Poste e privatizzazioni: molta diffidenza e grandi attese
Voices from the blog , di VOICES FROM THE BLOGSLa quota dei diffidenti verso le vendite di Stato è amplissima: 81,8% dei post rilasciati sui social network. Le critiche ricorrenti: non migliorano i servizi, si penalizzano i consumatori, si svendono i gioielli di famiglia. Chi crede nella buona riuscita delle operazioni punta su efficienza e riduzione del debito pubblico
MILANO - Da pochi giorni è partito il collocamento in Borsa di Poste Italiane e le domande sull’opportunità delle privatizzazioni, sul loro successo e sulle ricadute per gli utenti dei servizi la cui gestione viene affidata al mercato, di certo non mancano. Ne è la conferma l’accresciuta attenzione del pubblico che ha prodotto nei soli due ultimi mesi oltre 40 mila post sui vari social network sull’argomento. Non altrettanto, verrebbe da dire, è cresciuto il favore espresso verso le privatizzazioni: la quota dei diffidenti (a volte radicalmente contrari) rimane largamente maggioritaria (81,8%).
E' pur vero che tra le opinioni avverse traspare anche un po’ di opposizione "di maniera", che sconfina nel complottismo (8%), ma va evidenziato che un commento critico sui quattro non ritiene che le privatizzazioni conseguano l’obiettivo ritenuto principale, ovvero quello del miglioramento dell’efficienza nei serv…
E' pur vero che tra le opinioni avverse traspare anche un po’ di opposizione "di maniera", che sconfina nel complottismo (8%), ma va evidenziato che un commento critico sui quattro non ritiene che le privatizzazioni conseguano l’obiettivo ritenuto principale, ovvero quello del miglioramento dell’efficienza nei serv…
MILANO - Da pochi giorni è partito il collocamento in Borsa di Poste Italiane e le domande sull’opportunità delle privatizzazioni, sul loro successo e sulle ricadute per gli utenti dei servizi la cui gestione viene affidata al mercato, di certo non mancano. Ne è la conferma l’accresciuta attenzione del pubblico che ha prodotto nei soli due ultimi mesi oltre 40 mila post sui vari social network sull’argomento. Non altrettanto, verrebbe da dire, è cresciuto il favore espresso verso le privatizzazioni: la quota dei diffidenti (a volte radicalmente contrari) rimane largamente maggioritaria (81,8%).
E' pur vero che tra le opinioni avverse traspare anche un po’ di opposizione "di maniera", che sconfina nel complottismo (8%), ma va evidenziato che un commento critico sui quattro non ritiene che le privatizzazioni conseguano l’obiettivo ritenuto principale, ovvero quello del miglioramento dell’efficienza nei servizi, e che il 10,5% ritiene che l’affidamento al mercato dei servizi finisca per penalizzare i consumatori, favorendo tra l’altro la formazione di monopoli privati (8,9%). Si tratta quindi di perplessità che colpiscono al cuore degli obiettivi delle privatizzazioni, e che si affiancano a dubbi sulla correttezza nei processi di collocamento delle imprese sul mercato: c’è infatti chi prevede una svendita delle imprese pubbliche (10%), chi paventa rischi di corruzione (10%), chi teme conseguenze negative per i lavoratori delle imprese privatizzate (8,5%).
La maggioranza assoluta dei favorevoli alle privatizzazioni, d’altro canto, conta proprio sulla maggiore efficienza dei servizi pubblici affidati al mercato, mentre il 30% si attende una riduzione dell’indebitamento pubblico. Vantaggi derivanti dalla coesistenza di erogatori pubblici e privati motivano invece l’11,3% dei giudizi positivi.
Ma di quali servizi si parla quando si discute di privatizzazioni? Oltre il 40% dei commenti guarda vicino a casa, alle utilities comunali (ad esempio lo smaltimento dei rifiuti, ma è significativa la quota di citazioni riservata ai canili comunali, oggetto di dibattito recente nella Capitale). Un quarto circa dei post è dedicato alle Poste, anche in forza dell’attualità del collocamento in Borsa. I servizi sanitari (13,2%), le risorse idriche (9,9%) e le infrastrutture (5,1%) occupano invece il resto dei pareri espressi.
Quando il dibattito si concentra sulla privatizzazione di Poste Italiane, tuttavia, il consenso e le attese sembrano assumere toni meno accesi. I commenti critici continuano ad essere maggioranza assoluta, ma su valori più contenuti (54,9%), mentre i favorevoli salgono al 30% circa.
