McDonald's: più cedole, meno stipendi. Agli azionisti 30 mld, ai dipendenti meno di 15 dollari
La società ha annunciato l'aumento del dividendo, mentre i lavoratori chiedevano l'aumento del salario alla paga minima fissata da Obama
MILANO - In casa McDonald's l'unica cosa che aumenta sono i dividendi per gli azionisti. Più soldi nelle tasche degli investitori che verranno finanziati da nuovi prestiti e maggiori tagli ai costi: almeno 500 milioni di euro l'anno per restituire agli azionisti 30 miliardi in tre anni. L'annuncio è arrivato direttamente dall'amministratore delegato della catena di fast food, Steve Easterbrook, durante l'investor day, mentre nelle strade americane prendeva piede la protesta dei dipendenti che chiedono l'aumento dei salari.
Prese le redini del gruppo a marzo il manager è chiamato a guidarne il risanamento senza scontentare gli investitori assetati di dividendi. E i primi risultati si sono già visti: nell'ultimo trimestre le vendite sono tornate a crescere dopo quasi due anni di calo. Merito anche dei cambiamenti varati: dalla semplificazione delle operazioni in cucina al taglio di alcuni prodotti fino all'arrivo del…
Prese le redini del gruppo a marzo il manager è chiamato a guidarne il risanamento senza scontentare gli investitori assetati di dividendi. E i primi risultati si sono già visti: nell'ultimo trimestre le vendite sono tornate a crescere dopo quasi due anni di calo. Merito anche dei cambiamenti varati: dalla semplificazione delle operazioni in cucina al taglio di alcuni prodotti fino all'arrivo del…
MILANO - In casa McDonald's l'unica cosa che aumenta sono i dividendi per gli azionisti. Più soldi nelle tasche degli investitori che verranno finanziati da nuovi prestiti e maggiori tagli ai costi: almeno 500 milioni di euro l'anno per restituire agli azionisti 30 miliardi in tre anni. L'annuncio è arrivato direttamente dall'amministratore delegato della catena di fast food, Steve Easterbrook, durante l'investor day, mentre nelle strade americane prendeva piede la protesta dei dipendenti che chiedono l'aumento dei salari.
Prese le redini del gruppo a marzo il manager è chiamato a guidarne il risanamento senza scontentare gli investitori assetati di dividendi. E i primi risultati si sono già visti: nell'ultimo trimestre le vendite sono tornate a crescere dopo quasi due anni di calo. Merito anche dei cambiamenti varati: dalla semplificazione delle operazioni in cucina al taglio di alcuni prodotti fino all'arrivo del servizio colazione per tutto il giorno.
Nelle politiche di taglio dei costi rientra anche la cessione del 95% dei ristoranti di proprietà e - soprattutto - la riduzione dei posti di lavoro. McDonald's, come tutte le catene di fast food, è allergica agli aumenti salariali e così mentre il governo Obama ha varato l'aumento dello stipendio minimo a 15 dollari l'ora (entro il 2018), la società sta studiando forme alternative di servizio, a cominciare dall'utilizzo dei robot.
D'altra parte, lo stipendio raddoppiato, secondo i conti degli analisti, tirerà fuori dall'indigenza almeno 140mila persone e servirà da stimolo ai consumi, ma potrebbe mettere in difficoltà l'intero settore visto che il 30 per cento dei costi è legato ai salari. Le catene di ristorazione sono quindi già al lavoro, in cerca di modi ingegnosi per diminuire i servizi forniti dal personale e dimezzare i dipendenti attraverso l'automatizzazione dei processi.
McDonald's non ha fretta di raggiungere la soglia dei 15 euro, ma per tenere a bada i dipendenti ha aumentato tutti i salari di un dollaro oltre la paga minima dei singoli di Stati. Non abbastanza per i lavoratori che permettono al management di remunerare con 30 miliardi di dollari gli azionisti.
Prese le redini del gruppo a marzo il manager è chiamato a guidarne il risanamento senza scontentare gli investitori assetati di dividendi. E i primi risultati si sono già visti: nell'ultimo trimestre le vendite sono tornate a crescere dopo quasi due anni di calo. Merito anche dei cambiamenti varati: dalla semplificazione delle operazioni in cucina al taglio di alcuni prodotti fino all'arrivo del servizio colazione per tutto il giorno.
Nelle politiche di taglio dei costi rientra anche la cessione del 95% dei ristoranti di proprietà e - soprattutto - la riduzione dei posti di lavoro. McDonald's, come tutte le catene di fast food, è allergica agli aumenti salariali e così mentre il governo Obama ha varato l'aumento dello stipendio minimo a 15 dollari l'ora (entro il 2018), la società sta studiando forme alternative di servizio, a cominciare dall'utilizzo dei robot.
D'altra parte, lo stipendio raddoppiato, secondo i conti degli analisti, tirerà fuori dall'indigenza almeno 140mila persone e servirà da stimolo ai consumi, ma potrebbe mettere in difficoltà l'intero settore visto che il 30 per cento dei costi è legato ai salari. Le catene di ristorazione sono quindi già al lavoro, in cerca di modi ingegnosi per diminuire i servizi forniti dal personale e dimezzare i dipendenti attraverso l'automatizzazione dei processi.
McDonald's non ha fretta di raggiungere la soglia dei 15 euro, ma per tenere a bada i dipendenti ha aumentato tutti i salari di un dollaro oltre la paga minima dei singoli di Stati. Non abbastanza per i lavoratori che permettono al management di remunerare con 30 miliardi di dollari gli azionisti.