MILANO - Per 540 mila auto diesel Volkswagen sono necessari cambiamenti tecnici che vanno oltre la sostituzione del software usato per violare le leggi antismog. Lo ha sostenuto il ministero dei Trasporti tedesco, mentre a Wolfsburg è in corso il consiglio di sorveglianza di Volkswagen nella sede centrale del gruppo per discutere i piani di risparmio del consorzio e le critiche del presidente del consiglio di fabbrica, Bernd Osterloh. Il comitato esecutivo sta informando il board degli ultimi sviluppi dello scandalo delle emissioni manipolate, che costringerà la casa tedesca a un massiccio piano di tagli e risparmi e, probabilmente, a una serie di cessioni. Osterloh ha lamentato il fatto che le misure vengono riferite singolarmente e nessun piano complessivo sia stato ancora comunicato. Ulteriori informazioni saranno comunicate ai clienti da parte della stessa casa tedesca, che intanto incassa il taglia del giudizio da parte dell'agenzia di rating Fitch, che ha portato il giudizio a BBB+ con outlook negativo.
A seguito delle dichiarazioni del ministero appare così chiaro che non sarà sufficiente realizzare semplicemente un update del software per il controllo delle emissioni e dei motori per eliminare il problema della manipolazione dei gas di scarico. I richiami ordinati dalla motorizzazione tedesca Kba dovrebbero cominciare a inizio 2016. In totale i veicoli del gruppo Volkswagen colpiti in Germania dallo scandalo sono 2,4 milioni. Negli Stati Uniti, inoltre, il gruppo offrirà voucher e buoni acquisti per 1.000 dollari e assistenza stradale gratis ai proprietari delle auto diesel coinvolte nello scandalo-emissioni negli Usa.
L'eco della situazione non può non riguardare anche l'Italia. "La situazione del gruppo Volkswagen ci preoccupa, tanto che le timide smentite giornalistiche non stanno tranquillizzando né gli oltre 3.100 dipendenti di Italdesign, Ducati e Lamborghini né noi come organizzazioni sindacali", afferma in una nota il segretario nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano. "In queste ore - prosegue Uliano - si susseguono continue voci su possibili decisioni di vendita di aziende del gruppo Vw in Italia. In particolare stanno circolando nelle ultime ore in maniera preoccupante per Italdesign e Ducati, mentre nelle settimane precedenti avevano riguardato Lamborghini".
Secondo Uliano "è indispensabile che a livello italiano si faccia immediatamente un incontro con il gruppo Vw Italia, per aprire un confronto puntuale sullo stato della situazione e per costruire un tavolo di confronto necessario a monitorare l'evolvere della situazione, dando chiarezza e sicurezza di prospettiva alle aziende e ai lavoratori italiani del gruppo. Non è possibile che ad oggi i vertici del gruppo Vw in Italia non si siano ancora confrontati con le segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm. E' ora che inizino a farlo". "Se è necessario - conclude il sindacalista della Fim Cisl - chiederemo al Governo di farsi garante rispetto ad una convocazione immediata. Nella giornata di giovedì 12 novembre è convocato a Bruxelles dal sindacato europeo Industriall il Comitato del settore Automotive, come Fim-Cisl porteremo anche in quella sede la nostra preoccupazione e posizione al riguardo".
Anche in Germania le acque sono agiate: Vzbz, la federazione tedesca delle associazioni dei consumatori, chiede a Vw di compensare i clienti tedeschi vittime dello scandalo dei motori diesel truccati con voucher, come il gruppo prevede di fare anche negli Stati Uniti. Volkswagen "deve assumersi le sue responsabilità", ha detto il presidente della Federazione, Klaus Muller in un'intervista al quotidiano Rheinische Post. "I buoni acquisto in Germania sono il minimo per risarcire i clienti danneggiati". A tranquillizzare ci ha provato il presidente della Buba, Jens Weidmann, per il quale "non c'è alcun segnale che lo scandalo Volkswagen avrà un impatto sull'economia tedesca".
A seguito delle dichiarazioni del ministero appare così chiaro che non sarà sufficiente realizzare semplicemente un update del software per il controllo delle emissioni e dei motori per eliminare il problema della manipolazione dei gas di scarico. I richiami ordinati dalla motorizzazione tedesca Kba dovrebbero cominciare a inizio 2016. In totale i veicoli del gruppo Volkswagen colpiti in Germania dallo scandalo sono 2,4 milioni. Negli Stati Uniti, inoltre, il gruppo offrirà voucher e buoni acquisti per 1.000 dollari e assistenza stradale gratis ai proprietari delle auto diesel coinvolte nello scandalo-emissioni negli Usa.
L'eco della situazione non può non riguardare anche l'Italia. "La situazione del gruppo Volkswagen ci preoccupa, tanto che le timide smentite giornalistiche non stanno tranquillizzando né gli oltre 3.100 dipendenti di Italdesign, Ducati e Lamborghini né noi come organizzazioni sindacali", afferma in una nota il segretario nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano. "In queste ore - prosegue Uliano - si susseguono continue voci su possibili decisioni di vendita di aziende del gruppo Vw in Italia. In particolare stanno circolando nelle ultime ore in maniera preoccupante per Italdesign e Ducati, mentre nelle settimane precedenti avevano riguardato Lamborghini".
Secondo Uliano "è indispensabile che a livello italiano si faccia immediatamente un incontro con il gruppo Vw Italia, per aprire un confronto puntuale sullo stato della situazione e per costruire un tavolo di confronto necessario a monitorare l'evolvere della situazione, dando chiarezza e sicurezza di prospettiva alle aziende e ai lavoratori italiani del gruppo. Non è possibile che ad oggi i vertici del gruppo Vw in Italia non si siano ancora confrontati con le segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm. E' ora che inizino a farlo". "Se è necessario - conclude il sindacalista della Fim Cisl - chiederemo al Governo di farsi garante rispetto ad una convocazione immediata. Nella giornata di giovedì 12 novembre è convocato a Bruxelles dal sindacato europeo Industriall il Comitato del settore Automotive, come Fim-Cisl porteremo anche in quella sede la nostra preoccupazione e posizione al riguardo".
Anche in Germania le acque sono agiate: Vzbz, la federazione tedesca delle associazioni dei consumatori, chiede a Vw di compensare i clienti tedeschi vittime dello scandalo dei motori diesel truccati con voucher, come il gruppo prevede di fare anche negli Stati Uniti. Volkswagen "deve assumersi le sue responsabilità", ha detto il presidente della Federazione, Klaus Muller in un'intervista al quotidiano Rheinische Post. "I buoni acquisto in Germania sono il minimo per risarcire i clienti danneggiati". A tranquillizzare ci ha provato il presidente della Buba, Jens Weidmann, per il quale "non c'è alcun segnale che lo scandalo Volkswagen avrà un impatto sull'economia tedesca".