su oltre 71 mila segnalazioni di operazioni sospette, solo 18 sono arrivate dalla Pa e nel 2013 erano state 24". Il problema, secondo Clemente, è "che non è stato creato un sistema organizzativo per ottemperare agli obblighi di antiriciclaggio prevista dalla legge". In questo rappresenta un grande passo avanti il fatto che "ora finalmente sono stati messi a punto, è una novità di qualche settimana fa, gli indicatori di anomalia".

Il rapporto presentato la scorsa estate dalla Uif parla infatti di circa 71.700 segnalazioni di operazioni sospette, con un incremento di oltre 7.000 unità rispetto al 2013. Tale risultato "rappresenta un nuovo picco nel numero annuo di segnalazioni e conferma l’accentuato trend di crescita di lungo periodo manifestatosi successivamente alla riforma del sistema antiriciclaggio del 2007 e proseguito anche nel primo semestre del 2015. L'aumento del numero delle segnalazioni testimonia un significativo miglioramento della sensibilità degli operatori sui temi dell'antiriciclaggio". Ma a quanto pare la Pa ne è stata immune. Già nel rapporto, infatti, si leggeva che "gli uffici della Pubblica Amministrazione, particolarmente esposti all’incidenza della corruzione nei settori degli appalti e dei finanziamenti pubblici, mostrano ancora scarsa sensibilità per l’antiriciclaggio e ciò ne accresce la vulnerabilità".