L’impressione che la privatizzazione di Poste Italiane abbia registrato un grande successo di mercato guida le ragioni che motivano i pareri favorevoli (34,2%); a sostegno della tesi, il 23,5% dei post valuta positivamente la quotazione raggiunta dal titolo. Attese di riduzione del debito pubblico animano invece il favore espresso da oltre il 20% dei testi esaminati, mentre attese di modernizzazione e cambiamento sono nutrite dal 12,2% degli interventi.
Il titolo è invece stato quotato in modo deludente secondo il parere del 23,5% di chi esprime critiche al processo di privatizzazione. Si tratterebbe quindi di un grave errore (13,8%), o più precisamente di una svendita (15,8%), che avrebbe dovuto essere evitata anche in forza di conflitti di interesse (12%) che questa privatizzazione fa emergere. I timori di ricadute negative sui dipendenti (20,6%) e di un peggioramento nella qualità dei servizi (7,2%) costituiscono le ulteriori ragioni di perplessità.
VOICES from the Blogs è l’osservatorio scientifico sui social media dell'Università Statale di Milano curato da A. Ceron, L. Curini, S.M. Iacus e G. Porro.
E' pur vero che tra le opinioni avverse traspare anche un po’ di opposizione "di maniera", che sconfina nel complottismo (8%), ma va evidenziato che un commento critico sui quattro non ritiene che le privatizzazioni conseguano l’obiettivo ritenuto principale, ovvero quello del miglioramento dell’efficienza nei servizi, e che il 10,5% ritiene che l’affidamento al mercato dei servizi finisca per penalizzare i consumatori, favorendo tra l’altro la formazione di monopoli privati (8,9%). Si tratta quindi di perplessità che colpiscono al cuore degli obiettivi delle privatizzazioni, e che si affiancano a dubbi sulla correttezza nei processi di collocamento delle imprese sul mercato: c’è infatti chi prevede una svendita delle imprese pubbliche (10%), chi paventa rischi di corruzione (10%), chi teme conseguenze negative per i lavoratori delle imprese privatizzate (8,5%).
La maggioranza assoluta dei favorevoli alle privatizzazioni, d’altro canto, conta proprio sulla maggiore efficienza dei servizi pubblici affidati al mercato, mentre il 30% si attende una riduzione dell’indebitamento pubblico. Vantaggi derivanti dalla coesistenza di erogatori pubblici e privati motivano invece l’11,3% dei giudizi positivi.
Ma di quali servizi si parla quando si discute di privatizzazioni? Oltre il 40% dei commenti guarda vicino a casa, alle utilities comunali (ad esempio lo smaltimento dei rifiuti, ma è significativa la quota di citazioni riservata ai canili comunali, oggetto di dibattito recente nella Capitale). Un quarto circa dei post è dedicato alle Poste, anche in forza dell’attualità del collocamento in Borsa. I servizi sanitari (13,2%), le risorse idriche (9,9%) e le infrastrutture (5,1%) occupano invece il resto dei pareri espressi.
Quando il dibattito si concentra sulla privatizzazione di Poste Italiane, tuttavia, il consenso e le attese sembrano assumere toni meno accesi. I commenti critici continuano ad essere maggioranza assoluta, ma su valori più contenuti (54,9%), mentre i favorevoli salgono al 30% circa.
L’impressione che la privatizzazione di Poste Italiane abbia registrato un grande successo di mercato guida le ragioni che motivano i pareri favorevoli (34,2%); a sostegno della tesi, il 23,5% dei post valuta positivamente la quotazione raggiunta dal titolo. Attese di riduzione del debito pubblico animano invece il favore espresso da oltre il 20% dei testi esaminati, mentre attese di modernizzazione e cambiamento sono nutrite dal 12,2% degli interventi.
Il titolo è invece stato quotato in modo deludente secondo il parere del 23,5% di chi esprime critiche al processo di privatizzazione. Si tratterebbe quindi di un grave errore (13,8%), o più precisamente di una svendita (15,8%), che avrebbe dovuto essere evitata anche in forza di conflitti di interesse (12%) che questa privatizzazione fa emergere. I timori di ricadute negative sui dipendenti (20,6%) e di un peggioramento nella qualità dei servizi (7,2%) costituiscono le ulteriori ragioni di perplessità.
VOICES from the Blogs è l’osservatorio scientifico sui social media dell'Università Statale di Milano curato da A. Ceron, L. Curini, S.M. Iacus e G. Porro.